I Corpi Speciali di Francesca d’Aloja

Un lungo viaggio nella memoria fatto di incontri che ricompongono una vita frammentata attraverso i corpi speciali di persone straordinarie, nel nuovo libro di Francesca d’Aloja

Corpi speciali di Francesca d’Aloja

Noi pensiamo illusoriamente di essere quello che siamo dentro ma noi siamo soprattutto quello che siamo fuori. Il corpo condiziona il nostro modo d’essere, dice in un’intervista Francesca d’Aloja a proposito del suo ultimo libro Corpi speciali (La nave di Teseo).

È una raccolta di incontri con alcuni personaggi che hanno fatto della loro vita espressione del corpo in modo volontario o inconsapevole: registi, attori, sportivi, scrittori, musicisti etc.

Come già nel suo precedente romanzo Otto giorni in Niger scritto a quattro mani con il compagno Edoardo Albinati, narra in prima persona attraverso uno stile reportagistico, quasi un diario di memorie.

 

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Francesca d’Aloja

José Tomàs

L’autrice si nutre delle esperienze raccontate, lette, vissute come nelle pagine dedicate a José Tomàs – torero metafisico, così lo chiama – dimostrando inoltre un’attenta conoscenza delle tradizioni della tauromachia in Spagna facendo suo anche il linguaggio.

Il solo luogo dove si potessero vedere vita e morte era nell’arena dei tori diceva Hemingway, proprio come in Morte nel pomeriggio per esempio inserirà un breve glossario con i termini tecnici utilizzati nella narrazione.

È l’irresistibile attrazione della corrida che smuove l’autrice al racconto gettando luce sul personaggio e sul territorio che lei stessa conosce come le sue tasche e nel quale ambienterà anche il documentario Sol y Sombra.

Notevole è il racconto della vestizione del torero:

[…] disporrà su un tavolo le immagini dei vari santi protettori. Le calerà una a una come si fa con le carte di un solitario, e a ciascuno dedicherà una preghiera e offrirà un bacio. Infine accenderà una candela che brucerà, per buon auspicio, fino alla fine della corrida […]

Ne viene fuori l’uomo che sfida i propri limiti, sempre in equilibrio tra la vita e la morte.

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José Tomàs

Donne e uomini del cinema italiano

Le storie di donne e uomini passano non solo attraverso il racconto dei luoghi ma soprattutto dei loro corpi: dalla dolcezza della voce da bambina e dell’eleganza di Laura Antonelli alla sua caduta in miseria: la sua vocina da bambina faticava a emergere fra le parole impastate di tranquillanti e alcool”.

Dai volteggi leggeri e precisi, la bellezza zingaresca e selvaggia della giovane ginnasta Nadia Comaneci, che chiamavano la piccola comunista che non sorride mai, alla depressione che la imbruttisce, la fa ingrassare.

Diverrà quasi prigioniera, di proprietà del totalitarismo socialista, fino agli ultimi anni di rinascita dove la sua ricerca della perfezione è la stessa a cui ambiscono milioni di donne: zigomi perfetti e labbra turgide.

La figura di Vittorio Gassman e la sua presenza che occupava ogni centimetro di palcoscenico, un dominio divino e insieme luciferino.

L’approccio della scrittrice ai personaggi avviene con la vista e l’udito bramosi di conoscenza. Penso ai reportage, alle descrizioni dei luoghi e alle conversazioni ne Il mare non bagna Napoli della Ortese che raccoglie gli incontri “insperati”, come direbbe il critico Perrella, con alcuni grandi intellettuali del Novecento: Rea, Compagnone, La Capria, Pratolini.

Il talento cinematografico di d’Aloja, anche attrice e regista, si riflette nella scrittura. Il linguaggio è asciutto, pochi aggettivi, periodi brevi sempre alla ricerca della parola esatta.

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Dino Risi e Francesca D’aloia

La narrazione si dipana tra dramma e commedia; penso alla telefonata con Dino Risi e le loro disquisizioni sulla morte – Stai resistendo? Non io. Il mio corpo non si arrende – o allo smarrimento di Ray Charles in aeroporto quando in occasione di un concerto aveva avuto il compito di andare a prenderlo per poi accompagnarlo in albergo.

Caligari

Particolare attenzione va al capitolo dedicato al regista Claudio Caligari, l’autore di Amore Tossico, L’Odore della notte, Non essere cattivo. La scrittrice restituisce al lettore l’immagine straordinaria di un intellettuale che ha rappresentato in modo brutale e poetico una parte della realtà periferica abitata da esclusi, tra droga e disagio;

[…] non avevo mai conosciuto uno così, non assomigliava a nessuno, Claudio, era una persona misteriosa e imprevedibile. […] Uomo di rare parole, il più delle volte lapidarie […]

Corrispondenza di amorosi sensi

Poi Camus:  un compagno di viaggio, un rifugio notturno, una fonte di ispirazione, Lucia Anna Joyce, la sua storia si potrebbe descrivere in poche righe perché tre quarti della sua lunga vita li ha trascorsi rinchiusa in manicomio.

La scrittrice li racconta dopo essere andata in visita presso le loro tombe. Il sepolcro si rivela il ponte tra i vivi e i morti. Una corrispondenza d’amorosi sensi, così da instaurare un vero e proprio legame emotivo tra questi due  personaggi e il suo lettore.

Notti polari

Il libro si chiude con la straordinaria traversata di Ernest Shackleton col suo equipaggio verso il Polo Sud al timone della nave Endurance nel 1914. L’autrice realizza una meticolosa ricostruzione romanzata dell’incredibile spedizione che dura circa due anni, della lotta alla sopravvivenza nelle notti polari dove l’abbandono alla follia sarebbe stato inevitabile:

La spedizione dell’Endurance rientra nell’epica, si apparenta al mito di Ulisse, degli argonauti, ma allo stesso tempo ci restituisce una fiducia smisurata verso il genere umano. Se l’uomo è capace di tali imprese, il mito siamo noi.

Ecco, forse è nel mito, nelle piccole e grandi vite eroiche una delle chiavi di lettura dell’intero libro. Non a caso la scrittrice dedica alcune pagine al progressive rock, storica espressione di una certa epica musicale:

Conosco a memoria tutte le canzoni dei Genesis, i miei preferiti, che ancora ascolto a distanza di decenni

Proprio come nella copertina dell’album A Trick of the Tail, sembra mettere in scena su uno sfondo paglierino i personaggi favolistici che, in movimento, comunicano tra loro attraverso l’unicità e la mimica dei loro corpi.

 

Corpi Speciali  (La nave di Teseo).

I Corpi Speciali di Francesca D'aloia (7)

La collina di Ismet, di Giuliana Vitali

Biblos e altre narrazioni

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Giuliana Vitali

About Giuliana Vitali

Scrittrice e redattrice responsabile della rivista letteraria Achab ->
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