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martedì 30 Novembre 2021
TecnèMusicaCanzoni necessarie: la "Jungleland" di Bruce Springsteen

Canzoni necessarie: la “Jungleland” di Bruce Springsteen

Esistono canzoni spalancate sull’infinito, altre immerse nel quotidiano, alcune intrise di poesia e altre ancora cucite coi nostri nervi: Jungleland è la canzone necessaria di Bruce Springsteen.

La “Jungleland” di Bruce Springsteen

A volte uno se lo dimentica. Che Bruce ci ha regalato canzoni così: epiche, generazionali ma capaci in fondo di parlare a più generazioni, sinfoniche sia pure diversamente dai Genesis, generose, cinematografiche come fossero cantate da Al Pacino o Bob De Niro in Mean Streets, se i due avessero saputo cantare.

A volte uno se lo dimentica. Che l’intro del violino di Suki Lahav con il pianoforte jazz di Roy Bittan apriva nove minuti di rock opera, di campo di battaglia spirituale, come l’ha definita Bruce, di viaggio nella wild side loureediana con nel cuore Phil Spector e le immagini di Brando.

A volte uno se lo dimentica. L’assolo di sax di Clemons che è il suono dell’amore, definizione di Clarence stesso.

A volte uno se lo dimentica. Era il racconto di un amore criminale da film di serie B finito male, è diventato il sogno di tanti.

 

Bruce Springsteen – Jungleland  (Born to run, 1975)

 

Testo e traduzione

 

“The rangers had a homecoming in Harlem late last night
and the Magic Rat drove his sleek machine
over the Jersey state line
barefoot girl sitting on the hood of a Dodge
drinking warm beer in the soft summer rain
the Rat pulls into town rolls up his pants
together they take a stab at romance
and disappear down Flamingo Lane

Well the Maximum Lawman run down Flamingo
chasing the Rat and the barefoot girl
and the kids round here look
just like shadows always quiet, holding hands
from the churches to the jails
tonight all is silence in the world
as we take our stand down in Jungleland

The midnight gang’s assembled
and picked a rendezvous for the night
they’ll meet `neath that giant Exxon sign
that brings this fair city light
man there’s an opera out on the Turnpike
there’s a ballet being fought out in the alley
until the local cops, Cherry Tops, rips this holy night
the street’s alive as secret debts are paid
contacts made, they vanished unseen
kids flash guitars just like switch-blades
hustling for the record machine
the hungry and the hunted
explode into rock’n’roll bands
that face off against each other
out in the street down in Jungleland

In the parking lot the visionaries
dress in the latest rage
inside the backstreet girls are dancing
to the records that the D.J. plays
lonely-hearted lovers struggle in dark corners
desperate as the night moves on
just a look and a whisper, and they’re gone

Beneath the city two hearts beat
soul engines running through a night
so tender in a bedroom locked
in whispers of soft refusal
and then surrender in the tunnels uptown
the Rat’s own dream guns him down
as shots echo down them hallways in the night
no one watches when the ambulance pulls away
or as the girl shuts out the bedroom light

Outside the street’s on fire
in a real death waltz
between flesh and what’s fantasy
and the poets down here
don’t write nothing at all
they just stand back and let it all be
and in the quick of the night
they reach for their moment
and try to make an honest stand
but they wind up wounded, not even dead
tonight in Jungleland”.

Canzoni necessarie: la "Jungleland" di Bruce Springsteen

I Rangers si sono riuniti ad Harlem ieri notte
e Magic Rat ha guidato la sua macchina tirata a lucido
oltre il confine del Jersey
una ragazza scalza è seduta sul cofano di una Dodge
beve birra calda sotto la soffice pioggia estiva
Rat entra in città, si alza i pantaloni
insieme cercheranno di incominciare una storia d’amore
e scompariranno giù per Flamingo Lane

Bene, le Massime Autorità corrono giù per Flamingo
alla ricerca di Rat e della ragazza scalza
e i ragazzi qui attorno sembrano come ombre
sempre calmi, mano nella mano
dalle chiese alle prigioni
stanotte tutto è silenzio nel mondo
mentre noi prendiamo il nostro posto
giù nella Giungla

La gang di mezzanotte è al completo
e fissato un appuntamento per la notte
si incontreranno sotto la gigantesca insegna della Exxon
che manda questa buona luce di città
amico, danno un’opera fuori sull’autostrada
e si combatte danzando giù nel vicolo
davanti ai poliziotti locali
Cherry Tops squarcia questa notte benedetta
la strada è viva
mentre i debiti segreti vengono pagati
si stabiliscono contatti, svaniscono non visti
i ragazzi fanno luccicare le chitarre
come fossero coltelli a serramanico
si spingono per gli amplificatori
gli affamati e i perseguitati
esplodono nelle rock’n’roll band
si fronteggiano l’un l’altro
nelle strade della Giungla

Nel parcheggio i visionari
si vestono nella nuova rabbia
nella strada secondaria le ragazze ballano
ai dischi proposti dal DJ
amanti con la tristezza nel cuore
si dimenano negli angoli bui
disperati, mentre la notte avanza
solo uno sguardo
e un sospiro, e sono spariti

Sotto la città battono due cuori
motori dell’anima corrono
attraverso una notte così tenera
in una camera da letto chiusa
in sospiri di leggeri rifiuti
e infine la resa
nei tunnel dei quartieri periferici
il sogno stesso di Rat lo colpisce
come i colpi rimbombano nei corridoi nella notte
nessuno guarda mentre l’ambulanza si allontana
o come la ragazza spegne la luce nella camera da letto

Fuori, la strada è in fiamme
in un vero e proprio valzer di morte
tra ciò che è carne e sangue
e ciò che è fantasia
e quaggiù i poeti
non scrivono un bel niente
si tengono in disparte
e lasciano perdere
e nel cuore della notte
afferrano il loro attimo
e cercano di prendere una posizione onesta
ma finiscono feriti
neppure morti
stanotte nella Giungla”.

 

 

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Mario Colella
Garibaldino

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