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lunedì 23 Maggio 2022
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Tanta voglia di proporzionale. Quasi…

Tra le forze politiche si parla apertamente di tornare al proporzionale ma questo non porta automaticamente alla rinascita dei partiti, sempre più agonizzanti.

Tanta voglia di proporzionale

Cresce la voglia di proporzionale. Ma per tenere basso lo sbarramento e salvare la retorica delle coalizioni, l’eventuale riforma rischia di resuscitare un esperimento in stile Italicum, quell’obbrobrio già condannato dalla Corte costituzionale.

E tuttavia si tratta di un passo avanti. Nella proposta del proporzionale c’è in fondo l’ammissione del fallimento della seconda Repubblica, che inizia proprio con il superamento di questo sistema elettorale.

Le leggi maggioritarie e i sistemi pseudo proporzionali (come il Porcellum) che si sono succeduti negli anni hanno contribuito fortemente alla distruzione della politica, alla perdita di identità dei soggetti partitici e al loro distacco dalla società.

Ritornare al proporzionale e dunque a una legge che consenta ai partiti di correre autonomamente con il proprio programma, i propri simboli, la propria visione del mondo, fuori dalla logica deleteria della coalizione e del leaderismo, è indispensabile per ridefinire il campo della mediazione politica.

Questo vale soprattutto in un paese come l’Italia, il cui ordinamento, nonostante tutto, è ancora parlamentare.

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Non ci si illuda però. Tornare al proporzionale non porta automaticamente alla rinascita dei partiti, per i quali occorrerà introdurre anche un sostegno economico pubblico per sottrarli alle influenze dei finanziatori privati.

Sarà possibile fare tutto questo in un paese dominato dall’antipolitica e da personaggi tremendi come Salvini, Renzi e Di Maio?

La cultura politica in Italia è in stato di avanzata decomposizione. Dovremo ricostruire sulle macerie e non sarà facile.

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Paolo Desogus
Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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