16.4 C
Rome
lunedì 11 Ottobre 2021
PolisLa verità sull'assassinio di Patrice Lumumba

La verità sull’assassinio di Patrice Lumumba

Il 17 gennaio 1961, Patrice Lumumba, eroe dell’indipendenza del Congo, fu fucilato dopo un colpo di stato. Le responsabilità di Belgio e CIA.

L’assassinio di Patrice Lumumba

Il 17 gennaio 1961, il 35enne Patrice Lumumba, eroe dell’indipendenza del Congo, fu fucilato nella regione sudorientale del paese, assieme a due suoi ministri, Joseph Okito e Maurice Mpolo. Erano i primi, caotici mesi della separazione dal Belgio. Il suo corpo non è mai stato trovato.

Da impiegato postale a primo ministro del Congo indipendente, Patrice Lumumba è considerato un eroe africano che fece della lotta contro il colonialismo un obiettivo di vita e per questo fu eliminato brutalmente.

Nel 1955 aveva fondato l’associazione APIC (Associazione del Personale Indigeno della Colonia). Patrice voleva che il Congo uscisse fuori dalle logiche dei clan tribali e che il paese istituisse una scuola pubblica.

Nel 1958 fondò il Movimento Nazionale Congolese (MCN). Abile e stimato oratore, fece del suo movimento il fulcro del nazionalismo congolese.

Nell’ottobre del 1959 ebbero inizio le prime tensioni politiche. Il MNC insieme ad altri partiti sostenitori dell’indipendenza del paese si coordinarono in una riunione a Stanleyville. Lumumba godeva di un grande sostegno da parte del popolo e le autorità belghe cercarono di isolarlo. Il casus si presentò con una sommossa che causò circa una trentina di morti. Lumumba venne condannato a 6 mesi di detenzione, il 21 gennaio 1960. Le autorità belghe trattarono comunque con i movimenti indipendentisti del paese e Lumumba venne liberato il 26 gennaio a furor di popolo dopo solo 5 giorni di detenzione.

Il 30 giugno il Congo ottenne l’indipendenza e Lumumba divenne Primo Ministro, per la prima volta con un’elezione democratica.

La verità sull'assassinio di Patrice Lumumba
La firma sul trattato d’indipendenza del Congo

Appena eletto Lumunba pronunciò parole durissime proprio  a re Baldovino,  il giorno stesso dell’indipendenza, dichiarando che il Belgio aveva schiavizzato e oppresso il Congo. Subito dopo aveva ordinato ai militari belgi di lasciare il paese.

Gli strascichi classici del colonialismo qui emergono con particolare vigore: continua l’occupazione militare, si favoriscono e si incoraggiano le divisioni tribali e si costruiscono, si indirizzano e si assoldano sterili opposizioni politiche.

È un frammento del discorso che Patrice Lumumba, da due mesi primo ministro della Repubblica democratica del Congo tenne alla Conferenza panafricana di Léopoldville (oggi Kinshasa) il 25 agosto 1960.

Un libro del 2001 di Ludo de Witte, sociologo, storico e scrittore belga, The Assassination of Lumumba, ha svolto un compito importante nello stabilire i fatti degli ultimi giorni di Lumumba e la responsabilità del Belgio per quanto accaduto, e degli USA.

Poco dopo la dichiarazione di indipendenza iniziarono le ribellioni all’interno del Paese, aizzate dalle forze armate e Moise Tshombe, aiutato da truppe belghe, dichiarò la secessione della regione del Katanga, molto ricca di materie prime.

Il Governo appena formato non aveva la forza per gestire la situazione e quindi chiese aiuto all’ONU poiché inviasse i caschi blu, ma ricevette un sostegno solo di facciata, così così Lumumba si rivolse all’Unione Sovietica, e questo gli mise definitivamente contro le potenze occidentali e la CIA.

Sotto queste pressioni fu destituito nel settembre del 1960 dal Presidente Joseph Kasavubu, leader della potente etnia bakongo e messo agli arresti domiciliari dai quali riuscì a fuggire. Ma poco dopo il colonnello Mobutu prenderà il potere con un colpo di Stato, facendo arrestare Lumumba assieme ai suoi compagni Joseph Okito e Maurice Mpolo.

La verità sull'assassinio di Patrice Lumumba

I tre vennero trasportati ad Elizabethville e fucilati il 17 gennaio 1961. Li il corpo di Lumumba fu sciolto con l’acido,  per impedire che una sua tomba diventasse meta di pellegrinaggio. Lo ha raccontato il generale belga Gèrard Soete:

Era il 17 gennaio 1961. Avevamo fucilato Lumumba nel pomeriggio e l avevamo seppellito con gli altri. Tornammo nella notte e vedemmo che le mani dei cadaveri spuntavano dal terriccio. Era una calda notte africana, abbiamo cominciato ad ubriacarci per avere il coraggio di compiere una simile operazione. Prendemmo l’acido, quello che si usa per le batterie delle automobili, dissotterrammo i corpi, li facemmo a pezzi con l’accetta; il lavoro più duro fu quello di staccare le membra; poi li sciogliemmo in un barile pieno di acido. Nulla è restato a parte qualche dente. Mi ricordo dell’odore. Insopportabile. Mi sono lavato tre volte dopo ma per giorni sentivo la puzza. Mi sentivo un barbaro.

 

[wp_ad_camp_3]

 

 

[wp_ad_camp_5]

 

 


Ti potrebbe anche interessare

Ultimi articoli