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venerdì, Luglio 1, 2022

Bologna, morto un operaio 22enne schiacciato mentre caricava merci

Tragedia sul lavoro all’interporto del capoluogo emiliano, morto un operaio 22enne che stava lavorando in un magazzino del corriere Sda Express.

Bologna, morto un operaio 22enne

Tra le tre e le quattro vittime al giorno in media, ogni giorno, tutti i giorni, con picchi quotidiani di sette-otto tragedie. E decine di casi letali, se non centinaia, che sfuggono a conteggi e riepiloghi.  Una strage continua, infinita, inarrestabile, con il Covid che ancora incide sulle statistiche gobali.

L’ultima nella notte tra il 20 e il 21 ottobre, all’interporto di Bologna, un operaio è morto schiacciato tra una ribalta del magazzino – il punto dove avvengono le operazioni di scarico e carico merci – e il tir parcheggiato lì davanti.

Aveva 22 anni, era originario della Guinea Bissau ed è morto sul colpo: rimasto bloccato tra il mezzo pesante e la paratia, lo sfondamento del torace non gli ha lasciato scampo.

Sul posto, oltre al 118, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Molinella e il personale della medicina del lavoro dell’Asl competente. Dalle prime ricostruzioni, si apprende che l’operaio stava lavorando in un magazzino nel blocco 13.4 gestito dall’azienda Sda Express Courier.

Sono ancora da accertare le cause che hanno portato il giovane a restare incastrato tra la ribalta e il camion.

Sergio Crespi, direttore dell’interporto, parlando all’Ansa,  ha spiegato che la vittima era un facchino addetto alla movimentazione interna delle merci. Il magazzino di Sda dove è avvenuto l’incidente, per il momento, resta chiuso.

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Morti sul lavoro: statistiche Inail parziali e provvisorie

Gli ultimi dati parziali e provvisori diffusi dall’Inail (che aggiorna di mese in mese i bollettini nella sezione “open data”) raccontano che da gennaio ad agosto 2021 hanno perso la vita almeno 772 lavoratori e lavoratrici dipendenti, oppure appartenenti a particolari categorie (una media di 3,2 tragedie quotidiane).

Durante i turni di servizio e nelle postazioni assegnate sono morte 620 persone (pari all’80,3%), altre 152 (19,7%) sono decedute in itinere (nei tragitti casa-lavoro e viceversa, in spostamenti tra due sedi diverse o per recarsi a pranzo e poi rientrare).

Nel 2020 si era arrivati a 1.538 denunce di decessi (4,2 al giorno), compresi quelli correlati al Covid. Nel 2019 le morti furono 1.205, 1.279 nel 2018. Ma il bilancio è ancora più pesante e drammatico, per quest’anno e per quello passato.

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