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giovedì, Luglio 7, 2022

L’UE tra lo scontro con Varsavia e la crisi dei costi energetici

L’UE va allo scontro con Varsavia ma il primo ministro polacco Morawiecki accusa Bruxelles di ricatto sul Recovery. Ursula von der Leyen pronta ad agire, ma il passaggio all’azione di Bruxelles non sarà immediato. In ballo c’è anche la crisi dei costi energetici.

L’UE allo scontro con Varsavia

Due fatti si intrecciano nella partita europea di questi ultimi giorni: il rifiuto della Germania e dei suoi paesi satellite di fronteggiare in seno all’UE il rincaro dei costi energetici e il conflitto tra Varsavia e Bruxelles scoppiato dopo la decisione della corte costituzionale polacca di ristabilire il primato della propria Costituzione sui Trattati UE.

In tutti e i due i casi si tratta di fatti politici che testimoniano la volontà trasversale di molti paesi membri di stare nell’UE, ma a modo proprio ed esclusivamente per trarne vantaggi: soprattutto geopolitici per la Germania e prevalentemente economici per la Polonia (protetta sul piano geopolitico dagli USA in funzione antirussa).

Il quadro è complicato però dal teatrino tra UE e Polonia: toni accesi, durissimi sono stati rivolti contro il governo di Varsavia. Ma è appunto un teatrino: la Polonia fornisce l’alibi perfetto alla Germania e ai suoi satelliti per non avanzare nel processo di integrazione: processo che non vogliono, non hanno mai voluto e non si sognano di realizzarlo per conto terzi.

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L’ultimo fatto rivelatore del loro atteggiamento è proprio il rifiuto di affrontare collegialmente la crisi energetica che si sta abbattendo sul continente.

A questo si aggiunge il recente (e scontato) rifiuto tedesco di modificare il Patto di stabilità. Meglio però dare la colpa di tutto ai polacchi e al loro “sovranismo”.

Ora, qualsiasi sia l’orientamento politico dei partiti italiani, bisognerebbe prendere atto una volta per tutte che l’unica Europa possibile è un campo di conflitto tra stati nazionali che cercano il modo di trarre vantaggi dalla moneta e dal mercato unico, talvolta anche giocando sporco (come fanno Germania e Polonia).

L’UE è questa roba qua e nient’altro. E alla maggior parte dei paesi membri piace proprio perché è così e non ne vorrebbero una diversa.

Continuare a ragionare nei termini di “sovranismo vs anti-sovranismo” è solo fumo negli occhi.

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Paolo Desogus
Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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