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giovedì, Giugno 30, 2022

Lista putiniani, Giorgio Bianchi all’attacco: azione politica, Copasir difende un governo che si tiene insieme con lo sputo”.

Infuocato il confronto tv tra ll fotoreporter Giorgio Bianchi, inserito nella controversa lista del Corriere e l’autrice dell’articolo, Fiorenza Sarzanini: “Io finisco sul rapporto del Copasir perché mi accusano di fake news, voi ne dite in continuazione e non vi succede nulla”.

Caso putiniani, Giorgio Bianchi all’attacco

Continua a far discutere la brutta storia delle liste di proscrizione pubblicate dal Corriere della sera su presunta velina del Copasir. Fiorenza Sarzanini, vicedirettrice del quotidiano di via Solferino, si è confrontata in tv su Byoblu, canale di ispirazione sovranista, con alcuni dei personaggi che ha inserito nell’articolo (scritto con Monica Guerzoni) sui cosiddetti “putiniani d’Italia“, oggetto di una controversa indagine dei servizi segreti.

Tra gli ospiti il fotoreporter Giorgio Bianchi – che il Corriere indica, citando l’intelligence, come “noto freelance italiano presente in territorio ucraino con finalità di attivismo politico-propagandistico filorusso”. Il confronto è stato duro.

La Sarzanini: “Faccio una premessa che mi sembrava chiara anche nell’articolo: c’è un’indagine del Copasir sulla disinformazione. Noi non abbiamo sposato nessuna tesi, abbiamo dato conto di questa indagine, anche se capisco che possa far comodo giocare su questo equivoco. Queste persone sono liberissime di esprimere le proprie opinioni, ma se raccontano fatti che non sono provati, e questi fatti si trasformano in disinformazione e propaganda, non va bene. E non andrebbe bene neanche se lo facessero a favore dell’Ucraina”, ha affermato.

I membri del Copasir, spiega, “fanno una disamina, attraverso dei report che gli arrivano dagli apparati, delle informazioni pubblicate sui social o veicolate in televisione, o durante interviste, che non rispondono alla realtà, ma in una situazione di conflitto fanno il gioco di una delle parti“.

A quel punto è intervenuto Bianchi, come un fiume in piena: “Sono rimasto sconvolto da quest’articolo, pensavo fosse uno scherzo. Mi occupo di Ucraina e di Donbass da otto anni, da quando molti non sapevano nemmeno dove fossero. Per anni non mi si è mai filato nessuno, mi dicevano che il Donbass non interessava. Ho fatto documentari, lavori riconosciuti, ho vinto dei premi e nonostante ciò non sono mai salito agli onori della cronaca. Ora, invece, mi invitano in tv a fare lo zimbello“.

“Io avrei fatto un’attività politica e propagandistica, ma per conto di chi? – continua Bianchi. –Dove sono i soldi, dove sono i vantaggi? Abbiamo un governo che per bocca del Copasir bolla in una lista di proscrizione persone che hanno espresso proprie opinioni documentate”. Poi si rivolge alla Sarzanini: “Vorrei farti una domanda. Hai visionato queste carte? Che idea ti sei fatta, ci sono elementi di verità? Mi fai un esempio di disinformazione?”.

La Sarzanini cita il caso di Mariana Vyscemyrska, la giovane donna incinta raffigurata col volto coperto di sangue mentre fugge dal reparto maternità dell’ospedale di Mariupol bombardato dai russi: “Non è che siccome non ci sono i soldi allora vuol dire che ti sei comportato bene. In quel report è citato il caso Mariana, che secondo i servizi russi a un certo punto è diventata un’attrice, pagata, era un’influencer, facevano vedere le foto in cui avrebbe fatto finta di essere incinta…”.

“Ma io non c’entro niente – ha replicato Bianchi – nessuno di noi l’ha mai dipinta come un’attrice. Io ho fatto un’intervista a Mariana, sono stato il primo occidentale a farlo. In quest’intervista dove sarebbe la disinformazione?”, chiede. “Si era detto che era stata rapita dai russi e io ho dimostrato che non era vero, quindi nella disinformazione c’è anche quello. Perché nessun media occidentale non ha scritto che era una fake news? Io finisco sul rapporto del Copasir perché mi accusano di fake news, voi ne dite in continuazione e non vi succede nulla”.

Bianchi rincara la dose in un crescendo di accuse: “Se quest’articolo l’avesse scritto un ragazzino pagato trenta euro, io potrei anche comprendere. Ma sono sconcertato che l’abbia scritto tu. Ho rispetto della tua carriera, ma questa roba è spazzatura, non sta in piedi in nessun modo. Ci sono le foto di persone che non c’entrano nulla, come Orsini, o un altro che fa il dentista e nessuno sa chi è. Poi c’è Laura Ruggeri, un’analista che in Italia non conosce nessuno, scrive articoli lunghissimi in inglese che leggo giusto io. E questa sarebbe la rete dei propagandisti di Putin? Non è che sono solo persone che criticano il governo?”.

La chiusura è sui “mandanti” dell’operazione:  “C’è la vita, l’onorabilità delle persone di mezzo. Voi mi state facendo terra bruciata intorno, chi darà più lavoro dopo un articolo in cui si dice che svolgo attività politico-propagandistica filorussa? Ho un figlio di tre anni, va all’asilo e la gente mi guarda storto. Fino a ieri nessuno mi considerava, oggi avrei la casa invasa di rubli. Su cosa stanno indagando, perché dico quello che non piace a loro? Il Copasir è un organo politico, che sta difendendo un governo che si tiene insieme con lo sputo”.

Copasir e Corriere rilanciano la caccia ai putiniani d'Italia. Siamo al grottesco e al tragico assieme

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