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domenica 23 Gennaio 2022
NewsContrordine M5S: voto su Rousseau per il si a Draghi

Contrordine M5S: voto su Rousseau per il si a Draghi

Dopo il primo giro di consultazioni, in cui pure erano emerse posizioni contrastanti tra le due anime del Movimento, riassumibili nell’ala filogovernativa capeggiata da Di Maio che invitava alla responsabilità, e quella movimentista di Di Battista, le parole del garante Beppe Grillo e di Vito Crimi, avevano fatto pensare ad un ingresso dei grillini nel prossimo governo Mario Draghi.

M5S e Draghi Crimi dice si, Grillo cita Platone, Di Battista sbuffa
Beppe Grillo, a sinistra con a fianco Vito Crimi, ha guidato la delegazione M5s all’incontro con Mario Draghi

A sorpresa invece, oggi, il blog delle stelle ha annunciato il voto su Rousseau per decidere l’ingresso del Movimento nell’ipotetico prossimo esecutivo.

Il voto su Rousseau

Dalle ore 13 di mercoledì 10 febbraio 2021 alle ore 13 di giovedì 11 febbraio 2021 – si legge – gli iscritti saranno chiamati a esprimersi su un eventuale supporto a un Governo presieduto da Mario Draghi.

Potranno votare solo gli iscritti da almeno sei mesi, con documento certificato. Ciascun iscritto può verificare il proprio stato di iscrizione facendo login e controllando il bollino colorato accanto al nome (in alto a destra): se il bollino è verde l’utente è certificato e abilitato al voto. Si comunica a tutti gli iscritti che i quesiti specifici da sottoporre in votazione, saranno pubblicati nelle prossime ore.

Tutti coloro che avessero bisogno di supporto possono consultare la pagina delle FAQ su Rousseau e aprire eventualmente un ticket per richiedere assistenza o scrivere in chat privata sulla pagina Facebook.

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Il tema del voto della base sulla piattaforma di Davide Casaleggio è stato anche al centro della lunga assemblea notturna dei gruppi cinquestelle, convocata domenica sera e durata quattro ore per fare il punto sull’incontro di sabato con il premier incaricato e affrontare le posizioni del partito alla vigilia del secondo giro di consultazioni. Dal vertice è emersa anche la scelta dell’ex premier Conte di non fare parte del nuovo esecutivo.

 

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