22.4 C
Rome
venerdì 30 Luglio 2021
PolisUSA, vince Biden ma sono state elezioni da 'terzo mondo'

USA, vince Biden ma sono state elezioni da ‘terzo mondo’

[wp_ad_camp_1]

 

Usa, vince Biden ma immaginate se le cose accadute in questi giorni fossero successe in Bolivia o in Cambogia cosa si sarebbe detto.

Biden nuovo presidente ma elezioni ridotte a un meme globale

Alla fine ha vinto Joe Biden, viva Biden ma, come ha già detto qualcuno, gli Usa sono il Paese del terzo mondo più ricco e potente del pianeta e, se volevamo la conferma, è arrivata da queste elezioni.

Ripensate a tutto quello che è accaduto in questi giorni e provate a immaginare se fosse accaduto in Bolivia, Venezuela, oppure in Cambogia, in Somalia: cosa avrebbero detto i nostri commentatori?

L’elezione del presidente del paese più ricco e potente del pianeta divenuta un immenso meme che gira sui social.

Una campagna elettorale particolarmente violenta, nei toni, nei contenuti, sfociata in una votazione thrilling e un post voto ancora non concluso, e non è da escludere che la violenza verbale tra i candidati si tramuti in violenza materiale nei prossimi giorni, vista la natura estremista di molti sostenitori del presidente uscente.

Una votazione in cui lo sconfitto, Donald Trump, non ha concesso la vittoria a Biden, continuando a parlare di brogli, non riconoscendo l’esito delle elezioni e iniziando una campagna legale di ricorsi senza precedenti.

USA, vince Biden ma sono state elezioni da 'terzo mondo'

I commenti degli osservatori internazionali

Gli organismi internazionali che monitorano gli appuntamenti elettorali nel mondo, come ad ogni tornata elettorale, vigilano ed elaborano documenti sull’osservazione e l’analisi del processo democratico. A leggere i loro commenti su queste elezioni ne esce un quadro eufemisticamente preoccupante sullo stato di salute del paese considerato da gran parte della stampa e dell’opinione pubblica occidentale come la più grande democrazia del mondo.

Gli osservatori internazionali della Missione internazionale di osservazione elettorale dell’Ufficio per le istituzioni democratiche e i diritti umani (ODIHR) dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (OSCE), hanno così commentato:

La campagna elettorale americana è stata caratterizzata da polarizzazione politica e accuse infondate di falsificazioni sistematiche. L’animosità e l’accesa retorica tra i candidati hanno influenzato negativamente il focus delle campagne sulle politiche e le piattaforme dei partiti. I due principali candidati alla presidenza si sono accusati a vicenda di corruzione, frode, lavoro per interessi stranieri, incapacità di guidare e sostenere per i gruppi estremisti

Il tedesco Michael Georg Link, a capo della missione, ha continuato:

Accuse infondate di carenze sistemiche, in particolare da parte del presidente in carica, anche la notte delle elezioni, danneggiano la fiducia del pubblico nelle istituzioni democratiche

Elezioni e coronovairus

Il focus del documento si è poi spostato sulla questione coronavirus:

La pandemia COVID-19 non solo ha presentato numerose sfide all’organizzazione delle elezioni, ma ha anche avuto un impatto significativo sulla condotta e sul contenuto della campagna (…). Il Covid-19 ha portato a una pletora di emendamenti a livello statale che avrebbero consentito lo svolgimento delle elezioni proteggendo la salute degli elettori e dei funzionari dell’amministrazione elettorale. Una percentuale significativa di queste misure è stata contestata in tribunale, principalmente da il Partito Repubblicano, provocando lunghe controversie. Ciò a sua volta ha prodotto una grande incertezza giuridica anche nei giorni precedenti le elezioni.

E per concludere l’OSCE ha sottolineato come alcune categorie di cittadini siano fortemente discriminate o addirittura private del diritto di voto, andando ad influenzare pesantemente l’esito delle elezioni:

Le regole di registrazione e identificazione degli elettori in alcuni stati sono indebitamente restrittive per alcuni gruppi di cittadini […]. Circa 5,2 milioni di cittadini sono privati dei diritti civili a causa di una condanna penale, molti dei quali hanno già scontato la pena.

USA, vince Biden: la gestione del voto postale

Le preoccupazioni di Trump e dell’establishment repubblicano sul voto postale, sondaggi alla mano, per l’abitudine dell’elettorato a farne uso, hanno portato alla strategia aggressiva nel denunciarlo come illegale fin dalle prime ore , tanto che i sostenitori di Donald immediatamente dopo la chiusura delle urne hanno dato vita a manifestazioni e scontri in alcune città.

A New York ci sono stati scontri anche tra la polizia e sostenitori di Biden che chiedevano un conteggio onesto dei voti, in risposta alle richieste di Trump di sospendere il conteggio in alcuni stati (tra i quali Pennsylvania, Michigan, Wisconsin e Georgia).

Ma nonostante Trump soffi sul fuoco per pura convenienza personale, il voto per corrispondenza ha mostrato ancora una volta tutte le sue problematicità e i suoi limiti.

USA, vince Biden ma sono state elezioni da 'terzo mondo'

L’intervento dei giudici federali

Un giudice federale, Emmet G. Sullivan, ha  dovuto ordinare martedì 2 novembre di intervenire presso gli uffici postali di diversi stati, per garantire che tutte le schede del voto per corrispondenza venissero inviate per tempo.

La risoluzione puntava principalmente sui nove stati chiave in queste elezioni, ovvero Florida, Pennsylvania, Michigan, North Carolina, Ohio, Wisconsin, Iowa, Arizona e Minnesota. Lo stesso servizio postale statunitense ha ammesso di aver perso circa 300.000 voti, un numero pari alla metà dalla popolazione del Wyoming, ed ha affermato di non essere stata in grado di risolvere il problema.

E dunque stiamo assistendo a scenari che generalmente si verificano, nelle analisi degli osservatori della grande stampa, in Paesi del cosiddetto terzo mondo. E non è la prima volta. La vittoria di George Bush Jr contro Al Gore resta ancora una ferita per la legalità.  Lo stesso Trump quattro anni vinse le elezioni ottenendo meno voti di Hillary Clinton, un meccanismo difficilmente immaginabile in qualsiasi altro paese del mondo. Unica consolazione democratica, chiamiamola così, è che almeno stavolta i voti favorevoli a Biden sono effettivamente superiori a quelli per Trump.

 

[wp_ad_camp_3]

[wp_ad_camp_5]

 

USA, vince Biden. L’autunno del satrapo


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli