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domenica 6 Giugno 2021
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Cuba e il ‘sovranismo’ vaccinale con Soberana e Abdala

L’isola caraibica è pronta ad iniziare la propria campagna di vaccinazioni di massa contro il Covid-19 grazie ai vaccini di produzione nazionale Soberana e Abdala.

L’analisi di Giulio Chinappi dal suo World Politics Blog.

Soberana e Abdala, una campagna di vaccinazioni “sovrana” a Cuba

Dall’inizio della pandemia, l’isola di Cuba ha registrato poco meno di 115.000 casi positivi al Covid-19 ed appena 722 morti su una popolazione di 11.3 milioni di persone (dati aggiornati all’8 maggio). Numeri che pongono la maggiore delle isole caraibiche nel novero dei Paesi che meglio hanno affrontato l’emergenza sanitaria mondiale, con appena 64 morti per milione di abitanti.

Per un rapido paragone, gli Stati Uniti hanno registrato 1.790 casi per milione di abitanti e l’Italia è addirittura a quota 2.032, ma anche molti Paesi della regione caraibica hanno dati poco lusinghieri rispetto a Cuba: 535 per le Bahamas, 407 per Saint Lucia, o ancora 324 per Antigua & Barbuda.

I dati di Cuba sono in linea con i successi ottenuti dagli altri Paesi socialisti del pianeta, tutti in grado di fronteggiare l’emergenza in maniera decisamente migliore sia rispetto alle grandi potenze capitalistiche che nei confronti degli altri Paesi geograficamente appartenenti alla stessa macroregione. In America centrale, ad esempio, il Nicaragua sandinista si è distinto in questo senso, così come ha fatto il Venezuela bolivariano in America Latina, mentre in Asia, oltre alla Cina, il Vietnam ed il Laos hanno dimostrato di fare meglio di chiunque altro.

Cuba e il 'sovranismo' vaccinale con Soberana e Abdala

Tornando alla Repubblica di Cuba, questo è anche l’unico Paese dell’America Latina ad aver sviluppato i propri vaccini contro il Covid-19, fino ad ora con ben cinque candidati. Due dei candidati, Soberana 02 e Abdala, hanno raggiunto l’ultima fase di sperimentazione sull’uomo ottenendo risultati decisamente convincenti, e presto l’isola darà inizio alla propria campagna di vaccinazioni di massa.

Venerdì 7 maggio, dunque, il ministro della Sanità cubano José Ángel Portal Miranda  è intervenuto per riassumere la situazione epidemiologica mondiale e nazionale. “In questi giorni l’attenzione internazionale è stata rivolta alla grave crisi sanitaria in India. L’OMS ha osservato che l’India deve affrontare una situazione sanitaria più che straziante a causa della pandemia.

Quel Paese ha già superato i 20 milioni di casi e 226.000 morti. Tuttavia, gli esperti medici ritengono che le cifre effettive in India potrebbero essere da cinque a dieci volte superiori a quelle dei documenti ufficiali“, ha affermato Portal Miranda.

Nonostante gli ottimi successi ottenuti, anche l’isola di Cuba sta soffrendo una recrudescenza dell’epidemia, da collegarsi al diffondersi di varianti del virus più aggressive: “Oggi esperti internazionali assicurano che questa nuova ondata è correlata a varianti più infettive del virus che sono state rilevate per la prima volta nel Regno Unito e in Sud Africa, così come in Brasile, e anche con altre come quella rilevata in India, che è già segnalata in 17 Paesi”.

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È doloroso leggere i rapporti quotidiani”, ha affermato il ministro, parlando più strettamente della situazione cubana. “Oramai abbiamo fino a 18 morti in un giorno. Aprile, il mese che si è appena concluso, è stato il peggiore vissuto dall’inizio dell’epidemia nel Paese, e le previsioni sono che i casi confermati continueranno ad aumentare alla stessa velocità che abbiamo potuto verificare in questi giorni, se non riusciamo a fare bene le cose e non utilizziamo tutti gli strumenti che abbiamo nel Paese a nostra disposizione”, ha affermato il ministro della Sanità.

Tra quelli confermati nel mese di dicembre 2020 (3.675 casi) e quelli di aprile 2021 (31.346), c’è un aumento del numero di casi del 753%. A fine aprile è cresciuto del 22% (+5.660) rispetto a marzo. Questo aumento è stato sostenuto di mese in mese, anche se non si è comportato allo stesso modo nelle diverse province, e ce ne sono alcune con una situazione particolarmente complessa”, ha aggiunto.

Dopo una lunga analisi sulla situazione epidemiologica dell’isola e delle diverse province che la compongono, il ministro Portal Miranda ha introdotto il tema dei vaccini, ricordando che fin dall’inizio il governo cubano si è impegnato nella ricerca e nella produzione dei propri vaccini: “Questa strategia ha dimostrato risultati nelle sue fasi di ricerca e costituisce un vero orgoglio per tutti i cubani, nel mezzo del brutale blocco imposto dal governo degli Stati Uniti, che dà maggior significato a questa impresa della scienza cubana”.

L’esponente del governo ha poi passato in rassegna i risultati ottenuti dai vaccini Soberana 02 ed Abdala nelle varie fasi di sperimentazione, affermando che a breve avranno inizio le vaccinazioni di massa, secondo un piano ben specifico. Le autorità dell’isola sono infatti già pronte ad “avviare un intervento sanitario in fasce e territori a rischio con i vaccini cubani, che sarà temporaneo fino a quando l’agenzia di regolamentazione, la Cecmed, non potrà rilasciare l’autorizzazione per uso di massa”.

Si tratterà dunque di una prima fase di vaccinazioni per far fronte alle emergenze più impellenti, prima dell’inizio vero e proprio della somministrazione di massa: “Sulla base dei risultati presentati alla nostra agenzia di regolamentazione e secondo i criteri degli esperti, si è ritenuto che questo intervento abbia più benefici che rischi per la nostra popolazione”.

Riconoscendo la complessa situazione epidemiologica che sta attraversando il Paese, caratterizzata da elevata trasmissione, circolazione di nuove varianti e aumento di ammalati gravi e deceduti, il Ministero della Sanità Pubblica ha deciso di approvare questo intervento sanitario, nei gruppi e territori a rischio, di carattere temporaneo fino all’autorizzazione del Cecmed per l’uso di massa, basandosi sui principi etici e sull’assoluta volontarietà dei soggetti partecipanti”, ha sottolineato ancora Portal Miranda.

In questo senso, avanzare nella vaccinazione di diverse fasce di popolazione dovrebbe contribuire alla riduzione dei malati e dei deceduti, oltre a favorire una possibile diminuzione della trasmissione, che consentirebbe un graduale ritorno alle attività sociali ed economiche su tutto il territorio”.

Secondo il piano esplicitato dal ministro, gli operatori sanitari che lavorano a stretto contatto con il virus ed i gruppi a rischio saranno i primi a beneficiare dei vaccini. I restanti lavoratori del settore sanitario verranno poi vaccinati tra maggio e giugno, mentre dalla seconda metà di giugno fino a fine luglio dovrebbero essere completate le somministrazioni sulla popolazione anziana con più di sessant’anni di età.

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In seguito, toccherebbe ai cittadini tra i 40 ed i 59 anni essere vaccinati entro fine agosto. “Per il mese di giugno si stima che il 22,6% della popolazione cubana sarà immunizzata, il 33,5% a luglio e il 70% di quella popolazione entro agosto”, ha affermato Portal Miranda.

Nonostante sia un anno difficile, gli enti scientifici, il sistema sanitario e il popolo hanno dimostrato che la forza del fare insieme è il modo migliore per consolidare con successo la sfida contro questa malattia, per uscire anche da questa complessa situazione che ha cambiato drasticamente le nostre vite”, ha concluso il ministro.

La campagna di vaccinazioni a Cuba avrà dunque luogo con vaccini prodotti interamente sull’isola e finanziati dallo Stato. Una campagna “sovrana” – come ci ricorda il nome di Soberana 02 – ed uno schiaffo al mondo capitalistico, che si affida a multinazionali private che perseguono unicamente il profitto a tutti i costi e che, nel migliore dei casi, vendono vaccini a prezzi non accessibili a gran parte della popolazione mondiale, mentre, nel peggiore di questi, forniscono prodotti non di qualità.

Giulio Chinappi su World Politics Blog


Giulio Chinappihttps://giuliochinappi.wordpress.com/
Laureato in Scienze dello Sviluppo e della Cooperazione Internazionale e in Scienze della Popolazione e dello Sviluppo. Ha svolto numerose attività con diverse ONG, occupandosi soprattutto di minori. Nel 2018 ha pubblicato il suo primo libro, “Educazione e socializzzione dei bambini in Vietnam”, Paese nel quale risiede tuttora.

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