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giovedì, Agosto 11, 2022

Governo Draghi, il giorno di Rousseau: vince il SI

Scatta l’ora X per il M5s, è il giorno di Rousseau con il voto degli iscritti sulla piattaforma online per scegliere tra l’adesione o meno al governo di Mario Draghi:

Con 44.177 voti, il sì ha prevalso nella votazione su Rousseau per decidere se il M5S debba sostenere il governo di Mario Draghi. Il via libera arriva dal 59,3% dei votanti. Hanno scelto il ‘no’ in 30.360 (40,7%).

Riavvolgiamo il nastro delle ultime 24 ore.

Il giorno di Rousseau: si vota

Dalle 10 alle 18 di oggi le votazioni dopo che ieri, grazie anche a un contatto telefonico tra il premier incaricato e il garante pentastellato, Beppe Grillo, particolarmente attivo in queste giornate, il movimento ha portato a casa un primo risultato avendo rassicurazioni di Draghi sulla creazione di  un super ministero green che accomuni competenze dell’ambiente e dello sviluppo per una transizione ecologica.

Il verdetto degli iscritti alla piattaforma Rousseau è atteso nel pomeriggio alle 18.  Il quesito è secco: sì o no, non è contemplata l’astensione:

Sei d’accordo che il Movimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-ministero della Transizione ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal Movimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi?

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La votazione, nonostante il punto favorevole sul superministero che i leader si stanno intestando come scalpo da mostrare alla base, non placa le diffidenze dei pentastellati e ieri in serata alcuni parlamentari sono usciti allo scoperto.  13 parlamentati del Movimento hanno sottoscritto una nota in cui definiscono la votazione tendenziosa e palesemente volta a inibire il voto contrario alla partecipazione del M5s al Governo Draghi: Il quesito su cui votare sulla piattaforma Rousseau è stato formulato in maniera suggestiva e manipolatoria, lasciando intendere che solo con la partecipazione del M5s al governo si potranno difendere i provvedimenti adottati dal precedente governo e dalla precedente maggioranza.

Ricordiamo che appena 5 giorni fa il leader della fronda anti-Draghi, Alessandro Di Battista, si era così espresso sull’eventualità del si al nuovo esecutivo, con un lungo post su facebook:

Volevo dirvi che non ho cambiato idea. Se fossi in Parlamento non darei la fiducia al Presidente Draghi. Per poi continuare ricordando le scelte, propriamente politiche, che il Professor Draghi ha preso in passato da Direttore generale del Tesoro (privatizzazioni, svendita patrimonio industriale pubblico italiano, contratti derivati) e da Governatore di Banca d’Italia, quando diede l’ok all’acquisto di Antonveneta da parte di Mps ad un valore folle di mercato.

Io ho le mie opinioni su di lui. Ognuno ha le proprie. Tuttavia il punto non è neppure lui. Io non potrò mai avallare un’accozzaglia al governo che potrebbe andare da Leu alla Lega. Tutti dentro perché nessuno ha intenzione di fare opposizione. Oltretutto in democrazia l’opposizione serve, è necessaria. Invece nulla.

La sindaca di Torino Chiara Appendino, in merito al voto su Rousseau, segue invece la linea governativa dei big:

Proprio perché siamo nati sulle idee e non sulle ideologie, perché abbiamo sempre detto che prima dei colori ci sono i progetti, prima del consenso ci sono i cittadini, prima del tornaconto politico c’è il Paese. Ora è il momento di dimostrarlo. È il momento di dimostrare la forza delle idee

M5S e Draghi Crimi dice si, Grillo cita Platone, Di Battista sbuffa
Beppe Grillo, a sinistra con a fianco Vito Crimi, ha guidato la delegazione M5s all’incontro con Mario Draghi

L’ex premier Giuseppe Conte, anticipando il suo Si, se partecipasse alla consultazione online, in un intervista al Corsera disegna il perimetro secondo il quale dovrebbe nascere il nuovo esecutivo, auspicando che  possa formarsi al più presto e che il Paese possa essere quanto prima messo in sicurezza:

È evidente che, essendo il quadro delle forze che si dichiarano disponibili ad appoggiare la maggioranza molto esteso, possa risentirne la coesione tra le forze stesse- Il rischio è che possano aumentare le difficoltà nell’azione di governo, rispetto a questioni che esulino dalla stretta emergenza. Le priorità non cambiano: nuovo decreto Ristori, completare la campagna vaccinale, completare il Recovery plan.

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