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mercoledì, Agosto 10, 2022

Elezioni, la politica è scomparsa: i partiti parlano solo di alleanze perchè non contano più nulla

L’assenza della politica estera nella discussione elettorale, concentrata solo sulle alleanze, è il segno della profonda debolezza dei partiti italiani, subalterni a interessi stranieri da non scontentare.

I partiti parlano solo di alleanze perchè non contano più nulla

Siamo in piena campagna elettorale ma la discussione politica è tutta concentrata sul tema delle alleanze. Soprattutto nell’area liberal di Letta non si parla d’altro.

Tutti i contenuti politici si riassumono nell’agenda Draghi e nella necessità di frenare l’onda nera. Il dubbio che l’aumento di consenso della destra sia dovuto proprio all’agenda Draghi non sfiora minimamente la testa dei vari Calenda, Letta, Fratoianni.

Quello che però è ancora più sconcertante è la totale assenza di discussione sugli eventi internazionali. Nelle ultime ore sono avvenuti alcuni fatti importanti: la crisi di Taiwan, la risposta della Cina, l’avanzata dell’esercito russo in Donbass, l’incontro tra Erdogan e Putin, il bombardamento di Israele a Gaza.

Nessuno dei partiti in campagna elettorale mi pare che abbia rilasciato un qualche commento su questi fatti che toccano da vicino anche l’Italia.

Non si tratta però di mero provincialismo. L’assenza della politica estera nella discussione elettorale è il segno della profonda debolezza dei partiti italiani. Anzi, è la dimostrazione della loro subalternità a interessi stranieri da non scontentare.

C’è infatti da credere che se si chiedesse a Letta o alla Meloni qualcosa su Taiwan o Gaza, questi risponderebbero seguendo pedissequamente le dichiarazioni del dipartimento di stato americano.

Se ne può trarre una semplice considerazione. Chi si candida alla guida del paese senza politica estera lo fa per “non-governare”, per non decidere, per sottomettersi alla governance straniera e ai vincoli internazionali.

Nel caso dell’area liberal questa rinuncia alla politica è ancora più forte quando i suoi leader ribadiscono la loro adesione cieca e fanatica all’agenda Draghi, il cui programma non riflette gli interessi del paese.

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Paolo Desogus
Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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