Maduro: “Venezuela e Iran devono aumentare la propria collaborazione”

“Venezuela e Iran devono aumentare la propria collaborazione”, ha dichiarato Maduro in un incontro col ministro degli Esteri di Teheran. L’incontro è arrivato dopo anni di intesa.

Venezuela e Iran, cresce l’intesa

L’Iran ha cospicui investimenti nell’agricolo venezuelano (su cui Caracas ha puntato nell’ultimo anno: Maduro ha detto al Foro di San Paolo che il Venezuela non importa più prodotti agricoli e che questa è la base dell’indipendenza nazionale).

Gli iraniani hanno tecnici nella foresta venezuelana a cercare torio e uranio (nucleare civile e militare).

Nell’area una presenza iraniana o filo-iraniana (Hamas) è presente dagli anni ’90: i tempi della collaborazione con le FARC (ex guerriglia marxista colombiana) e con qualche cartello della droga (Medellin), per cui intermediarono armi e esperti (ETA).

Lo Stato deve avere autorità sui propri cittadini e sul territorio amministrato, ma nessuno Stato può garantire l’assenza di crimine (grande o piccolo), al più può garantire la pena.

Il crimine (quello che sposta denaro e crea gruppi che si comportano come multinazionali) diventa elemento centrale nell’amministrazione della società.

I gruppi criminali sono la doppia faccia del sistema-mondo e del capitalismo finanziario. Il “robin-hoodismo” nasconde un volto ambiguo a favore di gruppi più aggressivi nelle periferie.

Guardando un mappamondo e osservando dove i gruppi criminali gestiscono il territorio (non dove sono presenti, sono ovunque, ma dove vengono lasciati liberi), troverete aree povere e di “esportazione” (droga, denaro estorto, esseri umani); in piccolo lo vediamo anche in Italia.

Il crimine diventa occasione per destabilizzare Stati (Messico, Colombia, Italia); per mantenere il rapporto periferia-centro, Nord Sud, esportazioni e importazioni e per imporre interventi militari (o la DEA, la CIA).

Sembra che:

1- L’applicazione del potere richieda compromessi oscuri per mantenere il monopolio della violenza (riservato alle forze dell’ordine e all’esercito, in quanto rappresentanti dello Stato) e per questo il grande crimine viene “normato” diversamente.
2- Al contempo, quando tenti di ribaltare il rapporto centro-periferia sei condannato ad essere criminalizzato per cose vere o presunte, tuttavia mentre il rapporto Iran-Hamas-narcotraffico è sottolineato, quello USA-talebani-narcotraffico no.

Quando queste informazioni trapelano è per distogliere l’attenzione pubblica da altro (Chomsky notò come Watergate esplodesse contemporaneamente alle rivelazioni su come l’FBI avesse ucciso, spiato, intimidito cittadini USA per decenni, lungo varie amministrazioni, nell’illegalità).

Il centro risucchia da 500 anni ricchezze (materiali e intellettuali) della periferia. La storia è per sua natura dialettica e come tale implica la coesistenza di autorità, gruppi sociali, interessi, organizzazioni in lotta tra loro e nella lotta (che implica vita o morte, che coinvolge generazioni, che dura decenni) valgono i duri insegnamenti di Gramsci e Machiavelli (in Italia quasi dimenticati, ma apprezzati nelle università anglo-americane, le punte di diamante del capitalismo internazionale).

Uruguay e emigrazione italiana: sogni, speranze e rivoluzioni

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Gabriele Germani
Gabriele Germani
Roma, 1986. Laureato in Storia contemporanea e Psicologia, con Master in Geopolitica. Lavora nell’ambito pedagogico-educativo. Si occupa da anni dei rapporti tra il Sud e il Nord del mondo, con le lenti del neo-marxismo, della teoria della dipendenza, del sistema-mondo e dell’Eurasia. Con questa prospettiva ha pubblicato negli anni, alcuni libri e articoli di storia e antropologia, in particolare sull’America Latina. Riferimenti bibliografici: Uruguay e emigrazione italiana: sogni, speranze e rivoluzioni di Gabriele Germani (Autore), Anthology Digital Publishing, 2022. Ha inoltre in pubblicazione con Kulturjam Edizioni: una raccolta di riflessioni su BRICS e mondo multipolare, con introduzione di Gianfranco La Grassa e con Mario Pascale Editore un testo sulla politica estera italiana durante la II Repubblica. Cura un micro-blog sul suo profilo Facebook (a nome “Gabriele Germani”) e un Canale Telegram sempre a nome “Gabriele Germani” (t.me/gabgerma). Dirige inoltre il Podcast “La grande imboscata” su attualità, geopolitica e cultura su varie piattaforme.

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