La caduta dell’eurocrate: il caso Mogherini tra potere e manipolazione

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Il ritratto feroce di una tecnocrate europea: Mogherini, simbolo di un potere austero e ideologico, viene travolta dallo scandalo sui corsi truccati. L’immagine di un’élite che recluta adepti tra cinismo, burocrazia e pulsioni belliche.

L’Unione Europea. Il feudo della professionalità: Federica Mogherini.

Ricordo il piglio deciso dato dalla chiarezza della sua professionalità. Federica Mogherini camminava, gesticolava con quel fare disadorno proprio dell’eurocrate militante. Una manager seriosa e compassata, lontana dal cicalio del dibattito spicciolo, determinata a far valere i grafici economici e i protocolli coloniali della psicopatia europeista.

Quella dei tecnocrati alla Mogherini è un’alienazione lucida, frutto di convinzioni permanenti, mai sfiorate da dubbi, le stesse che oggi straparlano, con l’aria competente che si usa avere nei corridoi di vetro con vista Bruxelles, di attacco preventivo alla Russia. Senza che nessuno possa riderne di gusto.

Convinzioni appiccicate a memoria nei corsi internazionali di gestione diplomatica che fingono neutralità ma, nella realtà, impongono militanza ideologica fideistica per il capitalismo e i suoi apostoli.

Sotto questa coltre di credibilità austera, Federica Mogherini è stata arrestata. Truccava i corsi di perfezionamento per burocrati europei, questa l’imputazione. Sembra che truccasse, insomma, l’accesso a quelle scuole di eccellenza algoritmica dove si insegna a diventare degli impeccabili sociopatici.

Così, molto professionalmente, Federica Mogherini si affannava alla ricerca di nuovi amici, di nuovi affiliati al clan, proprio come un qualsiasi collettore di preferenze della prima repubblica; di quelli che, tra un pranzo e una comunione di paese o prima della processione col santo, dispensavano abbracci e raccomandazioni, allisciando le proprie truppe cammellate.

Così passano il tempo i rigorosi burocrati europei, oltre a pontificare su vincoli di bilancio e macellerie sociali e a indirizzare il futuro verso la guerra.

Almeno le riunioni di corrente dei partiti cercavano solo di modificare qualche organigramma per sistemare gli amici e gli amici degli amici.

I debriefing di oggi, sempre così specialistici ed efficienti, consumano progetti distruttivi con l’alterigia tipica di chi si sente al di sopra di ogni umana depravazione, e arruolano affiliati per le logge più prelibate e più europeiste della stessa Europa.

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Ferdinando Pastore
Ferdinando Pastore
"Membro dell'esecutivo nazionale di Risorgimento Socialista, ha pubblicato numerosi articoli di attualità politica incentrati sulla critica alla globalizzazione dei mercati e sui meccanism di funzionamento dell'Unione Europea. Redattore dell'Interfenreza e editorialista de Il Lavoro"

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