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lunedì 16 Maggio 2022
In EvidenzaIl mantra della "stabilità" che ricatta il paese reale

Il mantra della “stabilità” che ricatta il paese reale

Secondo la scienza politica la stabilità consiste nell’assetto durevole di un sistema politico, o di una formula o di una compagine di governo. In pratica si traduce in un sistema che garantisce il primato dei mercati finanziari sull’autonomia della politica.

Il mantra della “stabilità”

La parola d’ordine è ora stabilità. Secondo il coro dei media Mattarella garantirebbe la “stabilità” delle istituzioni. Dopo la sua elezione il governo sarebbe più “stabile”.

Anche Draghi è “stabilmente” contento. Mentre la sinistra è “stabilmente” inesistente.

“Stabili” sono poi i mercati, così come “stabili” sarebbero i rapporti internazionali con l’UE e con gli USA, che però non si sa dove ci vogliono trascinare con l’affare ucraino.

A me pare che di stabile ci sia solo il declino del paese, stabilmente in mano a un’oligarchia che non sa a che santo votarsi pur di controllare le istituzioni democratiche. Vediamo che razza di legge elettorale verrà varata nei prossimi mesi.

Ad ogni modo avremmo bisogno di instabilità, di discontinuità, insomma di cambiamento.

La frattura tra paese reale e istituzioni è sempre più ampia e non è da escludere che l’urgenza di una trasformazione non sorga dal basso, in forme poco piacevoli, poco educate e persino irrazionali se la politica continuerà a starsene in altre faccende affaccendata.

A un certo punto bisognerà però anche sottrarsi dal riflesso condizionato che porta a bollare come fascismo, sovranismo o altro qualsiasi domanda di trasformazione.

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Foto di Falco Ranuli

Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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