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mercoledì 14 Aprile 2021
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Vergogna italiana: Dana Lauriola da 6 mesi in carcere per una manifestazione

Indigna nel silenzio generale il caso dell’attivista No Tav Dana Lauriola da 6 mesi in carcere per un blocco stradale.

Dana Lauriola da 6 mesi in carcere, vergogna italiana

Ci si indigna per tante cose in Italia, si urla al fascismi vari, si protesta per la potente di turno lasciata senza sedia in mezzo ad altri potenti ma poi si chiudono gli occhi sulle ingiustizie clamorose che avvengono sotto i nostri occhi.

Due casi paralleli e opposti ne sono il paradigma perfetto: Dana Lauriola, attivista No Tav, è rinchiusa in carcere da 6 mesi per aver urlato attraverso un megafono le ragioni del movimento durante un bocco stradale; all’opposto Silvio Berlusconi, col solito ricovero ad orologeria all’ospedale San Raffaele, eviterà per la 5a volta che venga emessa la sentenza del processo Ruby Ter.

Il caso di Dana Lauriola da 6 mesi in carcere

Dana Lauriola è in carcere dal 17 settembre 2020 per una condanna a due anni di reclusione per il reato di violenza privata.

I fatti per cui è stata condannata risalgono al 2012 e sono stati commessi nel corso di una manifestazione di protesta e di solidarietà con Luca Abbà, agricoltore valsusino  rimasto folgorato su un traliccio dell’alta tensione su cui si stava arrampicando, inseguito da un agente di polizia, in un’azione dimostrativa contro l’apertura del cantiere della Nuova linea ferroviaria Torino-Lione.

La manifestazione si concluse con il blocco, per alcuni minuti, delle sbarre dei caselli di accesso all’autostrada Torino-Bardonecchia. Il danno subito dalla società concessionaria dell’autostrada per il mancato pagamento del pedaggio da parte degli automobilisti in transito è stato quantificato dal tribunale in 777 euro.

Vergogna italiana: Dana Lauriola da 6 mesi in carcere per una manifestazione

Diventata definitiva la sentenza, Dana Lauriola ha chiesto di scontare la pena in misura alternativa, ma il Tribunale di sorveglianza di Torino ha respinto l’istanza, pur in assenza di precedenti condanne definitive e nonostante l’esistenza di un lavoro stabile di notevole responsabilità e le valutazioni ampiamente favorevoli dei servizi sociali dell’amministrazione della giustizia, perchè “non ha preso le distanze” dal movimento No Tav.

Il 14 aprile il Tribunale di Sorveglianza di Torino dovrà decidere nuovamente se confermare l’attuale detenzione per Dana Lauriola oppure se applicare le misure alternative al carcere. Ci auguriamo che prevalga il buon senso rispetto alle motivazioni politiche dietro a manifestazioni di palese forzatura nel procedimento giudiziario verso l’attivista No Tav.

Dana Lauriola da 6 mesi in carcere: l’appello di Elio Germano

 

La dura analisi del magistrato Livio Pepino sulla gestione repressiva del movimento NoTav

Secondo il magistrato ed ex-direttore del Gruppo Abele Livio Pepino (autore tra l’altro del libro: Come si reprime un movimento: il caso Tav) si tratta di una decisione preoccupante perchè fa parte di uno schema consolidato di contrasto a qualsiasi opposizione sociale e politica alla costruzione della Torino-Lione.

Il ragionamento del Tribunale di Torino non viene formulato sulla base delle caratteristiche della persona della quale si predispone la sorveglianza bensì a partire da considerazioni di carattere più generale sulla sua vicinanza o meno al movimento NoTav.

Si tratta di un atteggiamento ormai replicato e reiterato nel tempo, per cui ci si sta allontanando dal diritto penale classico, incentrato sulla responsabilità individuale, fra le altre cose, per andare verso un schema che è stato chiamato “diritto penale del nemico”.

 

Carica a freddo contro i No Tav

CARICA A FREDDO CONTRO I NO TAV ACCORSI PER PORTARE SOLIDARIETA’ A DANA
La Val Susa è fuori dallo Stato di Diritto, qui è accettabile che una donna venga arrestata e condotta in carcere per due anni per aver fatto un intervento a megafono, è possibile fare un blitz e militarizzare un’intera area del paese con decine e decine di celerini, è accettabile che vengano caricati a freddo degli abitanti di Bussoleno la cui unica colpa è quella di aver voluto salutare una propria concittadina finita nelle mani dell’ingiustizia.

Come se non bastasse, mentre questo enorme dispositivo di uomini e mezzi veniva messo in campo per tradurre Dana i carcere, tre volanti dei carabinieri notificavano a Stefano, compagno No Tav, i domiciliari per 5 mesi.

Questa è un’occupazione militare, questa è una vergogna!

Ma non lasceremo Dana e Stefano da soli, continueremo a resistere ogni giorno con più determinazione. Questa sera alle 20:30 a Bussoleno, in Piazza della Chiesa, si terrà una fiaccolata di solidarietà con gli arrestati. Dana e Stefano liberi subito! La valle è al fianco di chi #resiste! Mostra meno

I contributi video e foto sono della pagina Facebook Notav.info



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