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domenica 28 Febbraio 2021
News Chat degli orrori tra minorenni: stupri e pedofilia come gioco
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Chat degli orrori tra minorenni: stupri e pedofilia come gioco

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Chat degli orrori con abusi e violenze, indagati 4 minori nell’Aretino. Le indagini su un un gruppo Whatsapp intercettato, sono partite grazie alla segnalazione del padre di uno dei membri.

Chat degli orrori tra minorenni

Quattro giovanissimi ragazzi tra i 14 e i 16 anni residenti in Casentino (Arezzo) sono indagati dal nucleo operativo della compagnia di Bibbiena (Ar) per la condivisione di materiale pedopornografico all’interno di una vera e propria chat degli orrori, dove venivano condivisi video shock di stupri e abusi sessuali anche su bambini.

La chat, apparentemente era una come tante tra ragazzi, nata nel novembre 2019 per organizzare un veglione e così nominata “Capodanno 20k20“. In realtà il gruppo, creato  sia su Telegram che Whatsapp, è diventata un ricettacolo di materiale raccapricciante, maneggiato con assoluta disinvoltura dai ragazzi, come fosse un gioco, tra risate e meme, senza alcuna apparente consapevolezza della gravità del fatto.

La scoperta della chat degli orrori è stata fatta grazie al padre di un 14enne che aveva individuato all’interno dello smartphone del figlio il gruppo e, insospettitosi, ne ha aperto i contenuti. Dal profilo collegato all’utenza di uno dei partecipanti, un coetaneo della vallata, era partito all’indirizzo dell’intero gruppo un video pedopornografico terribile, con un rapporto sessuale tra più bambine e bambini, verosimilmente girato in Sud America.

Sono scattate immediatamente le indagini  volte a risalire all’identità dei partecipanti con il sequestro dello smartphone e altri supporti informatici per le analisi del caso. I carabinieri non hanno escluso che i contenuti illegali, avessero potuto raggiungere un numero indefinito di giovanissimi utilizzatori di smartphone e social, tanto residenti in Casentino, quanto nei territori limitrofi.

I reati contestati hanno riguardato la pornografia minorile e la detenzione di materiale di tale tenore.

Sono stati approfonditi i circuiti relazionali dei minorenni coinvolti nella chat degli orrori e sono stati individuati altri tre ragazzi, di età compresa tra i 15 e i 16 anni, tutti residenti in Casentino, a carico dei quali sono scattate ulteriori perquisizioni e sequestri di smartphone e dispositivi informatici. Sono stati rinvenuti video, oltre che di carattere pedopornografico, anche di natura oltremodo violenta: teste mozzate di uomini e animali, suicidi, mutilazioni, rapporti promiscui e stupri di bambini.

Chat degli orrori tra minorenni: stupri e pedofilia come gioco

Le immagini pedopornografiche venivano trasformate anche in stickers, emoticon con le quali rispondere ai messaggi, questo a sottolineare ulteriormente come con quanta superficialità i giovanissimi si siano approcciati a questo mondo sotterraneo fatto di perversioni e violenza.

I contenuti illegali venivano scaricati e reinoltrati dal social/piattaforma di comunicazione Telegram, in cui proliferano chat a tema dai titoli indicativi come “Stupro tua sorella”. “Il gore è da considerarsi inoltre la nuova frontiera della divulgazione illegale: suicidi, mutilazioni e squartamenti, tanto di persone quanto di animali.

A inquietare maggiormente è l’assoluta leggerezza, il distacco apparente dei ragazzi nel rapportarsi a queste forme di orrore. Un horror vacui collettivo affrontato passivamente, senza alcuna empatia, gelidamente, ma come si stesse perdendo del tempo davanti a un videogame.

In un comunicato sulle indagini, l’Arma dei carabinieri ha scritto:

Il territorio, la tranquillità della valle del Casentino non è sicuramente garanzia di essere al riparo da problematiche che si è portati a pensare appartengano a realtà degradate delle periferie urbane o comunque riferibili a centri più grandi. Emerge anche in questo contesto un disagio che i giovanissimi cercano di colmare con il ricorso a contenuti multimediali forti, illegali, non rendendosi forse nemmeno conto che commettono reati gravissimi. È necessaria una costante, pronta, sinergia tra i genitori e le istituzioni, la scuola, le forze di polizia. L’Arma dei carabinieri promuove a livello locale costanti progettualità in direzione del mondo della scuola che hanno come tematica anche il corretto uso della rete e dei social.

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