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giovedì 2 Settembre 2021
NewsCina, contro la seconda ondata 11 milioni di test in 10 giorni

Cina, contro la seconda ondata 11 milioni di test in 10 giorni

La Cina corre ai ripari nel timore di una seconda ondata epidemica.

Cina, test a tappeto

Il governo cinese sta per lanciare una nuova mastodontica campagna di test per l’intera area di Wuhan a tempo di record.

Questo perché nella città dove il virus è emerso per la prima volta, si sono registrati sei nuovi casi nel fine settimana. Non se ne erano più registrati dal 3 aprile.

Ricordiamo che Wuhan è stata soggetta a un blocco totale per 11 settimane  e ha iniziato a riaprire l’8 aprile.

L’emergere di un gruppo di casi – tutti provenienti dallo stesso complesso residenziale – sta preoccupando il governo centrale, che sulla battaglia all’epidemia si sta giocando molto del suo credito internazionale.

Il governo sta elaborando piani per testare l’intera popolazione di 11 milioni di persone per Covid-19, e a tutti i distretti di Wuhan è stato comunicato di fornire dettagli su come effettuare i test tassativamente entro 10 giorni.

 

La battaglia di dieci giorni

Secondo un documento interno ampiamente diffuso tra i media ufficiali cinesi, a tutti i distretti della città è stato chiesto di elaborare un piano di test da concludere tassativamente in 10 giorni.

Ogni distretto è responsabile dell’elaborazione del proprio piano in base alle dimensioni della propria popolazione e alla presenza o meno di un focolaio attivo nel distretto.

Il documento, che si riferisce al piano di test come la Battaglia di 10 giorni, afferma anche che le persone anziane e le comunità densamente popolate dovrebbero essere prioritarie quando si tratta di test.

Tuttavia, diversi alti funzionari sanitari citati dal quotidiano Global Times hanno indicato come alquanto problematico raggiungere l’obiettivo prefissato dal governo.

China test

 

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Peng Zhiyong, direttore dell’unità di terapia intensiva dell’Ospedale Zhongnan dell’Università di Wuhan, ha suggerito  che i test siano destinati a operatori sanitari, persone vulnerabili e coloro che avevano avuto stretti contatti con un caso.

Anche perché una grande percentuale della popolazione di Wuhan – circa 3-5 milioni – era già stata testata e dunque sarebbe più semplice testare i rimanenti 6-8 milioni in un periodo di 10 giorni.

Per spiegare la portata  dell’obiettivo bisogna paragonarlo ali Stati Uniti che ora conducono circa 300.000 test ogni giorno, secondo la Casa Bianca.

Finora sono stati testati quasi 9 milioni di persone negli Usa, ma in un arco di tempo molto più lungo.

 

La seconda ondata

Non lasciare che scoppi una seconda ondata epidemica è diventata una priorità per il governo cinese.

La tensione con la Casa Bianca è molto alta e i buoni uffici con le cancellerie europee, sull’onda della cooperazione per la gestione pandemica, è essenziale per il futuro delle relazioni commerciali.

Quando è comparsa a Whuan una nuova infezione, a Pechino è scattato l’allarme rosso.

Un muro a Pechino

Cinque persone sono risultate infettate da un uomo di 89 anni precedentemente dichiarato asintomatico, e il gestore del loro complesso residenziale è stato rimosso.

Tuttavia, si è cominciato a ragionare a Pechino, licenziare i funzionari locali per la presunta cattiva gestione dei nuovi casi, potrebbe incoraggiare a nascondere nuovi casi.

È necessario un miglioramento del sistema di allarme rapido del paese per i nuovi focolai prima che possano espandersi.

La Cina ufficialmente ha dichiarato un numero totale di casi infetti pari a 82.919 unità, con il bilancio delle vittime a 4.633.

China Coronavirus cases

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