Stan Laurel e Oliver Hardy: immensi, sprovveduti, eterni

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Le coppie famose come Stan Laurel e Oliver Hardy hanno a che fare con il mondo, e scontrandosi con esso, creano la risata nel denotare il ridicolo e il dramma, tra la distonia e dei valori e dei risultati ottenuti.

Stan Laurel e Oliver Hardy, “Stanlio e Ollio”

Stan Laurel e Oliver Hardy, in Italia “Stanlio e Ollio“, hanno un topos millenario del contrappunto di due poli, opposti, ma non contraddittori. Eroico, vigliacco. Alto, basso. Intelligente, sciocco. Prestante, goffo. Paterno, sprovveduto.

Li troviamo in tante coppie: Don Chisciotte – Sancho Panza. Robin – Batman. Sherlock Holmes e Watson. Eppure hanno qualcosa di tipico. Non sono simmetrici. Per uno sguardo superficiale, sembrano macchiette episodiche stese in un lungometraggio. E non è così, invero, perché, a differenza di queste figure, non sono complementari.

Ognun di loro, è goffo quanto l’altro, sprovveduto, eroico, e vigliacco nello stesso tempo. Ingenuo, e talvolta furbo. La caratteristica particolare è che tutti e due, contengono gli opposti. Sembra all’inizio che la coppia si integri in modo esclusivamente reciproco. Nonostante tutto, riescono a creare il contrasto comico anche da soli, tra intenti e azioni ridicole che negano le aspirazioni, togliendo serietà, determinazione al risultato conseguito.
Ed è un elemento veramente innovativo.

A titolo personale, se rapportato l’uno con l’altro, assomigliano a Gianni e Pinotto, anzi il contrario, perché anche questi due sono goffi e falliscono su tutto. Pestandosi i piedi. Stanlio e Ollio, sì contengono tutte le coppie su indicate, ma ecco la vera incredibile innovazione, forse a loro non coscientemente concepita: hanno un intento comune e riescono ad ottenerlo ogni volta. Dissacrazione di ogni ruolo, figura, che si crede autorevole, vera, potente, coercitiva, tradizionale, unica.

Stanlio e Ollio interpretano quasi tutte le figure dette da Platone, nei dialoghi di Socrate, e la dialettica che usano è interna, non domandano all’altro, ma lo imputano alle loro azioni. Stanlio e Ollio contraddicono se stessi, sia da soli sia nella contrapposizione di coppia. Il risultato è il disastro. Ma non solo per loro due. Per tutti i ruoli che interpretano.

Nel ventennio di loro massimo successo, tra le due guerre mondiali, vi era l’amore per il capo, per il condottiero, per il leader, per il dittatore, per il condottiero del sol dell’avvenire, per il colonialista.

Loro due li rendono ridicoli, non accusando, inveendo, ma assumendo i loro valori e stili, svolgerli in situazioni comiche, e attirando su di sé il ridicolo. Ed ecco la loro capacità incredibile: rendono ridicolo il potere!

E hanno un senso del tempo scenografico superlativo. Sembra tutto semplice. Non è così. Si veda il film sul pianoforte. I piani relativi alla sceneggiatura, al ritmo, alla sequenza logica degli eventi è di una complessità pazzesca.

In più sapevano improvvisare: creavano scene lunghe quasi quanto un lungometraggio dal niente.

Le coppie famose hanno a che fare con il mondo, e scontrandosi con esso, creano la risata nel denotare il ridicolo e il dramma, tra la distonia e dei valori e dei risultati ottenuti.

Stanlio e Ollio, invece, attirano il mondo: si lasciano immergere, e si lasciano naufragare nel momento comico, ma, attenzione, portando con sé il mondo stesso e l’intero pubblico.

E tutto questo portando gioia e risa.

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Lino Milita
Lino Milita
Scrittore. Ha pubblicato due libri di poesie e un romanzo. Qui il suo sito. www.linomilita.com .

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