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martedì 17 Maggio 2022
PolisUcraina, la posizione dell'Italia è non avere posizione, decide Washington

Ucraina, la posizione dell’Italia è non avere posizione, decide Washington

La posizione dell’Italia sul conflitto in Ucraina è la solita: accodarsi alle decisioni “atlantiche” senza discussione parlamentare, senza alcun dibattito. Ma che razza di democrazia è quella italiana se nemmeno le scelte vitali vengono discusse?

La posizione dell’Italia è non avere posizione

La priorità dovrebbe essere quella di far cessare il conflitto il prima possibile, prima che cioè la guerra si allarghi e finisca per coinvolgere direttamente altri paesi, oltre che l’Ucraina e la Russia.

Riconoscere l’annessione della Crimea e la nascita delle due repubbliche del Donbass mi sembra una proposta ragionevole. Lo è anche stabilire che l’Ucraina divenga per statuto neutrale. Se volete, possiamo considerare tutto questo come il meno peggio.

Sicuramente lo è e può darsi che non sia entusiasmante. È in ogni caso la soluzione di gran lunga migliore di quella americana, che mira invece ad alimentare il conflitto con l’invio di armi.

Anche l’Italia si è accodata agli Usa senza discussione parlamentare, senza alcun dibattito. Ma che razza di democrazia è quella italiana se nemmeno le scelte vitali vengono discusse?

La vignetta di Scod (02-03-2022)
La vignetta di Scod

Draghi non ha avuto nemmeno la decenza di rivolgersi al paese per spiegare la posizione dell’Italia. Ma forse la verità è che il nostro paese non ha alcuna posizione, se non quella che si decide a Washington.

La stessa penosa involuzione dell’informazione, tramutatasi in piatta propaganda, nasconde il vuoto di potere in Italia.
Un vuoto che però è anche instupidimento.

Da diversi anni a questa parte gli americani hanno preso l’abitudine di far scoppiare le guerre facendole combattere agli altri. Ora non solo vogliono continuare con questa pratica, intendono anche scaricare tutte le cattive conseguenze alle colonie europee, Italia in primis.

Eppure non dovrebbe essere così difficile dire che la priorità per l’Ucraina come per l’Europa è la pace.

Ma chi l'ha detto che i pacifisti in piazza non sono contro Putin

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Paolo Desogus
Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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