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martedì 17 Maggio 2022
In EvidenzaIl nuovo darwinismo del "rischio calcolato" è il prossimo standard occidentale?

Il nuovo darwinismo del “rischio calcolato” è il prossimo standard occidentale?

Possiamo accettare questa sorta di darwinismo in salsa neoliberale che chiamano “rischio calcolato” e lasciare che il virus mieta vittime tra i soggetti più fragili perché la vita della maggioranza non può subire altre limitazioni?

Il nuovo darwinismo del “rischio calcolato”

A me pare che le cose stiano andando più o meno così: il vaccino offre una protezione. Non impedisce i contagi, ma riduce di molto le possibilità di un’influenza severa. Così almeno dicono numerosi specialisti.

Nonostante la media dei 200mila contagi al giorno, la sanità dunque tiene, in sofferenza ma tiene. L’incremento dei malati in terapia intensiva è per il momento gestibile (siamo a 1715). Chi risente del covid sono i novax (anche se sono sempre meno) e i soggetti a rischio per altre patologie (diabete, tumori…).

Per proteggere questi ultimi non bastano nemmeno tre dosi. Credo che sia questo il motivo per cui mentre le terapie intensive sono in lieve aumento (oggi sono in realtà in calo) il numero dei morti aumenta inesorabilmente. Ieri sono stati 434.

Perché diversi malati di covid rimangono positivi per mesi?

Ora mi chiedo se sia questo lo standard occidentale a cui dobbiamo abituarci, l’equilibrio ottimale che consente alla sanità di non affondare, che permette alla larga maggioranza dei cittadini vaccinati di muoversi con poche limitazioni, ma che mette seriamente in pericolo quella minoranza che per tante altre ragioni è a rischio.

Non mi riferisco ai noVax: si poteva essere comprensivi verso di loro un anno fa, indulgenti sei mesi fa, ora credo che possiamo imporre loro l’obbligo generalizzato e infischiarcene dei loro strepiti. La mia preoccupazione riguarda tutti gli immunodepressi non protetti dalla vaccinazione. Possiamo veramente permetterci di fregarcene? E lasciare che crepino perché la vita della maggioranza non può subire altre limitazioni? O perché il diktat dei mercati è quello di negare investimenti strutturali contro il virus?

A me questa sorta di darwinismo in salsa neoliberale fa ribrezzo. Draghi lo chiama “rischio calcolato“: calcolato nel senso che si gioca sulla pelle di pochi. Ma è accettabile che muoia una media di 2mila persone a settimana? È questo lo standard europeo?

Dovevamo uscirne migliori e invece ci accingiamo a vivere nel completo disprezzo della vita umana.

 

 

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Paolo Desogus
Paolo Desogus
Paolo Desogus è Maître de conférences presso la Sorbona di Parigi. Nel 2015 la sua tesi di dottorato in italianistica e semiotica ha ottenuto il Premio Pier Paolo Pasolini conferito dalla Cineteca di Bologna. Oltre a diversi articoli su riviste specialistiche, ha pubblicato La confusion des langues. Autour du style indirect libre dans l’œuvrede Pier Paolo Pasolini (Éditions Mimésis, 2018) e Laboratorio Pasolini. Teoria del segno e del cinema (Quodlibet, 2018).

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