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mercoledì, Agosto 17, 2022

Libia, quei cadaveri di bambini tra le sabbie dell’indifferenza

Le immagini choc postate su Twitter dal fondatore della ong spagnola Open Arms dei cadaveri di bambini e donne in una spiaggia del Paese nordafricano. I corpi delle vittime dell’ennesimo naufragio di un barcone di migranti sono riaffiorati su una spiaggia di Zuwara.

Libia, cadaveri di bambini sulla spiaggia: “Vergogna Europa”

“Sono ancora sotto shock per l’orrore della situazione, bambini piccoli e donne che avevano solo sogni e ambizioni di vita. Sono stati abbandonati su una spiaggia a Zuwara in Libia per più di 3 giorni. A nessuno importa di loro”. A scriverlo su Twitter è Oscar Camps, il fondatore della Ong spagnola Open Arms, postando le foto choc di corpi senza vita di bimbi riversi su una spiaggia del Paese nordafricano, vittime probabilmente dell’ennesimo naufragio. “Corpi abbandonati. Vite dimenticate. L’orrore tenuto lontano perché scompaia. Vergogna Europa“, scrive l’Ong.

 

Come aveva scritto Marcela Magalhaes per il Blackpost (magazine gemello di Kulturjam gestito interamente da immigrati di prima e seconda generazione):

“Nelle culture di origine portoghese, la figura del Gigante Adamastor è ben nota come lo spirito delle tempeste che fa affondare gli uomini che osano attraversare il mare. Per questi uomini, il gigante, nell’opera I lusiadi del portoghese Luis de Camoes, afferma che il male minore sarà la morte.”

Cosa c’è di peggio della morte che galleggiare per giorni in mare, con il diritto alla memoria e il corpo massacrati dai pesci e dall’abbandono?

Se, in passato, il mostro Adamastor viveva nel capo delle tempeste, oggi sembra che si sia trasferito nel Mediterraneo, dove si concentra il 75% dei decessi mondiali per migrazione. Il suo voto di vendetta, di pene peggiori della morte, oggi è il simbolo dell’indifferenza che l’Europa destina ai profughi.

Migranti e pandemia: il dramma sotto il tappeto

Diceva Gramsci, nel febbraio del 1917, che L’indifferenza è il peso morto della storia. (…) Opera passivamente, ma opera. È la fatalità. È ciò su cui non si può contare; che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti. È la materia bruta che strozza l’intelligenza. Possiamo aggiungere che l’indifferenza non solo soffoca l’intelligenza, ma tutti i nostri diritti sia in vita che in morte.

 

 

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