Una lettura fallace delle vicende brasiliane, propagandata dall’estrema destra di quel Paese, sta trovando fin troppi consensi anche in ambienti politici diversi. È necessario fare chiarezza su quanto avviene in Brasile, su Bolsonaro e sui motivi del nostro sostegno a Lula.
Brasile: Bolsonaro sarà come Trump, ma Lula non è certo come Biden
Dopo la pubblicazione del nostro articolo sull’assalto dei bolsonaristi ai palazzi del potere, non sono mancate le discussioni sui social nei quali alcuni hanno iniziato a propagandare tesi opposte alle nostre. In sostanza, costoro utilizzano un parallelismo eccessivo con le vicende avvenute negli Stati Uniti, considerando il Brasile come un surrogato del Paese nordamericano, e procedendo dunque con l’associazione Jair Bolsonaro = Donald Trump, Luiz Inácio Lula da Silva = Joe Biden.
Questa tesi e quella propagandata dall’estrema destra brasiliana, secondo la quale Bolsonaro, come Trump, sarebbe un supereroe che combatte contro il deep state, mentre Lula, come Biden, non sarebbe altro che l’espressione di questo stesso deep state.
Il fatto che Biden abbia pubblicamente espresso solidarietà al presidente Lula non fa altro che rafforzare, nella loro mente, tale idea. Inoltre, coloro che sostengono questa posizione affermano che sia l’assalto al Campidoglio di Washington che quello alle istituzioni federali di Brasilia sarebbe stato avallato dalle forze dell’ordine, che non sono intervenute per evitarli, ma che anzi avrebbero tranquillamente permesso l’invasione delle sedi istituzionali.
Se queste tesi venissero sostenute solamente dai soliti personaggi di estrema destra, non perderemmo neppure tempo a scrivere questo articolo. Ma, dal momento in cui anche persone provenienti da ambienti politici totalmente diversi sembrano essersi lasciati convincere dalla propaganda bolsonarista, abbiamo deciso di fare chiarezza. Di seguito, andremo ad elencare schematicamente le principali politiche di Bolsonaro e Lula, in base alle quali il lettore potrà decidere per chi dei due ‘parteggiare’.



Presi in considerazione questi punti, quale persona non di estrema destra potrebbe ancora sostenere Bolsonaro?
Ma veniamo ora ai dubbi espressi dai nostri critici, che abbiamo brevemente riassunto in precedenza. In effetti, Biden ha pubblicamente sostenuto Lula, ma cosa significa questo?
Il sostegno di Biden per Lula non deve sorprendere per diversi motivi. Innanzi tutto, Lula è stato regolarmente eletto con elezioni riconosciute come democratiche da tutti gli osservatori internazionali, quindi non ci possono esserci dubbi su chi sia il legittimo presidente del Brasile. Inoltre, gli eventi brasiliani ricordano in effetti quelli del Campidoglio, per cui Biden non potrebbe mai sostenere i bolsonaristi, neppure se lo volesse, altrimenti legittimerebbe automaticamente l’assalto dei trumpiani. Quindi, non gli resta altra scelta che sostenere Lula, perché sostenere Bolsonaro significherebbe darla vinta a Trump.
Veniamo poi alle voci circa la possibile connivenza delle forze dell’ordine. Lula ha già fatto sapere che sono stati commessi degli errori e che i responsabili verranno puniti, verosimilmente con la rimozione dal loro incarico. Va poi considerato che, di fronte a migliaia di persone esagitate, un intervento forze dell’ordine si sarebbe verosimilmente risolto in un bagno di sangue. Inoltre, una possibile connivenza delle forze dell’ordine proverebbe al limite che queste non sono fedeli al presidente in carica, cosa che sarebbe gravissima, in quanto il presidente federale è anche il capo supremo di tutte le forze militari.
Infine, dobbiamo dire che coloro che sostengono il parallelismo tra politica statunitense e brasiliana probabilmente hanno una scarsa cognizione del contesto latinoamericano, che non è certo quello statunitense.
L’America Latina dei golpe
In America Latina, purtroppo, i golpe dell’estrema destra sono all’ordine del giorno, e non un’eventualità quasi impensabile come negli Stati Uniti, che spesso invece hanno messo il loro zampino nel resto del continente. Non molti giorni fa, il Perù ha subito un nuovo volpo di Stato con il sostegno assai probabile di Washington, ed anche in quel caso al potere c’era un presidente progressista rovesciato dai settori reazionari.
Negli Stati Uniti, poi, i due schieramenti politici principali, repubblicani e democratici, rappresentano due fazioni della classe dominante, mentre in Brasile c’è un chiaro scontro tra interessi di classe distinti: i dominanti sono con Bolsonaro, i dominati con Lula. Se quindi il parallelo Bolsonaro = Trump regge, non altrettanto possiamo dire di quello Lula = Biden, visto che i due sono distanti anni luce: da un lato un ex sindacalista provenienta da una famiglia povera che ha perso un dito per un incidente in fabbrica, dall’altro l’ex rampollo di una famiglia di imprenditori che ha studiato in costoste istituzioni private.
Detto questo, occorre fare una scelta definitiva: si può stare con Bolsonaro, ma allora si deve ammettere di essere reazionari, liberisti, estrattivisti, razzisti e filoimperialisti, insomma di destra; oppure si possono sostenere le classi popolari, i diritti delle popolazioni indigene, la difesa dell’Amazzonia e il progressismo in tutta l’America Latina, e allora si deve stare con Lula.

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