La Polonia contro le donne: aborto vietato anche con malformazioni del feto

 

Polonia contro le donne: il governo ultraconservatore di Andrzej Duda vieta l’aborto anche con gravi malformazioni del feto.

Polonia contro le donne: aborto inaccessibile

Il governo ultraconservatore di Andrzej Duda, già sotto osservazione da parte dell’UE per le misure liberticide adottate in vari settori, continua la sua guerra contro le donne e le minoranze.

In Polonia è stato vietato l’aborto anche in caso di malformazione del feto. Su questo ricordiamo che il paese aveva già una delle legislazioni più restrittive d’Europa.

Proprio per questo, secondo diverse organizzazioni non governative, sono quasi 200mila le donne polacche che ogni anno sono costrette a ricorrere all’aborto clandestino o ad andare all’estero per poterne aver accesso, con gravi rischi per la propria salute.

Il voto della Corte costituzionale

Giovedì 22 ottobre la Corte costituzionale polacca ha stabilito che l’aborto per gravi malformazione del feto viola la Costituzione. La legislazione abortiva, in vigore dal 1993,era già tra le più restrittive d’Europa e consentiva l’aborto solo in tre casi: pericolo di vita per la madre, stupro e, appunto, grave malformazione del feto.

Con questa ulteriore stretta la Corte ha stabilito dunque un divieto quasi totale dell’interruzione di gravidanza.

La sentenza è stata letta dalla presidente del tribunale, Julia Przylebska, ultraconservatrice vicina al governo, ed è stata motivata dicendo che non può esserci tutela della dignità di un individuo senza la protezione della vita.

L’intervento della Corte era stato sollecitato dalla maggioranza parlamentare di Duda sostenendo che l’interruzione di gravidanza a causa di malformazioni fetali violasse i principi della Costituzione che protegge la vita di ogni individuo.

Già in passato la maggioranza guidata dal partito di estrema destra Diritto e Giustizia (PiS), appoggiata dai  gruppi religiosi cattolici e dai vescovi vicini al governo, aveva provato a introdurre il divieto dell’aborto totale  ma era stato bloccato dalle cosiddette proteste in nero, le Czarny Protest, quando le donne polacche avevano organizzato enormi mobilitazioni vestite di nero.

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Governo discrimina Lgbtiq+

Ma non solo donne e aborto al centro delle polemiche: durante l’ultima campagna elettorale, in cui Andrzej Duda ha vinto di un soffio, il suo bersaglio principale era stata la comunità Lgbtiq+. Per il primo ministro del suo governo, Mateusz Morawiecki, i movimenti arcobaleno minano le fondamenta della società con la loro barbarie pseudo-intellettuale e, per Duda, diffondono un’ideologia più distruttiva del comunismo.

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Andrzej Duda

Sulla base di queste convinzioni in Polonia oggi ci sono circa ottanta comuni definiti aree libere da Lgbt. Non è un caso se per l’osservatorio Ilga-Europe la Polonia è il peggior paese europeo in cui vivere se non si è eterosessuali cisgender.

Dunja Mijatović, commissaria per i diritti umani del Consiglio d’Europa, ha commentato su Twitter la sentenza della Corte Costituzionale sull’aborto, sottolineando che si tratta di giorno triste per i diritti delle donne.

Alle condanne su twitter ci auguriamo che si passi ai fatti all’interno dell’UE.

La Polonia contro le donne aborto vietato anche con malformazioni del feto

 

 

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Sira De Vanna

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Speaker radiofonica, redattrice, storico dell'arte. Caporedattore per Kulturjam.it
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