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martedì 25 Gennaio 2022
AgoràBeppe Grillo, lo stupro e il Trono di spade.

Beppe Grillo, lo stupro e il Trono di spade.

Il dibattito partito dal video di Beppe Grillo, virato bassamente poi sul se sia da considerare stupro abusare in 4 di una ragazza sotto effetto di droghe, nelle stesse ore in cui si discute se sia giusto che nello sport vinca solo chi ha più soldi, e se sia meglio morire di fame o di virus, fa apparire il “Trono di Spade” una fiction estremamente progressista.

Beppe Grillo, lo stupro e il garantismo

Il fatto ormai lo conoscete tutti: Beppe Grillo in un video è intervenuto in difesa del figlio accusato di stupro insieme ad altri tre amici.

Il comico (ex?) se l’è presa con i giornalisti che da due anni trattano il figlio da stupratore anche se su di lui pesa un’accusa e non una condanna. Questa cosa, strana da udire a certe latitudini, ha un nome preciso e si chiama garantismo, una parola usata spesso a sproposito quando viene espropriata del suo significato e utilizzata a fini politici. Ma che di fondo, proprio perché principio universale, è inderogabile. Dunque si applica anche al caso del figlio del garante del Movimento CinqueStelle.

E infatti, e ci pare di poterlo sottolineare con certezza, in questi due anni non c’è stato alcun furore giornalistico sulla vicenda, tutt’altro, rispetto ad altre.  Ci sono state persone accusate di reati meno gravi e messe sulla graticola, umiliate per settimane, inseguite, finite sotto enormi shitstorm in rete, spesso proprio ad opera di quei grillini che, con qualche imbarazzo, si riscoprono garantisti proprio in queste ore. Perché in questo paese si diviene garantiti ad orologeria, cioè quando ti toccano direttamente.

E infatti è arrivata a ruota la solidarietà di Paola Taverna («da mamma gli sono vicina») o di Alessandro Di Battista («coraggio, hai parlato da padre»), senza che nessuno dicesse una parola sulla donna che ha denunciato il fatto.

Si è detto dunque, in parte per giustificarlo: è stato lo sfogo di un padre preoccupato.  Bè, anche questa cosa andrebbe soppesata meglio. Non so voi ma io ricordo i miei genitori che se al tg della sera denunciavano qualche reato in città per mano di ignoti, per prima cosa mi guardavano insospettiti e incazzati a prescindere…

M5S ribolle, Beppe Grillo: o di qua o di là

Non ha fatto nulla – ha protestato Grillo – arrestate pure me.

Noi non sappiamo se il figlio di Grillo abbia o meno violentato la ragazza che lo accusa. Lo farà un processo. Ma le motivazioni con cui ha giustificato il ragazzo sono gravissime e spostano il tutto sul piano della colpevolizzazione della vittima: “è stata una bravata”, “la ragazza ha denunciato in ritardo perché non è vero”, “se fosse vero li avrebbero arrestati subito”, “nel video si vede che lei è consenziente…”

Un ragionamento assurdo, un abominio dal punto di vista del diritto con la chiosa finale  tipica di una certa cultura: È stata una ragazzata, si stavano divertendo. E la ragazza era consenziente. Perché?  Semplice: ha denunciato solo dopo otto giorni.

Dunque sul banco degli imputati ci dovrebbe finire la ragazza. Tutto ciò ci riporta sempre alla logica del clan, il familismo amorale più becero, l’esaltazione della cultura machista.

Lo ha ben scritto Tommaso Nannicini, senatore pd, sul suo profilo twitter:

Non è lo sfogo di un padre ma l’arroganza del patriarcato. Chi sa usare la violenza verbale per fini politici la usa anche per fini personali. Se subisci uno stupro, il trauma della violenza subita ti frena nel denunciarlo. Ora ti frenerà anche la paura della violenza mediatica.

Alla fine le parole di Beppe Grillo diventano un memento mori per la vittima. Devono sempre ricordarsi cosa le attende se provano a denunciare uno stupro, soprattutto se il loro stupratore è ricco e potente o figlio di potenti.

Già solo questo dovrebbe spiegare perché in tante ci mettono giorni, settimane, anche mesi prima di denunciare.

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Alexandro Sabetti
Vice direttore di Kulturjam.it -> Ha scritto testi teatrali e collaborato con la RAI e diverse testate giornalistiche tra le quali Limes. Ha pubblicato "Il Soffione Boracifero" (2010), "Sofisticate Banalità" (Tempesta Editore, 2012), "Le Malebolge" (Tempesta Editore, 2014), "Cartoline da Salò" (RockShock Edizioni)

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