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martedì 18 Gennaio 2022
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Se insulti la Meloni paghi, se insulti Elodie o la Azzolina non succede niente

Ha criticato la Lega per l’opposizione alla legge Zan sull’omofobia ed è stata sepolta dagli improperi social, ma se insulti Elodie non accade nulla. Se insulti la Meloni invece si stracciano le vesti fino alle più alte sfere.

Se insulti Elodie non accade nulla: dov’è la solidarietà della destra?

Ricorderete tutti quello accaduto circa un mese fa quando tutte le forze politiche, i direttori di giornale, gli influencer a vario titolo, si sono precipitati a chiedere umilmente scusa a Giorgia Meloni per gli insulti ricevuti dal professor Giovanni Gozzini, poi sospeso senza stipendio per tre mesi dall’Università di Siena.

Sia chiaro, è stato giusto intervenire, altrimenti restano solo chiacchiere quelle che si fanno tutti i giorni contro la violenza di genere, la misoginia, il sessismo. Su queste cose non si fanno i distinguo di appartenenza. Già…  Solo che ci sono donne che invece le scuse degli amici della Meloni le stanno ancora aspettando.

Si, perché a voler essere zelanti, toccherebbe ricordare che la signora Meloni è la leader di un partito che conta un altissimo numero di iscritti che abitualmente insultano donne, omosessuali e migranti.

La Meloni in tv continua a sparare bufale contro la legge sull'omofobia

Solo che a sinistra si preoccupano di mostrarsi diversi dalla destra per cui ad ogni occasione ci tengono a fare professione di vicinanza bipartisan, toccando punte di prostrazione quasi imbarazzante davanti allo stracciarsi le vesti dl populismo reazionario, finendo per farsi dare lezione di morale da soggetti che invece, a parti invertite, non ci penserebbero nemmeno.

Per esempio, è di queste ore il caso di una valanga di insulti sessisti rivolti alla cantante Elodie, dopo che quest’ultima si è schierata contro la Lega e favore della nuova ‘Legge Zan’ riguardante l’omofobia.

Tutto è nato da un tweet di Repubblica che ha condiviso  le dichiarazioni della cantante, che ha criticato pesantemente le posizioni della Lega contro il Legge Zan che rischiano di rallentare l’entrata in gioco della tanto discussa misura che, in futuro, potrebbe prevedere pene più severe per i reati connessi all’omofobia.

La presa di posizione di Elodie è stata molto dura, definendo questi personaggi politici indegni e non meritevoli di trovarsi in Parlamento.

Apriti cielo: una serie di insulti senza fine ha inondato la cantante, tutti di matrice puramente sessista (potete immaginare il tenore oppure leggerli direttamente al link precedente).

 

Avete letto qualche commento di solidarietà? Matteo Salvini, la Meloni, Mario Draghi,  Sallusti, i leghisti si sono accovacciati davanti la sede della Universal Musica e hanno chiesto umilmente perdono ad Elodie?

Il Presidente Mattarella ha fatto le sue scuse alla cantante a nome delle istituzioni? No. Come mai? Forse perché la Meloni è un politico e Elodie una cantante, cioè una persona “frivola”?!

Sanremo 2021 il Pagellone della canzoni (seconda serata)

E allora seguendo quest’idea bislacca, occupiamoci solo dei “politici” e facciamo qualche altro esempio.

Vi ricordate il professore di Storia Contemporanea all’Università del Molise, Gervasoni? Tra i sovranisti è particolarmente noto per i suoi tweet intrisi di misoginia, che lui giustifica a spada tratta parlando di suo inviolabile diritto d’espressione. Questo diritto lo ha manifestato spesso, per esempio verso Elly Schlein, vicepresidente della Regione Emilia-Romagna, che paragonò a un uomo quando uscì una copertina de L’Espresso dedicata a lei. ‘Ma che è, n’omo?’

Se insulti la Meloni paghi, se insulti Elodie o Elly Schlein non succede niente

E della montagna di offese riversata per mesi sulla ex ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, vogliamo parlarne? Insultata come ministra ma, soprattutto, come donna su Facebook, nei commenti di un gruppo della Lega. A dare la notizia fu lei stessa con un post sulla sua pagina social, accompagnato dal grafico con il montaggio delle frasi volgari avvertendo: “Mai nessuna donna dovrà più leggere commenti così infimi”.

E il livello era davvero da mettersi le mani nei capelli. Non risultano ancora le scuse di Salvini.

E che dire di Loris Corradi, vicesindaco di Roverè  in quota Fratelli d’Italia(to!) noto per aver indossato nel 2019 una maglietta con scritto ‘Se non puoi sedurla puoi sedarla’. Oppure Fabio Tuiach consigliere comunale a Trieste eletto con la Lega,  che invocò la pena di morte per gli omosessuali. Per non dimenticare una delle performance più note di Matteo Salvini che diede della bambola gonfiabile a Laura Boldrini.

Dunque, solidarietà sempre contro ogni forma di violenza e discriminazione. Lezioni di morale, no.

 

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Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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