11.7 C
Rome
giovedì 27 Gennaio 2022
PolisLa sinistra censurata se solidarizza con Gaza: alle tv piacciono no mask...

La sinistra censurata se solidarizza con Gaza: alle tv piacciono no mask e fascisti?

Le decine di manifestazioni di solidarietà ai palestinesi sono state quasi sistematicamente ignorate dai grandi media. Non ultima quella svoltasi sabato a Roma. C’è una sinistra censurata se esce fuori dalla narrazione.

La sinistra censurata se solidarizza con Gaza

Se una manifestazione simile si fosse svolta a Mosca e in altre 15 città russe ve lo avrebbero raccontato.  Si è svolta in Italia e allora nulla: la censura è stata totale.
La foto è della grande manifestazione di sabato 15 maggio a Roma, per esprimere solidarietà al popolo palestinese.
Nei telegiornali neanche un fotogramma.

La sinistra censurata se solidarizza con Gaza: alle tv piacciono no mask e fascisti?

Non è la prima volta che accade per le mobilitazioni dell’opposizione sociale e politica.
Quella di sabato è stata anche una manifestazione di critica a Italia e UE che finora non hanno condannato il comportamento criminale di Netanyahu.

In questo caso probabilmente si è sommata la faziosità filoisraeliana dei media italiani alla ormai consueta censura della sinistra radicale. In Italia fa scandalo la censura immaginaria di star come Fedez ma non quella che da anni ha oscurato le voci e le soggettività non allineate.

L’obiezione è che in realtà i media raccontano le situazioni a cui partecipano i partiti con più consenso ritenendo quelle effettivamente rappresentative del paese.
Non è proprio così. Qualsiasi manifestazione di no mask o di fascisti viene raccontata eccome. Da tempo riempiono le cronache tv.

La dittatura sanitaria: andata e ritorno nel disagio

Si ha invece la sensazione – per citare Debord – che il potere spettacolare si scelga anche l’opposizione extraparlamentare da usare per mettere in riga l’elettorato democratico o moderato. La protesta fuori del Palazzo deve avere i contorni dell’irrazionalità e della barbarie.

Raccontare che si ha visibilità sulla base della forza elettorale che si rappresenta è facilmente smentibile, basta pensare al caso di un singolo ventriloquo confindustriale come Calenda che invece sproloquia in tv tutti i giorni, mentre reti di movimento presenti in tutto il paese non hanno alcuna voce sui media.

Fortunatamente non è sempre cosi. Laddove il Pd decide di schierarsi i riflettori si accendono. Come accade positivamente per le sacrosante mobilitazioni per il ddlZan o per quelle antirazziste (ma solo quando ministro degli interni era il leghista!).

La cancellazione mediatica dell’opinione pubblica e delle forze effettivamente di sinistra nel paese c’è, non perché siamo piccole minoranze, ma al contrario perché potenzialmente milioni di persone la pensano come noi.

Per coprire la solita narrazione secondo la quale il Pd rappresenta “la sinistra”, bisogna cancellare la sinistra reale. E come insegnava Debord alla lunga lo spettacolo ricostruisce a sua somiglianza la realtà. Le persone lo introiettano sul serio. E oggi ne vediamo le conseguenze.

È il caso della Palestina. Lo schieramento filoisraeliano che va da Fratelli d’Italia al Pd non corrisponde ai sentimenti di una parte consistente del nostro popolo che ha “la Palestina nel cuore“. Ed è così sui temi del lavoro, della sanità, della scuola, del disarmo, dell’ambiente, ecc.

La censura sulla Palestina è solo l’ultimo episodio. Il più vergognoso. Perché non hanno cancellato noi ma la solidarietà con il popolo palestinese.
Possibile che nelle redazioni – strapiene di giornalisti che un tempo furono di sinistra – non ci sia uno scatto di indignazione?

Leggi anche

 


Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli