Ricordando Carlo Tresca, leggendario leader del movimento operaio internazionale

“Ho cercato con tutte le mie forze di elevare le condizioni morali e materiali dei lavoratori italiani qui, e ho cercato di infondere nelle loro anime la stessa fede nella loro emancipazione che è viva in me. Sono un soldato dell’ideale. “
Carlo Tresca, 1923

Sai chi era Carlo Tresca?

L’11 gennaio è stata la ricorrenza dell’ottantesimo anniversario dell’assassinio da parte di sicari mafioso-fascisti di Carlo Tresca, uno dei più importanti e leggendari leader del movimento operaio americano e internazionale del Novecento, un autentico working class hero e un combattente antifascista.

Era nato a Sulmona, in Abruzzo, nel 1879. Socialista, sindacalista dei ferrovieri, fu costretto a emigrare negli USA nel 1904. Se a Sulmona dirigeva il giornale il Germe, la Federazione Socialista Italiana del Nord America gli affidò il suo giornale “Il proletario“.

L’evoluzione di Tresca verso posizioni anarcosindacaliste derivava dalla particolare esperienza dell’immigrazione italiana che era particolarmente povera, esclusa dal sistema politico bipartitico, trattata con razzismo. Tresca si convinse che “la rivoluzione sociale avanza solo attraverso al lotta economica dei sindacati operai”.

Divenne uno dei leader più popolari del sindacalismo rivoluzionario e dei mitici Industrial Workers of the World (IWW), noti come wobblies che furono l’organizzazione che dette voce alla classe lavoratrice immigrata più di recente, meno integrata, più sfruttata. Lo spiegava molto bene Bruno Cartosio sulla rivista Primo Maggio.

Fu protagonista delle lotte più gloriose della classe lavoratrice immigrata – tra cui c’erano gli italiani. Tutte le pagine storiche lo vedono in prima fila. Da Lawrence a Paterson, da Ludlow alla campagna per Sacco e Vanzetti. Per tredici anni ebbe una relazione di amore e lotta comune con la leggendaria organizzatrice operaia Elizabeth Gurley Flynn, The Rebel Girl a cui dedicò la celebre canzone Joe Hill.

Attraverso la sua compagna entrò in contatto con i più importanti artisti e intellettuali radicali americani, da John Reed a Dos Passos. Lo storico Nunzio Perticone, autore della sua biografia ‘Ritratto di un ribelle’, scrisse che Tresca era in grado di far scoppiare una rivolta con un discorso. Da sempre giornalista con il suo “Il Martello” – che nel 1924 era il più diffuso giornale nella comunità italiana – condusse fin dall’inizio la battaglia contro la penetrazione del fascismo nell’immigrazione italiana.

Va ricordato che nel 1923 l’ambasciatore italiano chiese ufficialmente al Dipartimento di Stato di sopprimere Il Martello come la fonte che “spargeva il veleno tra tutti i lavoratori italiani di questo paese”. Le autorità federali USA – e questo la dice lunga su quante simpatie avesse Mussolini tra i capitalisti di tutto l’Occidente – perseguì Tresca per invio postale di “materiale osceno” (in realtà si trattava di un articolo sulla contraccezione).

Tresca fu condannato a un anno e un giorno di prigione. Uscì dal carcere grazie alla campagna contro la sua evidente persecuzione. Nelle strade di New York e altre città statunitensi si scatenò per anni una guerra tra fascisti e antifascisti. Dalla parte del duce c’erano le grandi imprese (si pensi all’antisemita Henry Ford) e la mafia nonchè le autorità.

Gli uomini di Mussolini riuscirono a prendere il controllo di giornali, stazioni radio, associazioni e istituzioni culturali anche grazie a una grande quantità di risorse finanziarie ma sostanzialmente Tresca e i suoi compagni gli sbarrarono la strada impedendo la fascistizzazione della comunità italiana.

Per anni i fascisti poterono organizzare manifestazioni solo se protetti dalla polizia. L’#11gennaio 1943 un sicario mafioso Carmine Galante lo ammazzò a New York su ordine del boss Frank Garofolo che Tresca aveva insultato.

Va detto che Tresca, che pure aveva sostenuto la rivoluzione del 1917 e a lungo collaborato con i comunisti, negli anni ’30 assunse posizioni pubbliche apertamente antistaliniste dopo gli omicidi di anarchici e poumisti in Catalogna.

Partecipò alla Commissione promossa dal grande pedagogo e filosofo John Dewey per esaminare le accuse che nei processi di Mosca erano state rivolte a Trotsky e che lo dichiarò “non colpevole”.

Va ricordato che Lenin e Trotsky nutrivano grande rispetto per i wobblies e che molti di loro aderirono all’Internazionale Comunista (Big Bill Haywood morì in esilio a Mosca e le sue ceneri sono sepolte sotto alle mura del Cremlino come anche quelle Elizabeth Gurley Flynn). Tresca invece mantenne una posizione anarcosindacalista pur collaborando con i comunisti fino alla rottura.

Il 21 aprile 1939 il giornale Socialist Appeal pubblicò una lettera di Trotsky per il suo sessantesimo compleanno:

“Il quarantesimo anniversario dell’adesione di Carlo Tresca al movimento operaio è stato celebrato venerdì sera a New York City con un banchetto in suo onore al quale hanno partecipato esponenti di diverse sfumature politiche. Il compagno Trotsky ha inviato la seguente lettera al noto combattente anarchico:

Caro compagno Tresca:
Nonostante tutte le profonde divergenze, che né tu né io abbiamo l’abitudine di negare o attenuare, spero che mi permetterai di esprimerti la più profonda stima, come per un uomo che è un combattente in tutto e per tutto. Il tuo sessantesimo compleanno viene festeggiato dai tuoi amici e mi permetto di includermi tra loro. Spero che il tuo vigore morale e il tuo ardore rivoluzionario si conservino a lungo. Ti abbraccio con tutto il cuore.
10 aprile 1939
Tuo,
Leon Trotsky”

Se fossimo un paese migliore oggi le tv avrebbero reso omaggio a Carlo Tresca, il presidente della repubblica lo avrebbe ricordato in un messaggio, nella sua terra natale l’Abruzzo nelle scuole si sarebbe celebrata la sua storia, tante città avrebbero dedicato una piazza, una via, un vicolo a questo cavaliere dell’ideale.

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Maurizio Acerbo
Maurizio Acerbo
Segretario nazionale di Rifondazione Comunista- Sinistra Europea. Attivista, agitatore culturale. Comunista democratico, libertario e ambientalista. Marxista psichedelico.

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