Anno nuovo, problemi vecchi: il declino dell’egemonia Usa, la Cina e le tensioni interne

La situazione ucraina resta punto di tensione in Europa; la paura di inflazione + recessione terrorizza i mercati (allacciate le cinture, sarà un anno di recessione).

I due motori economici del mondo hanno/potrebbero avere problemi in casa.
La mossa degli USA di mangiare l’economia europea tramite le sanzioni alla Russia non basta, con tutte le conseguenze che questo ha sulla società USA.

La Cina è alla prese con un problema (non così allarmante come raccontato dai media nostrani) di covid, ma che se venisse usato per isolarla -anche solo per qualche mese- potrebbe dar problemi all’economia, con conseguenze a livello globale.

Il declino dell’egemonia Usa

Cosa vuole la classe dirigente USA?

1- Una crisi partita dalla Cina verrebbe utilizzata per screditare Pechino, sperando anche in problemi interni.
2- Gli USA potrebbero riproporsi come quelli che intervengono sui danni fatti da altri.
3- I grandi ricchi non saranno toccati in alcun modo.

Non è scontato che la Cina si lasci mettere all’angolo, anzi il discorso di Xi sembra andare in direzione contraria.

Gli USA hanno giocato la loro partita al meglio (meglio di quanto pensassi, d’altronde pagano i migliori analisti del mondo):

– Isolare l’Europa con la guerra in Ucraina;
– Provare a isolare la Russia con la stessa scusa e da questo capire su chi contare e su chi no;
– Provare a isolare la Cina con tante piccole scuse;

Hanno ribadito il dominio sul proprio blocco (inclusi Giappone, Australia e in parte anche Sud America), impantanato un rivale militare in una guerra a bassa intensità sui confini e isolato la (nuova) locomotiva del commercio mondiale. Si discute sull’impatto di questa strategia.

Secondo un vecchio studio di Standard Chartered non muta la tendenza generale: superamento del PIL cinese su quello USA, prima previsto al 2030, ora al 2031. Per allora, anche l’economia indiana avrà superato quella USA; gli USA saranno la terza economia, seguiti da Indonesia, Turchia, Brasile, Egitto, Russia.

Giappone e Germania saranno nono e decimo posto in crisi demografica ed economica. Gli USA (come stanno facendo) risucchieranno capitali dai paesi satelliti dopo averceli investiti nel dopoguerra. Il gioco poteva funzionare finché la concorrenza economica era tra alleati, ma con nuovi attori, il margine si riduce.

A sua volta, la Germania continuerà a spremere (aveva già iniziato con la crisi dei debiti) capitali agli altri europei (da qui la scelta del Regno Unito di salutare la nave che affonda; le crescenti tensioni in Francia: stanno facendo la fine della rana nell’acqua a fuoco lento).

Nel complesso la situazione globale tende al miglioramento (non per l’ecologia): per la prima volta il PIL mondiale ha superato il valore complessivo di 100 trilioni di dollari.

Un lavoro più recente del Centre for Economics and Business Research (Cebr) rivaluta la situazione, spostando il sorpasso cinese al 2036 (erano già passati dal 2028 al 2030); se questa previsione fosse corretta la strategia dello Zio Sam avrebbe prolungato il predominio (o l’agonia?) del primo impero globale e ipertecnologico.
Sta a noi capire se per nostra fortuna o sfortuna.

Tanti problemi, che richiedono flessibilità, capacità di visione, non farsi incastrare in un ruolo prestabilito, insomma l’esatto contrario del tristo discorso di Mattarella.

Anno nuovo, problemi vecchi: il declino dell'egemonia Usa, la Cina e le tensioni interne

 

Uruguay e emigrazione italiana: sogni, speranze e rivoluzioni

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Gabriele Germani
Gabriele Germani
Roma, 1986. Laureato in Storia contemporanea e Psicologia, con Master in Geopolitica. Lavora nell’ambito pedagogico-educativo. Si occupa da anni dei rapporti tra il Sud e il Nord del mondo, con le lenti del neo-marxismo, della teoria della dipendenza, del sistema-mondo e dell’Eurasia. Con questa prospettiva ha pubblicato negli anni, alcuni libri e articoli di storia e antropologia, in particolare sull’America Latina. Riferimenti bibliografici: Uruguay e emigrazione italiana: sogni, speranze e rivoluzioni di Gabriele Germani (Autore), Anthology Digital Publishing, 2022. Ha inoltre in pubblicazione con Kulturjam Edizioni: una raccolta di riflessioni su BRICS e mondo multipolare, con introduzione di Gianfranco La Grassa e con Mario Pascale Editore un testo sulla politica estera italiana durante la II Repubblica. Cura un micro-blog sul suo profilo Facebook (a nome “Gabriele Germani”) e un Canale Telegram sempre a nome “Gabriele Germani” (t.me/gabgerma). Dirige inoltre il Podcast “La grande imboscata” su attualità, geopolitica e cultura su varie piattaforme.

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