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lunedì, Luglio 4, 2022

Francia, il successo di Melenchon nascosto dai media italiani

Sparisce dai grandi media italiani il successo di Melenchon in Francia con la conquista di ben 141 seggi. I titoli dirottati sulla Le Pen che aumenta i seggi ma non i consensi.

La leader del Front National ha preso semplicemente quello che era ipotizzabile e che le sarebbe spettato anche in passato, se non fosse stato per un sistema elettorale assurdo, creato solo per favorire l’eterno “grande centro”. Ma il crollo di Macron ha fatto venir meno anche questo meccanismo protettivo.

Il successo di Melenchon nascosto dai media italiani

I giornali italiani parlano di trionfo di Marine Le Pen. In realtà il vero exploit è quello della Nouvelle Union Populaire guidata da Jean-Luc Mélenchon che raggiunge il 31,6% e ottiene 141 deputati.

Il partito di Macron, inizialmente favorito perché si presumeva che avrebbe raccolto i voti degli elettori del primo turno, arriva al 38,6% con 245 deputati. RN di Marine Le Pen ottiene il 17,3% di voti e 89 deputati.

Queste percentuali vanno naturalmente prese con le pinze, dato che sono ricavate dal secondo turno. Ma mi pare mostrino chiaramente la forte ascesa della forza riformatrice di sinistra di Mélenchon.

Perché la nostra stampa si concentra allora sulla Le Pen?

Lo spauracchio fascista è da sempre utile per spingere gli elettori verso il voto utile e cioè verso le forze presunte moderate, cioè i liberali. Si tratta insomma di un modo per anticipare il conflitto che si disputerà in Italia per le prossime elezioni politiche.

A questo si aggiunge la necessità di sminuire il successo della sinistra. I capitalisti italiani stanno facendo affari d’oro in questo periodo. Il governo Draghi è una manna dal cielo. Con lui a Palazzo Chigi la sanità e la scuola private stanno conoscendo un periodo rigoglioso, di forte ascesa.

Il suo governo ha ridotto i controlli nei luoghi di lavoro, sostiene la precarietà, frena l’aumento di salari. Occorre dunque in tutti i modi censurare l’esistenza di un’alternativa di sinistra. Gli italiani devono credere che l’estremismo neoliberista di Draghi, Di Maio, Bianchi e Calenda sia l’unica via politica possibile: la via verso il baratro.

Ultima considerazione. Il più grande sconfitto di queste elezioni è il sistema maggioritario.

Gli emendamenti alla riforma del fisco di Draghi lo confermano: è l’ennesima presa in giro

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Paolo Desogus
Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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