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mercoledì, Agosto 17, 2022

Proprio perchè ha sbagliato tanto è il momento di sostenere la Cgil

Non c’è voce nel panorama politico delle istituzioni, che con toni aspri o apparentemente più concilianti, non stia attaccando la decisione di Cgil e Uil di indire lo sciopero generale contro il governo il 14 dicembre.

È il momento di sostenere la Cgil

Non sarò certo io a negare le insufficienze del sindacato. La cappa neoliberale che da trent’anni soffoca il conflitto sociale e la mediazione si è diffusa anche a causa dell’atteggiamento rinunciatario dei sindacati.

Detto questo, non mi è chiara la diffidenza verso lo sciopero generale del 16 dicembre. Se il sindacato ha delle responsabilità non vedo perché non sostenerlo ora che ha scelto di prendere una strada diversa.

La Cgil in particolare possiede ancora oggi una grande struttura organizzativa. Ha sedi, luoghi di riflessione; i suoi funzionari sono in grado di elaborare interventi legislativi; la sua rete copre tutto il paese e può essere attivamente impiegata per riattivare quel processo di mediazione che la politica non sa più realizzare.

Attualmente la Cgil è il corpo intermedio più complesso e organizzato in Italia, secondo solo alla Chiesa Cattolica. Certo, i suoi tesserati sono prevalentemente pensionati, ma per il suo potenziale resta un campo da ripoliticizzare e da orientare su una linea nuova, orientata al conflitto. Non sarebbe poi male se si dotasse anche di un proprio quotidiano.
Ripeto, le critiche sono legittime.

Chi però pensa di poter fare politica a colpi di like sui social o con le proprie comparsate televisive interpretando il ruolo che gli stessi avversari politici gli hanno assegnato o ha le idee confuse o cerca solo di costruire la propria fortuna personale sulle macerie prodotte dalla disoccupazione, dalla precarietà e dalla povertà crescente.

Come può essere credibile il governo di Draghi e Confindustria sull'antifascismo?

 

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Paolo Desogus
Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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