La depressione estiva esiste e non va sottovalutata

Contrariamente alle credenze più comuni, che vogliono la depressione e l’istinto al suicidio legati ad autunno e inverno, i dati degli ultimi anni dicono che è la stagione estiva quella a maggiore rischio suicidi.

Depressione estiva: il tunnel del divertimento

Eventi mondani, punti di ritrovo all’aperto dove si incontrano molte persone, ricerca ossessiva di svago e sorrisi. Il tunnel del divertimento cantato ironicamente anni fa da Caparezza ha in realtà un fondamento.

Chi sviluppa la depressione estiva vive la ricerca continua della gioia altrui con disagio oppure con invidia, sentendosi fuori luogo e accentuando la sensazione di disagio sociale, isolandosi dagli altri senza riuscire a divertirsi o invidiando la spensieratezza altrui.

Diversi studi sono stati fatti al riguardo. Un primo elemento, sottolineato dai ricercatori del Baker Heart Research Institute di Melbourne, è che:

Nei periodi di maggiori ore di luce aumenta la percentuale dei suicidi, mentre non esistono altri legami significativi tra questo gesto e altri elementi meteorologici come il cambio della temperatura o la pioggia. In inverno la quantità  di serotonina ‘precipita’ e quindi aumenta la depressione.

Ma nonostante il fatto che i depressi hanno bassi livelli di serotonina e che la depressione e’ legata alle probabilità di suicidio, il suicidio stesso non sembra in relazione con bassi livelli di serotonina nel cervello”    (Gavin Lambert sull’American Journal of Psychiatry)

Che le ondate di caldo siano sempre più intense e frequenti, tanto da avere un effetto anche sulla nostra salute mentale è dimostrato sulle pagine di Nature Climate Change da uno studio dei ricercatori della Stanford University del 2018.

I ricercatori americani hanno confrontato i dati relativi alla temperatura e ai tassi di suicidio in diverse aree degli Stati Uniti e del Messico, rivelando prove evidenti che le temperature più calde aumenterebbero i tassi di suicidio con un aumento dell’1,4% del tasso di suicidio negli Stati Uniti e del 2,3 % in Messico.

Depressione o demoralizzazione?

Quello che sembrava un malessere sociale enfatizzato dall’effetto social, con battute o lamentele diffuse, per esempio nel periodo delle feste natalizie, in realtà è anch’esso legato ai disordini affettivo-stagionali. Il Christmas Blues esiste ed è una forma reale di depressione che prende all’avvicinarsi del Natale.

L’idea che tutti siano felici, l’organizzazione di incontri e cene in famiglia, le luci e le decorazioni per le vie della città, in realtà accentuano in alcuno la sensazione di esclusione dalla festa, di isolamento ed ansia. Stessa cosa, su altri presupposti, come abbiamo visto, accade l’estate.

Per alcuni è solo tristezza, ma per altri , che sono predisposti, un reale disturbo dell’umore. Non bisogna confondere i due piani.

Può esistere diagnosi di depressione solo se ricorrono almeno cinque dei sintomi elencati dai manuali di psichiatria

Depressione: quali sono i fattori di rischio?

 

SAD: Disordine affettivo stagionale

I disordini affettivo-stagionali, abbreviati in Sad (seasonal affective disorder), sono stati identificati per la prima volta nel 1987 dallo psichiatra americano Thomas A. Wehr. All’inizio erano trattati come un unico disturbo dell’umore, indipendentemente dall’incidenza climatica, in seguito alle ricerche gli studiosi hanno cominciato a esaminarli come due disturbi separati.

Infatti, oltre ad avere incidenze diverse hanno anche sintomi differenti. La depressione estiva porta all’aumento dell’insonnia e alla perdita d’appetito. Mentre, al contrario, quella invernale aumenta la tendenza a dormire troppo a lungo e a mangiare troppo.

Ma se la depressione estiva è stata studiata come tale soltanto negli ultimi decenni,  la documentazione medica ha una storia molto più antica. Il neurologo francese Jules Baillarger già nel 1854 riportò il caso di un paziente che, con l’arrivo dell’estate: diventa depresso quando si alza la temperatura, si sente abbandonato dalle forze e tenta il suicidio.

La depressione estiva esiste e non va sottovalutata

Le cause

Norman Rosenthal, professore di psichiatria alla Georgetown University School of Medicine di Washington ha riscontrato che per la depressione estiva non si conoscono le cause, ma ci sono alcune ipotesi come l’eccessivo calore e la troppa luce che agendo su melatonina e serotonina, stimolerebbe una certa malinconia, dovuta a un cambiamento troppo improvviso del bioritmo.

In particolare c’è una correlazione tra il fotoperiodo e la risposta dei neuroni coinvolti nella produzione di serotonina e nella funzione antidepressiva.

La forma estiva è più pericolosa di quella invernale, in quanto, statistiche alla mano,  possono più facilmente essere presenti pensieri suicidi.

Consigli

L’ultima cosa da dire a un depresso è di sforzarsi di reagire, di provare a fare cose. Occorre rivolgersi a un buon medico

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