31 C
Rome
giovedì 22 Luglio 2021
AgoràNoam Chomsky: gli americani devono accettare l'idea che siamo uno stato terrorista

Noam Chomsky: gli americani devono accettare l’idea che siamo uno stato terrorista

Noam Chomsky, ospite di RT America, non ha usato mezzi termini, accusando soprattutto i liberal americani di rimozione della realtà.

Noam Chomsky: siamo uno stato terrorista

Qualche giorno fa sul controverso canale RT America il giornalista Chris Hedges ha incontrato Noam Chomsky, il linguista pioniere, prolifico autore di numerose opere politiche fondamentali, sullo stato dell’Impero americano.

Il professor Chomsky è l’autore di oltre 100 libri tra cui The Fateful Triangle, Manufacturing Consent, Failed States e Requiem for the American Dream, ed è tra i più importanti intellettuali d’America. Il suo nuovo libro, con Marv Waterstone, professore emerito presso l’Università dell’Arizona, è Consequences of Capitalism: Manufacturing Discontent and Resistance.

Come sempre, Chomsky non le ha mandate a dire:

Proprio come molti sostenitori di Trump, gli intellettuali liberali statunitensi vivono in un mondo fantastico in cui un importante fornitore di “terrorismo internazionale” – il governo degli Stati Uniti – è percepito come una forza fondamentalmente benigna

Proprio come non è possibile convincere la folla repubblicana ad ammettere che le elezioni sono state perse, non è possibile far sì che gli intellettuali americani liberali riconoscano che gli Stati Uniti sono uno stato leader terrorista.

I fatti sono che per quasi tutta la loro storia come stato sovrano, gli Stati Uniti hanno intrapreso una guerra di aggressione contro qualcuno, ha ricordato Chomsky. La cosiddetta “guerra al terrorismo”, che Ronald Reagan ha messo al centro della sua politica estera, non era altro che vedere Washington come “resistenza al terrorismo statunitense in America centrale e anche in Sud Africa”.

siamo uno stato terrorista

Nelson Mandela è stato considerato terrorista dagli Stati Uniti fino al 2008, molto tempo dopo lo smantellamento del regime di apartheid. La guerra clandestina degli Stati Uniti contro il Nicaragua è stata giudicata dalla Corte internazionale di giustizia una violazione del diritto internazionale.

Quello che stava facendo l’amministrazione Reagan era l’apice del terrorismo secondo le nostre stesse definizioni.

Un’altra vittima degli Stati Uniti è Cuba, che ha sopportato un blocco decennale e una prolungata campagna statunitense per minare il suo governo e provocare una rivolta. Negli Stati Uniti, quelle azioni sono percepite come la CIA che organizza stupidi complotti per tagliere la barba a Fidel Castro. Non è stato quello, è stata una seria guerra terroristica che ha quasi portato alla distruzione del mondo” con la crisi dei missili cubani, ha evidenziato Chomsky.

Il fallimento degli intellettuali liberali nel vedere le politiche statunitensi per quello che sono non è qualcosa di sepolto nei libri di storia o limitato a ciò che sta accadendo in terre straniere. La rivolta del 6 gennaio al Campidoglio, ad esempio, non è stata una sorta di “folla impazzita” di sostenitori di Trump venuti “dal nulla” e sconfitti per dimostrare la gloria della democrazia americana.

Ci sono mali davvero gravi – bipartisan, per inciso, anche se i repubblicani sono usciti dallo spettro – ma quelli non vengono discussi. E questo fallimento sta facendo un vero danno a milioni di americani. Le idee di Bernie Sanders, un politico che sarebbe facilmente considerato di centro destra in un paese come la Germania, sono state dipinte come troppo radicali per gli Stati Uniti durante la campagna presidenziale.

Quello che chiede – assistenza sanitaria universale, istruzione superiore gratuita – è dato per scontato dai partiti conservatori in Europa. Questo è un tale insulto da dire contro il popolo americano: sei così arretrato e reazionario che non puoi avere ciò che ha il Messico, ciò che ha la Francia, ciò che ha il Brasile.

Noam Chomsky gli americani devono accettare l'idea che siamo uno stato terrorista

Sono innumerevoli prese di posizione di Noam Chomsky contro la politica estera di un paese che, soprattutto a partire dalla seconda guerra mondiale in poi, si è sempre presentato come campione della difesa dei diritti delle nazioni, legittimando in tal modo ogni sua azione e intervento a livello mondiale.

Già a partire dal 1961  il professore di linguistica al Massachusetts Institute of Technology (MIT)  si è reso promotore di campagne di messa sotto accusa della politica estera americana, osservando e analizzano gli scandali individuabili in contesti specifici nei quali gli Stati Uniti avevano attuato una violazione dei diritti umani sistematica o strategicamente adatta alle circostanze politico-economiche-militari del momento.

Una delle azioni più eclatanti nelle quali Chomsky fu coinvolto fu la celebre marcia di protesta contro il Pentagono nell’ottobre del 1967 contro la guerra del Vietnam insieme ad altri noti intellettuali antagonisti fra i quali Norman Mailer e Paul Goodman, per proseguire poi con le varie denunce fatte in una serie ininterrotta di dibattiti e scritti protrattisi nel corso degli anni contro gli interventi “umanitari” USA nel Golfo persico, nel Medio Oriente e nell’Europa sud-orientale, oltre che nell’America latina.

 

L’intervento integrale di Noam Chomsky

 


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli