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venerdì 5 Marzo 2021
Biblos App - La miracolosa applicazione per dimagrire

App – La miracolosa applicazione per dimagrire

Esiste un app per dimagrire!

Proprio così: la installi sul telefono, la segui, e perdi peso!! Ma non è una dieta inflessibile e punitiva, che ti fa svegliare di notte con i crampi allo stomaco, e sbraneresti tutte le pecorelle che avevi contato per addormentarti perché la fame non ti faceva prendere sonno.

No, con questa app non smetti di mangiare, al contrario, ti nutri ma con consapevolezza, capito? Mangi, ma soltanto ciò di cui hai bisogno, ciò che il tuo corpo necessita davvero, e niente più. Sta tutto lì: soddisfare il bisogno senza oltrepassarlo.

E con l’app sai anche quante calorie prendi con ogni cibo, e quante proteine, e carboidrati, o zuccheri. Sì perché non devi fare a meno degli zuccheri, non sono proibiti in assoluto, però con quell’app, sai di quanti hai bisogno e quanti puoi assumerne. Bello no? Non è quello che cerchiamo…che tutti cercano? Mangiare ma sapere quanto e come.

Così sei anche più sereno, voglio dire: non hai sensi di colpa che ti avvelenano la digestione, perché sai che mangiando hai fatto la cosa giusta nel modo giusto! A ciascuno secondo i suoi bisogni. Questa frase, però, mi sa che l’ha già detta qualcuno…

Comunque è fantastico, davvero, in una settimana ho perso quasi due chili, e nella prossima ho l’obbiettivo di perderne uno. Sì soltanto uno, perché io non sono grassa o obesa. Noo, ho giusto quei due o tre chili in più che, però, fanno la differenza. Sembra nulla ma, in verità cambiano aspetto.

La taglia prima di tutto, con due o tre chili meno ci entri perfettamente, senza pieghe, bottoni o zip che si allargano e tutte quelle cose lì che ti fanno sembrare un cotechino scampato al cenone di fine anno. Non che uno torni alla taglia dei vent’anni, no certo, però magari rientri in quella dei trenta, prima che tu iniziassi a passare ore in ufficio seduta, e fare quelle irrinunciabili, e meravigliose, pause alla macchinetta.

Che poi, il junk food, puntualmente ti si ripropone di notte, e sogni che ti viene a chiamare, vestito con quelle sue bustine lucide e invitanti, ma mentre stai per addentarlo ti accorgi che ha la faccia del tuo capo travestito da M&M!

Invece con questa app, dicevo, riguadagni la silhouette che avevi prima che tu prendessi la pessima abitudine di uscire a cena coi colleghi, facendo a gara tra chi è più gourmet, gourmand, foodie, e altre stronzate di questo genere, oppure a fare gli intenditori di vini sfoggiando etichette d’annata che ti fanno scordare anche come ti chiami…e poi è il fegato a gridare il tuo nome…in testa alla cartella clinica!

Il fatto è, diciamolo, che a una certa il tuo metabolismo cambia: consumi meno, non hai più bisogno di tante calorie, c’è poco da fare. Ma provaci a non mangiare…impossibile, giusto? E invece con questa app mangi, solo ciò di cui hai bisogno, ma senza rinunce: da non credersi.

Pesarsi

E insomma ora, con quei due o tre chili in meno, ti stanno meglio gli abiti, ma anche il viso…è un altro, proprio, perché o hai quelle facce lunghe e scavate che sembri l’urlo di Munch, oppure se hai il viso quadrato o, peggio, tondo, stai fresco. Invece così, con questa app…apposto, tranquillo, la segui, e puoi tornare a guardarti allo specchio.

E anche gli altri, per strada, ti guardano, eccome se ti guardano. E tu vorresti dir loro: “Ehi, non credere, non sono una strafica, non ci vuole nulla: è un app, basta una semplice app, e poi non costa nulla, davvero, non si deve pagare…”.

Alla fine ho ceduto. Sì l’ho detto per strada a degli sconosciuti. Ho cercato di spiegarlo ad una signora. Lei mi guardava, o almeno mi sembrava che lo facesse, e allora io le ho sussurrato: “È l’app, guardi, gliela mostro è sul mio telefono”. Ma lei ha stretto a sé la borsa, ha affrettato il passo, ha sibilato che non aveva soldi, e se n’è andata senza darmi il tempo di spiegarle che è tutto gratis!

Allora ho provato con un signore, perché anche lui mi guardava, anzi mi fissava dritto negli occhi. Così gli ho detto dell’app, e tutto il resto. Ma lui mi ha chiesto di seguirlo. Ha aggiunto che era pulito e non aveva malattie, e ha giurato che a casa aveva le analisi che lo provavano.

Io gli ho spiegato che non c’era bisogno di fare le analisi, ma lui mi ha risposto che ci teneva e, anzi, le pretendeva dalla sua partner. Io gli ho fatto notare che non ero la sua partner, né avevo intenzione di diventarlo. Allora lui si è arrabbiato e mi ha gridato che gli stavo facendo perdere tempo.

Io mi sono scusata dicendo che dimagrire fa sempre bene e non è mai una perdita di tempo. Ma lui ha alzato i tacchi e se n’è andato. Ah…prima di allontanarsi mi ha sputato: “Lesbica anoressica!”, o “Anoressica lesbica!”, non mi ricordo l’ordine. Penso che fosse un falso magro che si è sentito smascherato, mi spiego?

Gli uomini non gradiscono apprezzamenti o giudizi sul proprio corpo, non sono abituati. Che dovremmo dire, allora, noi donne?!

Comunque, a quel punto, mi sono data pace e sono andata a fare la spesa. Sono entrata in un supermercato. E qui l’app è davvero utile. Se no ti perdi: io ogni volta che entro in un market resto disorienta, confusa, non so da che fila iniziare, se prendere il maxi carrello o quello piccolo, quello che ha i piedi per terra, per intenderci.

Di solito ho pudore a prendere quello grande e mi limito al piccolo, dall’aria dimessa. Ma poi mi fuoriesce tutto, quando arrivo alle casse ho la merce che straborda. Del resto l’offerta è talmente enorme, e poi si sa, gli alimenti sono disposti ad arte. C’è una scienza su come posizionarli, e farti venire il desiderio di quello, e la voglia di quell’altro, insomma i classici bisogni indotti.

Ma cosa c’è di meglio che iniziare a dimagrire dalla spesa? Con l’app puoi controllare il tuo appetito già facendo acquisti: scrivi il nome del cibo, e ti compare tutto, dalle proprietà alle calorie, così sai se è il caso di acquistarlo o meno. È fantastico, dico davvero. Dovete provare assolutamente!

90-60-90 misure

E così ero al super con la mia app, e mi sentivo super anch’io, scusate il gioco di parole ma è così: non ero una semplice massaia intenta a fare la spesa, ma una cittadina consapevole che, oltretutto, abbatte l’inquinamento perché consuma meno, e quindi sporca meno il pianeta e riduce lo spreco alimentare. Non è poco, no? Tutto questo con una sola app…e poi gratis! Ma forse che è gratis l’ho già detto.

Comunque mi muovevo tra gli scaffali, seguita dagli abiti che svolazzavano intorno al mio corpo come uccellini su un albero, e con questo senso di leggerezza sceglievo soltanto le cose che mi servivano, quelle di cui il mio fisico ha bisogno.

Poi ho visto la burrata. Ho inserito burrata nell’app, ma la voce non esiste, c’era solo burro. Dico io, va bene, l’app non è italiana, non conoscono la burrata, però…se l’assaggiassero. Una mia amica mi ha detto: Vuoi fare l’international? Mangiati l’Emmental!Ma qui non si fa mica una gara – le ho risposto – l’app non è una moda. E poi il mondo non va verso il global – le ho spiegato – la vera tendenza è il glocal.

Mi sa che non ha capito. Eppure, prendete la pizza: è nata a Napoli, ma si mangia in tutto il mondo. O il prosciutto di Parma, si chiama proprio così – di Parma -, ma è conosciuto da tutti.

Insomma, per far posto alla burrata ho posato il peperoncino. Che c’entra, potrà obiettare qualche precisino. Ma il peperoncino mica si mangia da solo, no? Si mette sulla pasta, ed ecco là che la frittata è fatta!

Così sono arrivata alla cassa, contenta delle mie scelte. Del resto nella vita bisogna farle, non rinunce, ma scelte sì, prima o poi tocca a tutti. Con questa app sai esattamente di cosa hai bisogno e quanto. Sta a te scegliere, ma sai che ti conviene farlo, e che è nel tuo interesse non superare il fabbisogno giornaliero.

Così mi sono messa in fila. Davanti a me c’era un anziano, un anziano vero intendo: non uno coi capelli bianchi o pelato, magari con i capelli lunghi nel collo, e che si veste da giovane con la panza che gli tira la maglietta. No, questo era anche magro, ma un magro ossuto, come di uno che mangia poco, non scherzo…dico davvero.

Il viso poi era segnato, da mille rughe che lo avvolgevano in tutte le direzioni: non c’era un punto da cui partivano, tipo i numeretti di unisci i puntini, no, le linee si intersecavano e s’incrociavano come ti piacerebbe facessero i mezzi pubblici sulla pianta della tua città.

E così lui era davanti a me, ma si è spicciato subito perché ha preso pochissime cose. Avrà l’app? – mi sono chiesta – lui sì che è magro. Accipicchia se funziona questa app – pensavo con lo sguardo perso nel suo cappotto che cadeva vuoto, come appeso alle spalle, quasi fossero un attaccapanni – Quest’uomo non vuole superare le 50 calorie al giorno…che fanatico! Poi ho pensato che forse era magro di suo, di costituzione, non credo facesse una dieta, tanto meno che avesse l’app, perché con un occhiata, anche di sfuggita, si capiva che non era il tipo.

Quindi ha pagato, e si è affrettato – si fa per dire…con i tempi di un anziano – all’uscita.

Quando è arrivato alla porta ha suonato tutto. Il tempo si è fermato, letteralmente: le cassiere sono rimaste con le mani a mezz’aria, chi con una scatoletta, chi con i soldi; i clienti con le mani nel carrello, e il busto però tutto ruotato verso l’uscita, e il collo, e il viso che vi è appoggiato, proteso verso quell’uomo. Che invece è rimasto immobile, come paralizzato.

Allora un inserviente gli è andato incontro, e l’ha riportato dentro, quasi aiutandolo a camminare, come se fosse un vecchio con la badante che lo sostiene. Poi lui si è frugato nelle tasche di quel cappotto logoro, e insieme alle fodere sdrucite ha tirato fuori una confezione di prosciutto: proprio quello di Parma!

Io ho subito controllato sull’app: il prosciutto c’è, non è specificato quale, ma c’è, e sono anche tante calorie, e colesterolo.

Così ho pensato che avesse l’app davvero. Si vede che dopo aver controllato le calorie si è pentito di averlo preso e l’ha tolto dal carrello, mi sono detta, poi però ci ha ripensato e nell’indecisione la confezione del prosciutto è scivolata nelle tasche del cappotto. Volevo intervenire, e spiegare alla cassiera la storia dell’app. Detto tra noi, poi, anche a lei sarebbe servita, dico davvero: il camice le si abbottonava solo fino a mezzo torace lasciando scoperto il seno…!

Quindi ero sul punto di dire: Fermi tutti, il signore non è un ladro, è solo un onesto fruitore dell’app! Ma prima che aprissi bocca lui ha parlato. Si è giustificato borbottando che non si era accorto, e aveva un tono che poteva sembrare aggressivo, ma invece era solo agitato, perché la voce gli tremava.

Gli addetti lo hanno calmato e hanno annuito. Non si preoccupi – gli hanno detto – la conosciamo, pagherà la prossima volta. E gli hanno restituito il prosciutto. Ma lui non l’ha voluto. Ha risposto, udite udite, che non ne aveva bisogno. Proprio così ha detto: Non ne ho bisogno!

Poi si è allontanato verso l’uscita, questa volta piano piano, a capo chino. Si vedeva che era schiacciato dai sensi di colpa. Allora ho avuto la certezza che anche lui aveva l’app, proprio come me! E adesso mi libererò della burrata prima che sia troppo tardi.



Elena Novelli
Elena Novelli
Ha lavorato per diversi giornali e emittenti televisive, Rai e Sky; corrispondente da Roma per www.nove.firenze, autrice de "Imprevedibili conseguenze del consumismo" (Indies g&a, 2013) . Attualmente è redattrice del programma di RAI 3 "Che ci faccio qui".

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