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giovedì, Agosto 11, 2022

La nuova frontiera padronale: essere sfruttati al lavoro è solo una percezione

La nuova narrazione mediatica nel momento del rilancio dell’economia italiana post pandemica si arricchisce di un nuovo capitolo: essere sfruttati al lavoro è solo una percezione, una sensazione personale.

Essere sfruttati al lavoro è solo una percezione

Ormai, in piena campagna mediatica del rilancio dell’Italia, sotto la spinta di supermario il Draghi di governo e resilienza, il fuoco incrociato di mezzi d’informazione e dei volti della politica, sulla questione “lavoro” sta toccando vette fantozziane. E purtroppo inequivocabilmente non dalla parte del ragioniere ma da quella del megadirettore galattico.

Al centro di tutto, nemmeno a dirlo, blocco dei licenziamenti e reddito di cittadinanza, ma la narrazione distorta sta raggiungendo vette inenarrabili.

Si è cominciato col solito refrain:  giornali e tv tirano fuori interviste a imprenditori volenterosi che vorrebbero dare lavoro ma non trovano personale. Se poi si mescola “i giovani d’oggi” col reddito di cittadinanza c’è il delitto perfetto. Vincenzo De Luca ne è un esempio, tra i tanti: “Se mi dai 700 euro al mese (…) non ho interesse ad alzami alle sei e ad andare a lavorare”.

Poi si è entrai nel teatro dell’assurdo, con le interviste ad imprenditori che si lamentano che durante i colloqui gli venga chiesto quant’è la paga. “Se chiedi lo stipendio, significa che pensi solo ai soldi, non sei motivato, non si disposto a fare squadra”. Se chiedi quanto è lo stipendio non vieni assunto, fai deprimere il datore di lavoro. Qui siamo dalle parti di Ionesco.

Ma se pensavate che avessimo toccato il punto più basso ecco che a sparigliare nuovamente le carte ci pensa la nuova Repubblica del gruppo Gedi.

La nuova frontiera padronale: esseri sfruttati al lavoro è solo una percezione

Siamo alla metafisica: lo sfruttamento non esiste più come dato oggettivo ma è diventato una sensazione personale. Lasciate perdere gli indicatori economici, il Ccnl, lo Statuto dei lavoratori, niente di tutto questo: siete dinosauri novecenteschi che ostacolate la ripresa!

Lo sfruttamento è solamente un’idea. Parliamo dunque di qualcosa che è relegato alla dimensione personale: non esiste nel mondo delle cose misurabili quidem, non c’è.

Se ad Alfa sta bene lavorare per 400€ al mese e a Beta no, il problema sarà solo suo. Non è sfruttamento, è Beta che lo interpreta cosi.

Come cantava Gaber: Un’idea, un concetto, un’idea -Finché resta un’idea è soltanto un’astrazione- Se potessi mangiare un’idea – Avrei fatto la mia rivoluzione.

Siamo alla letteratura di genere. Prossimi capitoli di Essere sfruttati al lavoro è solo una percezione: lavorare gratis fa bene alla salute? Fare gli straordinari non pagati aumenta le prestazioni sessuali? Caporalato è il nuovo trend per essere a la page?

Going for Growth 2021, Ocse a Italia: crisi sta aggravando le disuguaglianze

Essere sfruttati al lavoro è solo una percezione…

 

 

 

Alexandro Sabetti
Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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