Perù, si aggrava il bilancio degli scontri contro il governo golpista: 17 morti

Da settimane i sostenitori dell’ex presidente Pedro Castillo protestano e bloccano le strade sostenendo che il governo golpista si deve sciogliere per tornare ad elezioni anticipate

Perù, manifestazioni contro il governo golpista: 17 morti

È salito ad almeno 17 morti il bilancio degli scontri in Perù, tra forze di sicurezza e manifestanti, che chiedevano le dimissioni della presidente Dina Boluarte, durante un tentativo d’ingresso in massa dell’aeroporto della città. Altre decine di persone sono rimaste ferite ieri nella città di Juliaca in violenti scontri nella manifestazione a sostegno dell’ex presidente Pedro Castillo, arrestato il mese scorso con l’accusa di aver tentato di sciogliere il Congresso.

Nel sesto giorno delle proteste del 2023, dopo quella avviate il 7 dicembre 2022 dopo la destituzione del presidente Pedro Castillo, e sospese per le festività natalizie, permangono blocchi stradali in almeno sei regioni del centro-sud del Paese.

I suoi sostenitori invocano le dimissioni di Boluarte ed elezioni anticipate.

Il primo ministro Alberto Otarola ha denunciato gli scontri a Juliaca, bollandoli come un attacco organizzato denunciando che migliaia di persone hanno tentato di invadere l’aeroporto della città e una stazione di polizia locale. Juliaca si trova nella regione di Puno, che è stata un focolaio di manifestazioni antigovernative.

 

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