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venerdì 30 Luglio 2021
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Leonardo Sciascia è l’irregolare: così lo racconta Stefano Lanuzza

Leonardo Sciascia è “L’irregolare”: così viene definito in un saggio dallo scrittore Stefano Lanuzza, per il carattere eccentrico e le sue idee distaccate dalle logiche politiche italiane.

Sciascia nel libro di Stefano Lanuzza

“In poche quanto intense pagine, ecco un esauriente saggio su un autore che, con la sua opera, ha segnato il Secondo novecento e, ancora oggi, costituisce un riferimento essenziale per capire cosa sia stata e continui a essere l’Italia del potere politico, del terrorismo, delle collusioni affaristico-mafiose. Solo un vero ‘irregolare’ come Leonardo Sciascia, il più libero degli scrittori, poteva testimoniare la verità della realtà italiana e, quasi profeticamente, additarne il destino.”

Stefano Lanuzza scrittore, poeta e critico letterario italiano, nato nel 1946 nelle provincia di Messina, racconta Leonardo Sciascia e lo descrive utilizzando i pensieri e alcuni estratti delle opere del grande scrittore di Racalmuto, per riportarlo a noi il più fedelmente possibile.

Sciascia, come sotto una lente d’ingrandimento, viene focalizzato e appare come un solitario, impegnato soprattutto con la propria coscienza, il contrario dell’esecrata imbecillità morale; ma anche come un anticonformista, uno spirito libero capace di influenzare la società italiana con le sue polemiche: Sciascia è il primo intellettuale italiano a suggerire i nessi tra Cosa Nostra, la politica e le istituzioni.

L’irregolare Sciascia è scaricabile gratuitamente su Strade Bianche di Stampa Alternativa a questo link.

Leonardo Sciascia è l’irregolare così lo racconta Stefano Lanuzza

Su Leonardo Sciascia

Nato a Racalmuto, piccolo paesino della provincia di Agrigento nel 1921, Sciascia è stato uno scrittore, giornalista, saggista e politico del 900 che ha dedicato buona parte della sua vita alle problematiche della sua terra, la Sicilia, presente in tutte le sue opere.

Attraverso l’uso letterario delle ‘cronache’, Sciascia descriveva le condizioni dei comuni e dei piccoli paesi della Sicilia, affidando alla letteratura una voce potente contro l’omertà e la sistematica negazione delle verità imposte dalla mafia.

Nei primi decenni del secondo Novecento, si proponeva di rinnovare il rapporto tra narrativa e società.

“Bisognerebbe sorprendere la gente nel covo dell’inadempienza fiscale, come in America. Bisognerebbe, di colpo, piombare sulle banche; mettere mani esperte nella contabilità, generalmente a doppio fondo, delle grandi e delle piccole aziende; revisionare i catasti. E tutte quelle volpi, vecchie e nuove, che stanno a sprecare il loro fiuto dietro le idee politiche o le tendenze o gli incontri dei membri più inquieti di quella grande famiglia che è il regime, e dietro i vicini di casa della famiglia, e dietro i nemici della famiglia, sarebbe meglio si mettessero ad annusare attorno alle ville, le automobili fuori serie, le mogli, le amanti di certi funzionari: e confrontare quei segni di ricchezza agli stipendi e tirarne il giusto senso…

Leonardo Sciascia è l’irregolare così lo racconta Stefano Lanuzza

Questo è ciò che scriveva Leonardo Sciascia nel 1961 nel romanzo più conosciuto “Il giorno della civetta”.

Sciascia trattava per la prima volta l’attenzione sulla mafia ispirandosi a un avvenimento reale, il delitto di un sindacalista comunista, Accursio Miraglia.

Un vero pugno in faccia all’omertà della sua terra. “L’irregolare Sciascia” racconta questo e molto altro.

Leggi le altre opere scaricabili gratuitamente su Strade Bianche di Stampa Alternativa.

Strade Bianche di Stampa Alternativa

 

Grazie a Valentina Di Giacomo

 

 

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