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giovedì, Agosto 11, 2022

Lotteria degli scontrini: partenza flop

La Lotteria degli scontrini è appena partita ma rischia di trasformarsi in un flop e di determinare invece rincari dei prezzi a danno degli utenti.

Lotteria degli scontrini, falsa partenza

Ai nastri di partenza della lotteria non tutti gli esercenti si sono presentati. Secondo Carlo Massoletti, presidente per la provincia di Brescia di Confcommercio, sono il 50%:

Le imprese che aggiornano i registratori di cassa rendendo possibile questa operazione sono oberate di lavoro. E le difficoltà economiche del periodo non invogliano certo i negozianti a sostenere ulteriori esborsi.

Poi, come fatto notare da diverse associazioni categoria a difesa dei consumatori, si registrano diverse criticità legate al nuovo sistema per combattere l’evasione.

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Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo No Profit, associazione dei consumatori specializzata in tecnologia, spiega così le problematiche rilevate:

La lotteria degli scontrini determina costi per gli esercenti, dall’adeguamento del registratore di cassa fino alla gestione del caricamento dei codici dei clienti, costi che rischiano di essere scaricati sui consumatori finali attraverso un aumento generalizzato dei prezzi al dettaglio.

C’è poi l’annosa questione dell’odio nutrito dai commercianti verso il Pos, a causa delle commissioni interbancarie a loro carico, e che porta molti esercenti a spingere i clienti verso i pagamenti in contanti, anche attraverso sconti proposti ai consumatori all’atto del pagamento nel caso in cui rinuncino a carte e bancomat.

Situazione che si aggrava se si considera che, al momento, non sono previste sanzioni per i negozianti che rifiutano di inserire il codice lotteria fornito dal cliente. 

Ma ci sono problemi anche sugli esercenti in regola. La Coop critica la scelta di escludere dalla lotteria una larga fetta di acquisti: dalle compere sul web ai ticket restaurant, dai pagamenti misti a quelli con detrazioni o deduzioni fiscali. Esclusi anche gli acquisti eseguiti con bonifico. Il risultato è che il consumatore dovrà scegliere se rinunciare al buono o alla lotteria; oppure chiederà di farsi fare doppio scontrino, uno con il buono e l’altro senza (ammesso che riesca a convincere a farsi fare doppio scontrino) e una perdita di tempo (e quindi aggravio di costi), per gli esercenti.

Il rischio flop è dunque dietro l’angolo.

 

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