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domenica 7 Marzo 2021
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La verità su Cristoforo Colombo, schiavista e massacratore

Cristoforo Colombo è da sempre celebrato come il coraggioso scopritore del Nuovo Mondo ma il suo trattamento schiavista delle comunità indigene è stato lasciato fuori dai libri di storia.

Cristoforo Colombo, coraggioso esploratore o schiavista?

Per secoli, Cristoforo Colombo è stato celebrato come il coraggioso esploratore che aveva trovato il Nuovo Mondo.
Ma in realtà aveva  solamente trovato una nuova parte del mondo per gli europei. Molte persone con culture ricche e lingue antiche vivevano già lì.

Il suo trattamento delle comunità indigene è stato lasciato fuori dai libri di storia.

Ora una nuova analisi del DNA potrebbe aiutare i ricercatori a comprendere le origini e la prima infanzia di questa figura storica sempre più controversa. In questo video curato dalla BBC tutti i segreti su Colombo.

La verità su Cristoforo Colombo

Video di Fernando Teixeira e Izabela Cardoso

 

 

Perché abbattono le statue di Cristoforo Colombo?

Nella lunga estate americana, tra i contagi da coronavirus sempre elevati, grazie anche alla sciagurata gestione negazionista del presidente Trump, e i disordini sociali per le violenze poliziesche sulla comunità nera, sfociate in rivolte e saccheggi, abbiamo visto le immagini delle statue di Cristoforo Colombo abbattute dai manifestanti.

Le statue di Colombo sono state abbattute a Richmond in Virginia e a Minneapolis in Minnesota, mentre altre sono state vandalizzate insieme a quelle di altri personaggi storici associati al passato coloniale e razzista dei paesi occidentali.

Ma perché proprio le stature di Colombo? La risposta è sui libri di storia, sfogliati troppo superficialmente o nelle omissioni che ancora oggi accompagnano molti tratti delle vicende umane.

Il Mondo Nuovo

La storia che fin da bambini conosciamo ci racconta che Colombo salpò dalla Spagna con tre caravelle, i cui nomi sono scolpiti nella memoria come una filastrocca, la Niña, la Pinta e la Santa Maria, per scoprire una nuova rotta per l’Oriente.

Dopo oltre due mesi di navigazione si ritrovò invece in una terra sconosciuta che a lungo si pensò essere una propaggine dell’Asia.

La prima popolazione che incontrò furono i pacifici Lucayan, che accolsero gli stranieri offrendo loro cibo e acqua.

Scrisse Colombo nel suo giornale che con 50 uomini potevano essere soggiogati e si poteva governarli a piacimento. Difatti ne rapì alcuni e salpò diretto verso altre isole, arrivando a Cuba e poi a Hispaniola, l’isola dove oggi ci sono Haiti e la Repubblica Dominicana.

Lì incontrò i Taìno, la popolazione che subì le conseguenze più drammatiche dalle spedizioni colombiane.

La verità su Cristoforo Colombo, schiavista e massacratore

Colombo  lasciò sull’isola una quarantina di uomini, fece dei prigionieri da portare con sé e continuò le sue esplorazioni, prima di tornare a rapporto dai reali in Spagna.

L’esploratore fece ritorno ai Caraibi alla fine del 1493 con 1.200 uomini e 17 navi e mise a ferro e fuoco le isole, alla ricerca di ricchezze e organizzando traffici verso la spagna.

Ci sono varie stime sul numero di Taìno che abitavano Hispaniola prima dell’arrivo di Colombo: Bartolomé de las Casas, vescovo che raccontò i primi decenni della colonizzazione europea in America.

Quando arrivò sull’isola, nel 1508, scrisse che gli indigeni erano 60mila. Alcuni anni dopo ne erano rimasti poche centinaia.

Il genocidio dei Taìno è stato attribuito alle malattie portate dagli europei, in particolare il vaiolo, la malaria e l’influenza, ma la storiografia più recente ha ribadito il ruolo centrale avuto dai massacri compiuti dagli europei.

Schiavismo e massacri

Il massacro cominciò con Colombo e proseguì dopo la sua morte, ma le basi sul modo d’agire in quelle terre furono pianificate e organizzate dall’esploratore genovese: schiavitù, lavori forzati e repressione di ogni dissenso.

Per sopprimere le ribellioni dei Taìno, ordinò una repressione brutale, che comprese torture e l’esposizione pubblica di pezzi di cadaveri per spaventare la popolazione.

In una lettera, raccontò l’efficacia e la convenienza economica della vendita di bambine di 9 e 10 anni come schiave sessuali.

Colombo fu nominato governatore delle nuove colonie dalla monarchia spagnola, ma gli scarsi proventi delle razzie, le rivolte degli indios e degli stessi coloni, portarono  nel 1500 la regina Isabella e il re Ferdinando a rimuoverlo dall’incarico.

Già all’epoca, nei documenti che motivarono la decisione, emersero testimonianze raccapriccianti sulle torture ordinate da Colombo per coloni e nativi che voleva punire per i motivi più vari.



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