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lunedì 7 Giugno 2021
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L’ultima testimonianza di Liliana Segre: ‘Ho scelto la vita e sono diventata libera’

Dopo trent’anni di impegno civico nelle scuole, Liliana Segre ha tenuto oggi la sua ultima testimonianza pubblica.

L’ultima testimonianza di Liliana Segre

L’intervento è stato trasmesso in diretta dalle su Rai3. La senatrice a vita ha regalato la sua ultima testimonianza pubblica consegnando idealmente il testimone della difesa della memoria ai giovani

L’occasione è stata data dall’inaugurazione de L’Arena di Janine, nel borgo di Rondine, in provincia di Arezzo, intitolato alla memoria della giovane amica francese della senatrice a vita che morì nelle camere a gas di Auschwitz.

L’inaugurazione ha aperto la giornata che la Cittadella della Pace ha dedicato alla senatrice a vita. Presenti anche i presidenti di Camera e Senato, Roberto Fico ed Elisabetta Alberti Casellati, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Cei Gualtiero Bassetti insieme ai ministri Luigi Di Maio, Luciana Lamorgese, e Lucia Azzollina.

Ho scelto la vita e sono diventata libera, è la frase della stesse Segre che è stata posta all’ingresso dell’area.

L’ultima testimonianza di Liliana Segre 'Ho scelto la vita e sono diventata libera'

Le parole della Segre

Molti sono stati i passaggi toccanti nel lungo racconto della Senatrice a vita. Un vero viaggio nella memoria attraverso l’orrore, la speranza e la rinascita. Ecco alcuni dei passaggi più intensi:

Entrai da sola a 13 anni nel carcere femminile di Varese, trattata come una delinquente. Perché? A quel perché nessuno sapeva darmi una risposta”

Dimenticate il vostro nome. Voi d’ora in poi sarete un numero. Il mio si legge ancora perfettamente: 75190.

Divisero gli uomini dalle donne, e io cercavo di fare dei sorrisini a mio papà perché nessuno voleva credere che fosse quel momento. Ma era quel momento: di vita e di morte. In cui, tu sì tu no, si veniva scelti per la vita o per la morte-

Una delle cose più crudeli delle leggi razziali fu quella di far sentire i bambini invisibili.

Quel vagone dove eravamo stipati in 40-50 era terribile. Non c’era luce, non c’era acqua.

Io non mi sono voltata verso Janine che andava al gas. Fu lì che diventai orribile.

Vedevo lontano mio papà, cercavo di fargli piccoli saluti. Poi non lo vidi più, mai più.

Il pensiero finale è per i ragazzi:

Da nonna sono i ragazzi quelli che io ringrazio. Sono tutti quei miei nipoti ideali visto che nel mio racconto c’è la pena, l’amore, la pietà, il ricordo struggente di quella che ero io.

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L’ultima testimonianza pubblica di Liliana Segre

 

 

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