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La Bce ha deciso di alzare i tassi d’interesse di un quarto di punto percentuale, portando il tasso sui rifinanziamenti principali al 4,50%, quello sui depositi al 4%, e quello sui prestiti marginali al 4,75%. CQuello appena deciso, però, potrebbe essere l’ultimo ritocco all’insù. Come si legge nel comunicato finale, dopo il nuovo rialzo da 25 punti deciso la Bce potrebbe – salvo sorprese nei prossimi dati – avere raggiunto il “tetto” nel livello dei tassi.
La BCE aumenta ancora il tasso di interesse fino al 4,5 per cento
Di Paola Pellegrini*
Il nuovo aumento dei tassi da parte della BCE non significa solo l’aumento delle rate dei mutui, ma anche una nuova fase di quella desertificazione industriale e produttiva che sta distruggendo le economie dei paesi UE.
È l’aiuto che Lagarde e von der Leyen continuano ad assicurare al capitalismo speculativo e al dominio della finanza internazionale su cui si regge l’attuale ordine imperialista occidentale.
E fa il paio con la trasformazione dei nostri sistemi produttivi in apparati industriali militari.
All’interno di tutti i paesi UE, la linea di frattura attraversa i diversi settori del capitalismo, ormai diviso tra quello manifatturiero che vorrebbe ( sic!) continuare ad investire ed a produrre, e quello dei grandi fondi finanziari speculativi che si stanno mangiando le nostre imprese, i settori pubblici di servizio, le infrastrutture materiali ed immateriali, il settore strategico della ricerca e della conoscenza.
Se si approfondisse l’argomento, avremmo più chiari sia i termini della discussione e dello scontro sottotraccia in corso nella maggioranza del governo Meloni, sia le mani legate del PD.
Il sindacato, italiano ed europeo invece, dovrebbe averle, le mani dico, tutte parecchio libere. Visto che la posta in gioco è proprio la distruzione dello Stato Sociale, del mondo del lavoro e la definitiva scomparsa dello Stato e dunque della politica.

* Ripreso da Paola Pellegrini
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