Distrazioni di massa: cosa non vi è chiaro della manipolazione dell’infotainment?

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L’unica cosa di cui ci dovremmo occupare si muove tra l’Ucraina e il Medio Oriente dove si stanno producendo avvenimenti da far tremare le vene ai polsi. E invece perdiamo giornate intere dietro a presunte ultime cene queer, pugili e meme.

Cosa non vi è chiaro della manipolazione dell’infotainment?

L’infotainment ci rende schiavi perché decide l’agenda e ci fa lavorare gratis sui social network.

E per farlo usa anche – fra le tante – una tipica tecnica manipolatoria. Prima diffonde un’informazione provocatoria chiaramente falsa, ma la fa passare per vera. E giù milioni di commenti su tale info falsa che però potrebbe essere anche vera e quindi scandalizza e trova sostenitori in ugual misura.

Pensate alla famosa ultima cena della cerimonia di inaugurazione delle Olimpiadi. Per un giorno vi hanno fatto credere che si trattasse di una versione woke offensiva per i cristiani.

Il giorno dopo contrordine: è una cena di dei dell’Olimpo. Il contrordine, però, sui social network significa poco o niente, perché ormai gli animi si sono incattiviti e, in più, qualcuno, non ci crede mica che era tutto uno sbaglio.

E giù di nuovo milioni di commenti con gli spiriti esacerbati dal confronto precedente e con quelli che ancora non si sono mica convinti che si tratta di una simpatica cenetta tra divinità olimpiche. Informazione manipolata e poi informazione vera che risultato hanno ottenuto?

Prima di tutto quello di allungare il tempo di una notizia, affinché sempre più persone possano lavorare gratis attorno a quella stessa notizia. E poi il secondo risultato è quello di confondere le acque, creare incertezza, esacerbare gli animi, incattivire le persone.

In quanto incazzati difensori delle tradizioni o della modernità si commenta di più e a lungo e si creano così thread infiniti di botta e risposta (e intanto i pallottolieri dei signori dell’infotainment girano e guadagnano sul nostro lavoro non retribuito).

È successa la stessa cosa con il caso della pugile algerina. Per due giorni s’è detto che era transgender e poi, di nuovo, contrordine: non è vero, ha solo alti livelli di androgeni.

Nel frattempo, però, ancora una volta, tutto si mescola e ogni argomento è buono: dalla decadenza dell’Occidente alla critica dell’oscurantismo religioso, magari citando Pasolini o qualche noto esponente del mondo LGBT.

E di nuovo tutti incazzati, cattivi, spigolosi, pronti a battagliare fino a tarda notte sull’argomento del giorno. E di nuovo i contatori dell’infotainment girano. Li facciamo girare noi senza prendere un Euro. Fantastico.

E li fanno girare anche quelli che ce l’hanno contro i poteri forti, le multinazionali, Soros, l’Unione europea, le centrali massoniche ecc…

Nel frattempo, l’unica cosa di cui ci dovremmo occupare si muove tra l’Ucraina e il Medio Oriente e in questi giorni sta producendo avvenimenti da far tremare le vene ai polsi. Di quella roba lì non si occupa quasi nessuno. Non sta nelle tendenze dell’infotainment, non fa girare i pallottolieri.

Io mi permetto un piccolo consiglio, per provare a uscire dal tunnel. Proviamo a scoprire lo snob che è in noi. In fondo, lo siamo tutti. A tutti piace distinguerci. Quindi, se vediamo che tutti parlano di una cena sul Monte Olimpo e di una pugile e dei suoi ormoni, proviamo a essere un poco snob. Distinguiamoci!

Parliamo della guerra e della pace e del mondo che sta impazzendo non solo nell’anima, ma anche nelle proprie viscere, distrutto dal caldo.

Possibile che possa essere più entusiasmante il testosterone di una pugile del fatto che in una delle culle del nostro mondo, dove sono nati i libri sacri delle nostre culture, che ci hanno insegnato la pace, la giustizia, il limite, la fratellanza e il perdono, tutti parlino di vendetta e di rappresaglia come se fosse la cosa più naturale del mondo?

* Articolo per gentile concessione di Claudio Bazzocchi dalla sua pagina Fb

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