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martedì, Agosto 16, 2022

Golpe in Myanmar, Aung San Suu Kyi agli arresti

Golpe in Myanmar: arrestata Aung San Suu Kyi. Tutti i poteri al capo dell’esercito Min Aung Hlaing. Ferma condanna di Usa ed Europa.

Golpe in Myanmar, Aung San Suu Kyi agli arresti

Golpe in Myanmar

Questa mattina in Myanmar, l’ex Birmania, la televisione militare Myawaddy ha annunciato che le forze armate hanno preso il potere e decretato lo stato di emergenza dopo aver arrestato la leader di Aung San Suu Kyi, il presidente Win Myint e i vertici della Lega nazionale per la democrazia, che aveva vinto le elezioni di novembre.

Tutti i poteri sono stati trasferiti al capo delle forze armate Min Aung Hlaing, che sarà alla guida del Paese per un anno. La presidenza ad interim sarà invece ricoperta dal generale in congedo e vice presidente Myint Swe.

Interrotte le trasmissioni della tv di Stato e chiuse le banche. Le strade della capitale Nay Pyi Taw, dove da ieri sono interrotti i collegamenti telefonici, sono presidiate da mezzi militari.

I vertici dell’esercito hanno spiegato il loro intervento sostenendo “enormi irregolarità” nelle elezioni di novembre che la commissione elettorale non era riuscita a risolvere. Poiché la situazione deve essere risolta secondo la legge, viene dichiarato lo stato di emergenza, si legge nell’annuncio dell’esercito.

La Lega nazionale per la democrazia ha fatto sapere che Aung San Suu Kyi ha lanciato un appello al popolo affinché si opponga ai militari. Esorto la popolazione a non accettarlo, a rispondere e a protestare con tutto il cuore contro il colpo di stato, ha affermato la premio Nobel per la pace in una dichiarazione diffusa dalla Lega Nazionale per la Democrazia.

Gli Stati Uniti hanno condannato il colpo di Stato militare a Myanmar, affermando che Washington si oppone a qualsiasi tentativo di modificare l’esito delle ultime elezioni o di impedire la transizione democratica a Myanmar.

Il Segretario di Stato Antony Blinken ha chiesto che vengano rilasciati tutti i funzionari di governo e i leader della società civile, affermando che gli Stati Uniti sono al fianco del popolo della Birmania nelle loro aspirazioni per la democrazia, la libertà, la pace e lo sviluppo. L’esercito deve immediatamente rivedere queste azioni.

È intervenuto anche il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, che ha condannato fortemente il colpo di stato in Birmania chiedendo ai militari di rilasciare quanti sono stati detenuti illegalmente durante i raid in tutto il Paese. Il risultato delle elezioni deve essere rispettato e deve essere ripristinato il processo democratico.

 

 

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