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Sono oltre 120 i firmatari del manifesto “Dal 7 ottobre alla pace”, da Giuliano Amato a Gennaro Migliore, Lia Quartapelle e Ivan Scalfarotto, promosso da ‘Sinistra per Israele‘ sulla crisi in Medio Oriente e “aperto a quanti credono in una soluzione fondata sui diritti di entrambi i popoli e sulla loro convivenza”, come si legge nel comunicato. Ma si tratta di una serie di falsi storici, senza menzione di questioni fondamentali, come la pulizia etnica del 1948, e che fa convergere le problematiche solo sul 7 Ottobre e ad Hamas.
L’impresentabile manifesto della “Sinistra per Israele”
Il movimento «Sinistra per Israele», lanciato da Filippo Sensi e le correnti del PD identificabili con la vicinanza ‘ideologica’ con il Terzo Polo, in cui la parola sinistra è un ossimoro, ha pubblicato il suo ‘manifesto’ auspicando una convivenza tra popoli e la creazione dello Stato palestinese – e ci mancherebbe! – ma ripetendo come un mantra i soliti luoghi comuni propagandistici, superati dalla cronaca quotidiana del massacro nella Striscia, e silenziando del tutto questioni cruciali: l’espansione dei coloni, le responsabilità storiche occidentali, la propaganda dei mass media.
Dunque un documento del tutto inutile, tranne che a riempire i titoli dei soliti giornali e aizzare gli animi dei già esaltati guerrafondai di casa nostra. Un manifesto che vuole mantenere lo status quo, ovvero l’impunità totale di Israele, ma facendola passare per una cosa di sinistra. Una bufala.
E infatti possiamo leggere:
Israele è fin dalla sua nascita una democrazia fondata su valori liberali e progressisti, in una regione fortemente segnata da regimi autocratici… organizzazioni terroristiche e forze politiche radicali in ogni parte del mondo, manovrate soprattutto dal regime iraniano… Il sionismo è stato il legittimo movimento di liberazione nazionale e sociale del popolo ebraico e in esso sono vissuti e tuttora vivono i valori di uguaglianza, giustizia, liberazione umana della sinistra democratica e del progressismo. Vivono, come nella straordinaria esperienza dei kibbutz, il progetto e il sogno di una società più giusta, di donne e uomini liberi ed eguali.
Ecco alcuni degli oltre 120 firmatari del manifesto “Dal 7 ottobre alla pace”: Alessandro Alfieri, Giuliano Amato, Alessio Aringoli, Corrado Augias, Franco Bassanini, Luciano Belli Paci, Marco Bentivogli, Enzo Bianco, Pierluigi Castagnetti, Stefano Ceccanti, Vannino Chiti, Furio Colombo, Paola Concia, Piero Fassino, Valeria Fedeli, Emanuele Fiano, Giovanni Maria Flick, Anna Foa, Stefano Folli, Andrea Graziosi, Stefano Jesurum, Linda Lanzillotta, Fabio Levi, Elena Loewenthal, Victor Magiar, Claudia Mancina, Aurelio Mancuso, Enzo Maraio, Giacomo Marramao, Claudio Martelli, Virginio Merola, Gennaro Migliore, Daniele Nahum, Giulio Napolitano, Dario Nardella, Riccardo Nencini, Fabio Nicolucci, Gabriele Nissim, Simone Oggionni, Pina Picierno, Lia Quartapelle, Fausto Raciti, Mario Raffaelli, Umberto Ranieri, Mario Ricciardi, Andrea Romano, Michele Salvati, Ivan Scalfarotto, Irene Tinagli, Francesco Verducci, Walter Verini, Luciano Violante, Tobia Zevi.












