Cabaret alla Scala, il popolo che ha pagato 3000 euro a biglietto omaggia la Segre e l’antifascismo

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La Scala in piedi per Liliana Segre. E quell’urlo dal loggione: “Italia antifascista”. Alla fine 13 minuti di applausi minuti ininterrotti (8 per la Questura) da parte del popolo che ha pagato 3000 euro a biglietto.

Cabaret alla Scala: la Prima fa colore

Come ogni anno, anche questo Sant’Ambrogio ha avuto la sua prima che ha inaugurato la stagione operistica del Teatro alla Scala. Stavolta il compito è toccato a Don Carlo, opera di Giuseppe Verdi presentata nella versione italiana in quattro atti. A dirigere le quattro ore dell’opera il maestro Riccardo Chailly, alla sua nona inaugurazione di stagione per la Scala.

Signore in rosso in platea, contravvenendo alla regola che lo vieta in teatro, con un pensiero alle donne vittime di femminicidio, e da Giulia Cecchettin a Giulia Tramontano.

E poi tutti in piedi ad applaudire, a cominciare dal presidente del Senato, Ignazio La Russa, con il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, la senatrice a vita Liliana Segre e la figlia Federica Belli Paci, il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, il vice presidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, la ministra per le Riforme, Maria Elisabetta Alberti Casellati, e il prefetto di Milano, Claudio Sgaraglia.

Come ogni Prima, non sono mancate polemiche alla vigilia con riverberi fino all’inizio dello spettacolo. E poi c’è stata la sorpresa di un urlo isolato dopo l’esecuzione dell’inno nazionale: un uomo dalla platea ha gridato “no al fascismo, viva l’Italia antifascista” e una donna ha commentato ad alta voce “bravo”. Lo spettatore che ha urlato ‘Viva l’Italia antifascista’ è stato identificato dalla Digos. L’autore sarebbe Marco Vizzardelli, giornalista 65enne, esperto di equitazione e frequentatore assiduo del teatro.

Ma la spontaneità popolare è prevalsa da parte della folla acclamante che, in quell’area del teatro, anche quest’anno ha pagato 3mila euro a biglietto .

Non che gli altri costassero di meno, d’altronde la crisi ha un costo e non tutti possono sostenerlo!

Ovviamente, più si indietreggia con le file e le aree del teatro, più i biglietti costano meno: si va dalla modica cifra di 420 euro in galleria fino al regalo dei 120 euro per la seconda galleria zona quattro, dove praticamente vedi solo un lembo di tenda e la bombola antincendio, ma almeno puoi dire di aver partecipato alla difesa dei valori europei.

Schizofrenia dello spettacolo

Il commento di Ferdinando Pastore (Risorgimento Socialista) alla performance dell’alta società in quel di Milano:

“Solo poche ore fa la manifestazione filo israeliana, muta e sorda sul genocidio del popolo palestinese, ha visto la serafica partecipazione del Partito democratico a braccetto con il Presidente del Senato, il liberal/fascista Ignazio La Russa.

Per la prima della Scala, divampano al contrario le polemiche. No, non per quel lusso da operetta, schiaffo annuale alla decenza e alla giustizia, di arrampicatori sociali che due note di fila non le hanno mai ascoltate.

Bensì perché nessuno del Partito democratico milanese vuole sedersi accanto al Presidente del Senato, il liberal/fascista Ignazio La Russa.

Preferirebbero Liliana Segre, la stessa che poche ore fa ha partecipato alla manifestazione pro Israele insieme al Presidente del Senato, il liberal/fascista Ignazio La Russa.”

Alex Marquez
Alex Marquez
Corsivista, umorista instabile.

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