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martedì 8 Giugno 2021
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Intervista a Raffaele La Capria: Tolstoj è un fiume che scorre come la vita

Raffaele La Capria, una delle voci più significative della letteratura italiana del ‘900, l’autore di Ferito a morte, si racconta in quest’intervista per Kulturjam

Intervista con Raffaele La Capria

La mia giornata è una continua perdita di tempo in cui cerco di includere qualcosa di creativo. Ma questo qualcosa di creativo che io includo nella perdita di tempo non sarebbe possibile se non perdessi tempo.

La Capria è indiscutibilmente una delle voci più significative della letteratura italiana del ‘900.

Ripercorrendo i suoi oltre sessant’anni di produzione letteraria, riflettendo sulla sua vita, gli amori, i premi, i viaggi, le amicizie illustri, sulle motivazioni e sulle giustificazioni, sulle cose fatte e su quelle rimpiante, ci si imbatte nella vita di un uomo divenuta un romanzo involontario.

Dagli esordi di Un giorno d’impazienza al successo internazionale ottenuto con Ferito a morte, consacrato dal Premio Strega nel 1961, passando ai numerosi scritti saggistici,  i suoi lavori di traduzione, le sceneggiature, in cui, con leggerezza e curiosità, ci ha raccontato la letteratura, la sua città, Napoli, e se stesso.

Il sonno della ragione, cioè della logica elementare, genera mostri e mostriciattoli, e quanti ne vediamo oggi andare in giro per il mondo! Con loro meglio non averci nulla a che fare, ed è questo soprattutto che mi tiene disimpegnato. Ma ogni volta che mi accorgo che il contenitore (la concettualizzazione) diventa più importante del contenuto, mio malgrado mi impegno e sento l’irresistibile bisogno di spacchettare per vedere che cosa c’è dentro il pacco.

Oggi novantaseienne ma, come recitava il titolo dell sua biografia del 2013, son stati Novant’anni d’impazienza.

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Intervistato da Giuliana Vitali,  si racconta per Kulturjam in questo imperdibile video.

 

 

Intervista di Giuliana Vitali

Regia di Valerio Burli

Fotografia di Lorenzo Lattanzi

Grazie a Achab Rivista Letteraria

 


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