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domenica 5 Settembre 2021
BiblosBoomer...o del boomerang generazionale

Boomer…o del boomerang generazionale

Ok, Boomer, il conflitto generazionale dell’oggi si propaga sotterraneamente con armi che viaggiano su piani inaspettati, nel nuovo racconto di Elena Bibolotti.

Boomer...o del boomerang generazionale

Ok, Boomer

Quando entra nel ristorante, la riconosce subito per via dei lunghi capelli che sfumano dal blu intenso all’azzurro e per l’insieme di caos di cui Carla si circonda ovunque posi lo zaino. L’oliera si mostra tra due pile di libri e la macchina fotografica che le regalò per il suo ventesimo compleanno; tra fazzolettini appallottolati e computer portatile s’intravede il cestino del pane. La giovane fissa il cellulare con espressione amara.

Franco si è presentato all’appuntamento in ritardo di proposito, soltanto per vederla illuminarsi per la felicità, per distoglierla dal suo odio verso il mondo, dal suo pervicace pessimismo: «Carla?».

Inevitabilmente si attraggono in un forte abbraccio, poi si respingono, come poli identici.

Con l’aiuto del cameriere inesperto Franco mette assieme un piatto vegetariano, ossia il peggio che una pizzeria romana possa offrire a tarda sera in un giorno feriale di pioggia. A breve avrà nel proprio piatto qualche gambo appassito di sedano, una pallida julienne di carote e un male assortito gruppo di sottaceti, frutto della frettolosa raccolta di fondi di barattolo in cucina.

«Sei ancora convinto che mangiando erbette risolverai il problema del riscaldamento globale?».

Franco glissa, le domanda di sua madre e di lei, dell’Università e dei suoi progetti.

«Quali progetti? Stagista a rimborso spese in un sito archeologico? Professoressa di scienze? Madre a tempo pieno e autrice frustrata di romanzi d’avventura?».

Adesso che è arrivata la pizza, Franco ha una scusa in più per non ribattere.

«Ma già, dimenticavo la tua illimitata fiducia nel genere umano. Tu continui a essere ottimista nonostante sia testimone, e complice, dello sfacelo politico e culturale ed economico di cui io e le generazioni a venire siamo eredi». La giovane taglia con enfasi il filetto e mugola di piacere, a lungo, con il rischio di farsi sentire dai due fidanzatini più in là, soltanto per ottenere una reazione da lui.

«Vedo che ti sei fatto l’IPhone» e punta l’indice verso l’angolo del tavolo: si rosicchia ancora le unghie.

«È usato». Sentendosi al sicuro dietro quella scusa, sorride.

«Usato garantito Apple. Be’ vedo che stai peggiorando. O migliorando, dipende dai punti di vista. Io ti vedo un po’ confuso. Frequenti gruppi di sostegno per tutori della Privacy, e poi apri il profilo Facebook». Ride, taglia qualche boccone e prepara il prossimo attacco mentre lui è impegnatissimo a infilzare scivolosi funghetti sott’olio.

«M’invii quotidianamente video sul riscaldamento globale –anzi, fammi la cortesia di eliminarmi dalla mailing list dei boomer – e con la scusa che vivi in campagna, compri un fuoristradasì, sì, non dirlo, usato, lo soper girare due scene in Puglia prendi l’aereo, ti fai l’IPhone e poi mangi soltanto frutta e verdura a km zero».

Carla si concentra di nuovo sulla bistecca.

Però non c’è gusto così. Non riesce a maltrattarlo più di così se lui non reagisce, se non si finisce per litigare furiosamente e poi fare la pace rivangando ricordi, vecchi litigi, scenate da amanti gelosi. Lo vede così di rado e avrebbe così tanto da dirgli, non fosse accecata dalla rabbia per il suo abbandono. Carla possiede quaderni (anche nello zaino ne ha uno) fitti fitti di cose da dirgli, antichi attriti da appianare, confessioni, pensieri intimi, osceni, anche.

«E i vermetti che cagano per concimare il tuo orto casalingo come te li fai spedire? Con il corriere, immagino. E ti sei informato su quale sia il trattamento economico del lavoratore in questione? Perché non ti ci vedo proprio in fila alle Poste in tenuta da signorotto di campagna».

«Mi passi il vino?».

Carla riempie il proprio bicchiere e poi quello di Franco.

È pazza di lui, perciò vuole punirlo.

Anche lui la ama, perciò pensa sia inopportuno confessarle di aver deposto le armi, che ha capito quanto resistere al cambiamento, opporsi allo sfacelo ecologico e politico e culturale sia uno sforzo inutile. A Carla, e a tanti altri, non ultima la sua nuova fidanzata trentenne, deve tenere nascosto, per esempio, che con la scusa del lockdown ha iniziato ad acquistare da Bezos e si è abbonato a Netflix.

«È bizzarro, sai, che sia proprio io a doverti aprire gli occhi. Strano come i nostri ruoli si siano invertiti». Gli passa una mano sulla barba cresciuta. «Resistere non serve a niente. Ci controllano, perché sanno tutto di noi. Ti prego, papà, togliti l’eskimo e l’espressione di chi la sa più lunga di tutti soltanto perché nel ‘77 eri a Bologna a lanciare molotov, confessa che la tua casa ecologica è ostaggio del wi-fi e che cerchi fidanzate on line».

Franco si nasconde dietro il bicchiere di vino. Poi si passa il tovagliolo sulla bocca. «Ordiniamo il dolce?».

Si voltano verso la vetrata che guarda viale Trastevere. L’asfalto traslucido di pioggia riflette l’intermittenza acida dei semafori.

Boomer...o del boomerang generazionale 4

 

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Elena Bibolottihttps://bibolotty.wixsite.com/ilmiosito
Si è diplomata alla Silvio d’Amico. Ha pubblicato diversi romanzi e racconti. È autrice di "Justine 2.0" (2013, Ink Edizioni), "Pioggia dorata" (2015, Giazira Scritture), "Conversazioni sentimentali in metropolitana" (2017, Castelvecchi), "Io e il Minotauro" ( 2020, Giazira Scritture) ->

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