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Israele lancia attacchi limitati contro l’Iran e la Siria in risposta all’attacco iraniano della settimana scorsa che a sua volta era stato una ritorsione al bombardamento terroristico israeliano dell’ambasciata di Teheran a Damasco. Poche ore prima del raid di Tel Aviv, ennesimo veto posto al Consiglio di Sicurezza dell’ONU dagli USA per bloccare l’ammissione come membro a pieno titolo dello Stato di Palestina. I voti favorevoli sono stati 12, 1 contrario (Usa) e 2 (Gran Bretagna e Svizzera) astenuti.
Israele attacca l’Iran e USA bloccano adesione Palestina all’ONU
Questa notte, intorno alle 4 e 30 ora italiana, Israele ha lanciato un attacco definito ‘limitato’ all’Iran, come ritorsione all’attacco di Teheran della settimana scorsa. A essere colpita è stata la base di Esfahan e alcuni siti in Siria.
L’attacco dovrebbe essere stato effettuato con droni e non si segnalano danni rilevanti. La base ospita da tempo la flotta iraniana di F-14 Tomcat di fabbricazione americana, acquistati prima della rivoluzione islamica del 1979.
Nella zona di Esfahan ci sono anche siti associati al programma nucleare iraniano, compreso il sito sotterraneo di arricchimento di Natanz, che è stato ripetutamente preso di mira da sospetti attacchi di sabotaggio israeliani. Tuttavia, la televisione di stato iraniana ha descritto tutti i siti della zona come “completamente sicuri”.
L’agenzia semi-ufficiale iraniana Mehr News riporta che la città di Esfahan è “completamente calma” poche ore dopo la segnalazione di esplosioni vicino all’aeroporto della città, mentre i media della Repubblica islamica minimizzano le conseguenze del raid. Lo riferisce Al Jazeera. “Le persone continuano la loro vita normale”, secondo la diretta tv, che ha mostrato il traffico mattutino nell’incrocio principale della città, sottolineando tuttavia che “si sono sentiti dei rumori sopra la città” a Esfahan ore prima e aggiungendo che “diversi Uav sono stati abbattuti“.
Colpita anche la Siria
All’alba di oggi, alcuni attacchi hanno preso di mira la regione di Soueida, nel sud della Siria, ha dichiarato all’Afp un attivista del media online Suwayda 24, poco dopo la notizia di almeno tre esplosioni registrate nei pressi di basi militari in Iran. “Ci sono stati attacchi contro una posizione radar dell’esercito siriano nella parte occidentale della provincia di Soueida”, ha detto Rayan Maarouf, responsabile del sito web, senza indicare l’origine degli attacchi.
USA bloccano adesione Palestina all’ONU
Gli USA hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu che raccomandava l’adesione piena della Palestina alle Nazioni Unite. Il testo ha ottenuto 12 voti a favore (Algeria, Russia, Cina, Francia, Guyana, Sierra Leone, Mozambico, Slovenia, Malta, Ecuador, Sud Corea, Giappone), 2 astensioni (Gran Bretagna e Svizzera) e il no degli Stati Uniti. La brevissima bozza presentata dall’Algeria “raccomanda all’Assemblea Generale che lo stato di Palestina sia ammesso come membro dell’Onu”.
Per essere ammessa alle Nazioni Unite a pieno titolo la Palestina doveva ottenere una raccomandazione positiva del Consiglio di Sicurezza (con nove sì e nessun veto) quindi essere approvata dall’Assemblea Generale a maggioranza dei due terzi.
L’Egitto, uno dei principali mediatori tra i palestinesi e Israele, ha espresso “profondo rammarico” per l’incapacità del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di approvare la piena adesione della Palestina alle Nazioni Unite, di cui ora è solo uno Stato osservatore.
Nella prima reazione araba, il ministero degli Esteri egiziano ha implicitamente criticato, in una dichiarazione, il veto degli Stati Uniti a una risoluzione del Consiglio che apre la porta all’adesione della Palestina alle Nazioni Unite, in quanto giunge “in un momento critico” e ha esortato i “Paesi che cercano la pace” ad “agire responsabilmente per rilanciare il processo di pace” in Medio Oriente.

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