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venerdì 3 Settembre 2021
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Twinky Doo’s Magic World: tornano i Licaoni

Un originalissimo cortometraggio realizzato anni fa che sta facendo ora da apripista, per un progetto cinematografico decisamente più impegnativo e ambizioso. Il ricordo assai positivo che tale corto aveva lasciato in noi al Ravenna Nightmare. Uno scoiattolo parecchio inquietante.

Lo spiazzante accento toscano dei personaggi coinvolti nella missione. La libertà creativa di certo cinema indipendente espressa al massimo grado. Un crowdfunding in corso. E per finire alcune innovative politiche distributive probabilmente inedite in Italia, la cui natura ci interessava approfondire un po’ di più con gli autori…

Insomma, ce n’erano di motivi per contattare dopo diversi anni Alessandro Izzo e Francesca Detti, appartenenti al nucleo fondatore de i Licaoni, quei filmmakers livornesi di cui abbiamo seguito con interesse l’attività fin quasi dagli esordi. E lo abbiamo fatto! Così da mettere a fuoco con loro le coordinate di Twinky Doo’s Magic World, questo parto creativo dalle premesse davvero stuzzicanti.

Twinky Doo’s Magic World: parlano i Licaoni

Cari Licaoni, non è la prima volta che ci troviamo a parlare di “Twinky Doo’s Magic World”, che ci era apparso (tipo la Madonna) una prima volta in forma di cortometraggio al Ravenna Nightmare, qualche anno fa.

Prima di parlare dell’essenza del progetto, volete dirci se il corto stesso era riuscito a suscitare l’interesse che vi aspettavate, girando per festival e appuntamenti simili? A Ravenna ricordiamo che era stato accolto bene…

Sì il corto è riuscito nell’intento di attirare una discreta attenzione – per quanta ne possa attirare un cortometraggio – vincendo premi un po’ dovunque e portandoci a incontrare produttori e broadcaster interessati al progetto.

In più, un altro riscontro per noi importante è stato l’aver testato con mano la bontà di certe supposizioni. In particolar modo l’approccio locale – ma non localistico – derivante dal collocare geograficamente la storia, soprattutto ricorrendo al dialetto: dando ai protagonisti un forte background toscano (di Livorno) avevamo paura di essere ricondotti alla proverbiale simpatia toscanaccia che è quanto di più lontano da quello che vorremmo raccontare.

L’aver visto il pubblico di ogni latitudine reagire con tensione e partecipazione alla storia, nonostante il dialetto livornese, è stato di grande conforto.

Twinky Doo’s Magic World: parlano i Licaoni

“Twinky Doo’s Magic World” nasce però come progetto più ambizioso e articolato, giusto?

Alla base di tutto c’è un lungometraggio che avevamo iniziato a progettare già dodici anni fa. Negli anni lo abbiamo rivisto a più riprese, fino a che – circa quattro anni fa – abbiamo deciso che era giunto il momento di concretizzarlo.

Il film è basato sullo stesso spunto del corto: quattro rapinatori tentano un colpo al Twinky Doo’s Magic World, parco giochi per famiglie. Ma qualcosa va storto e si asserragliano in un magazzino con un ostaggio. La polizia li circonda, ma il vero pericolo arriverà da dentro, sotto forma di un uomo con la testa di scoiattolo.

Il corto in origine doveva essere un breve teaser da presentare a potenziali produttori, ma poi la voglia di sperimentare alcune cose ci ha portato ad ampliarlo e farlo diventare un “assaggio” un po’ più corposo del film vero e proprio.

Dai tempi di “Kiss Me Lorena” come è cambiato, se è cambiato, il vostro rapporto coi generi cinematografici?

Kiss me Lorena è il lavoro che ha concluso la nostra fase giovanile di gioco con i generi. Fino ad allora c’era stato un desiderio di omaggiare tutti i generi che ci appassionavano da spettatori e, al tempo stesso, di usarli per spiazzare il pubblico: un dramma che improvvisamente diventa un poliziottesco che poi sterza sulla commedia demenziale.

Un grande gioco che ci è servito per imparare le basi dei vari generi (niente di meglio di una copia/parodia per apprendere) ma che forse sottendeva una certa paura a prenderci sul serio.

Twinky Doo’s Magic World sicuramente è un film che usa il genere per raccontare una storia che ci sta particolarmente a cuore, molto personale. In questo probabilmente c’è stata una maturazione.

Nel cast di “Twinky Doo’s Magic World” vediamo poi alcuni volti cui siamo ormai affezionati, tipo Guglielmo Favilla. Come avete scelto gli interpreti del film?

Molti dei nostri progetti partono “cucendo” i personaggi sugli attori con cui collaboriamo da una vita. In questo caso Guglielmo Favilla e Alex Lucchesi, tra i Licaoni fondatori, e Maurizio Tesei, romano con noi fin dai primi lavori (anche lui in Kiss me Lorena e prima ancora nel corto Last Blood).

Con Fiorenza Pieri e Luca Di Giovanni c’era una conoscenza pregressa e la grande stima per il loro lavoro, per cui quando ci siamo guardati attorno per trovare gli interpreti degli altri due protagonisti, ci è sembrata una scelta naturale.

Twinky Doo’s Magic World: parlano i Licaoni

 

L’assetto produttivo/distributivo di questo progetto vede poi alcuni aspetti decisamente singolari, probabilmente inediti, almeno per il mercato italiano. Da parte nostra non c’è grandissima confidenza con termini come NFT, potreste spiegarci brevemente di che si tratta?

NFT sta per “Non Fungible Token” e per farla breve è un modo per rendere uniche le copie digitali. Si tratta di una tecnologia basata su blockchain, la stessa delle criptovalute (Bitcoin etc) e il suo utilizzo in campo artistico ci sembra molto interessante.

In pratica con questa tecnologia saremo in grado di creare delle copie digitali certificate e numerate, sia del film che degli artwork, in modo da renderle uniche.

Le distribuiremo come ricompense ai sostenitori della campagna crowdfunding che stiamo conducendo su Eppela per finanziare il film (https://www.eppela.com/twinkydoomovie).

Si tratta di un modo per dare alle copie digitali un valore oltre che simbolico anche economico: esiste un mercato in forte ascesa (vedi il caso eclatante dell’artista Beeple) e se il film dovesse funzionare, gli NFT potrebbero addirittura diventare un investimento fruttifero. Ci risulta di essere i primi in Italia a fare una cosa del genere.

Come sta procedendo il crowdfunding e fino a quando sarà possibile parteciparvi?

Il crowdfunding sta andando decisamente bene: abbiamo raggiunto il primo obiettivo e stiamo correndo verso il secondo. Se arriveremo anche a quello avremo ancora più risorse per fare il film al meglio, e faremo un bel regalo (per ora ancora top-secret) a tutti i sostenitori.

C’è poco tempo ancora per aderire.

Twinky Doo’s Magic World: parlano i Licaoni

Per finire, voi che siete stati molto spesso degli apripista, nel cinema indipendente italiano, come vedete la situazione oggi?

Ci sono ancora più opportunità di quando abbiamo cominciato noi: la tecnologia migliora di giorno in giorno e i costi sono davvero bassi. I broadcaster si sono moltiplicati e sono costantemente alla ricerca di nuovi contenuti.

Ci auspichiamo che le nuove leve tornino a scoprire la bellezza di fare film col fine di raccontare storie sentite, la famosa “urgenza creativa”, perché nell’ultimo decennio di cinema indipendente abbiamo visto molti film fatti più per declamare l’amore per il Cinema che altro. Cinema che racconta il Cinema. Anche noi non siamo stati esenti da questa attitudine (vedi Kiss me Lorena), ma proprio per questo ci sentiamo di dire: basta, di Tarantino ce n’è già uno.

Torniamo a raccontare il mondo che ci circonda. Magari ricorrendo a degli adorabili scoiattoli assassini…

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Stefano Coccia
Giornalista dello spettacolo e critico cinematografico da più di vent'anni, un tempo nel Comitato dei collaboratori fissi della storica Cinemasessanta, attualmente collabora con Sul Palco, CineClandestino e Taxi Drivers ->

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