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giovedì, Giugno 30, 2022

Il crollo di Macron, una slavina per l’Europa: la fine di un’epoca

Il crollo di Macron in Francia può essere lo scivolone che genera una slavina. Cresce la sinistra (senza trattino). In Italia il M5s al bivio.

Il crollo di Macron, la fine di un’epoca

Pezzo dopo pezzo l’ordine neoliberale sta crollando. Non poteva non crollare: era mal costruito, basato sulla menzogna, sulla creazione del disagio, sul blocco della mobilità sociale, sull’impoverimento delle persone.

Serviva, tra le altre cose, a mantenere al potere alcune vecchie dinastie nobiliari (e basta dare un’occhiata ai commissari UE per rendersi conto di quanto fosse un’istituzione ancien regime, sino a Ursula von der Leyen e al Conte Gentiloni).

Le commissioni UE sembrano dei circoli delle vecchie famiglie nobiliari europee, abilmente aggiornate come agenti del sistema bancario internazionale.

La sconfitta di Macron in Francia può essere lo scivolone che genera una slavina. Ma il dissesto era già in atto da anni, e il dissesto si chiama “astensione“. In Francia, paese iperpoliticizzato da secoli, ha raggiunto il 54%.

Sull’astensionismo hanno puntato i partiti elitario-neoliberali (da noi il PD): se le periferie non votano votano però le ZTL, e quelle votano PD. Il sogno del PD era la democrazia delle ZTL, un mondo in cui il popolo, scoraggiato e umiliato, rinunciava volontariamente all’uso del voto.

Nonostante l’astensionismo, tuttavia, in Francia la sinistra popolare toglie la maggioranza a Macron, raggiunge risultati eccellenti, forse 180 deputati (ma su questo staremo a vedere). Il premier resta molto al di sotto della maggioranza necessaria per governare da solo.
Nonostante l’astensione la sinistra cresce, diviene decisiva per fare un governo.

Emmanuel Macron in picchiata, salvato dal Covid

Ma che cosa ci dicono queste elezioni?

1) La manfrina “fermiamo le destre” non se la fila più nessuno. È chiaro a tutti che serve a immunizzare politiche antipopolari, elitarie. E poi, le manganellate di Macron somigliano troppo a quelle della destra che si intende fermare. I Francesi hanno detto al presidente: “Peggio di te non c’è nessuno”.

2) L’astensione è stata, per una certa fase, espressione di dissenso. Ora non lo è più: ora serve solo a mantenere il dominio di élite che avrebbero bisogno di dosi massicce di prozac o, alternativamente, di antidepressivi.

Bisogna smettere con l’astensione, bisogna tornare a votare. Se in Francia una parte degli astenuti avessero votato, Mélenchon avrebbe avuto la maggioranza dei saggi, i francesi avrebbero avuto un governo di sinistra, oggi Assange sarebbe stato naturalizzato: si sarebbe riaperto un orizzonte.

In Italia bisognerà votare, perché solo votando si potrà arrestare il totalitarismo del PD (e del campo largo, che include quella perla di Renzi e di Calenda). La destra la si ferma solo costruendo una sinistra che non dialoga con il PD.

3) Il M5s non so se avrà un futuro. Ma se immagina un futuro con il PD sarà solo un fantoccio per drenare qualche voto, sempre meno voti, per sostenere le politiche neoliberali. Morirà da solo, ancora qualche giorno e neanche se ne parlerà più.

Il poco di futuro il M5s se lo gioca in questi giorni. O sfiducia Draghi, DI Maio, chiede che sia il parlamento a decidere dell’invio di armi, che il parlamento sia informato sul tipo di armi che si inviano, oppure sarà ancora un volta evidente che Conte sta solo cercando di prendere per i i fondelli gli elettori. E quel tempo è passato.

 

La destra la si ferma solo costruendo una sinistra che non dialoga con il PD.

Chi dialoga col PD, con questo PD, è di destra, come di destra è il PD. Ricordo agli asini che Zanone fece la sua ultima legislatura come deputato del PD, e che tutto il partito liberale (che era un partito di destra nella prima repubblica) confluì nel PD.
Dalla Francia arriva un messaggio a Letta: Enrico, stai sereno!
Sta a tutti noi ricordarglielo.

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Vincenzo Costa
Vincenzo Costa
Vincenzo Costa è professore ordinario alla Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele, dove insegna Fenomenologia. Ha scritto saggi in italiano, inglese, tedesco, francese e spagnolo, apparsi in numerose riviste e libri.

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